è quasi l'alba ormai. dove sei? cammino e cerco il coraggio di star solo e non pensare a te. mentre lontano il sole, piano piano, va giù
parlo di me, è l'alba di molte cose. l'alba dei trentanni, l'alba del mondo del lavoro, quello vero. quello al quale pensavi quand'eri piccolo, quello per il quale hai litigato coi tuoi, per il quale sei come sei. lavoro in senso ampio, alba in senso pieno. l'alba della vità che vorrei (ma che forse, mai come adesso, dubito che avrò). l'alba dei morti viventi (questa era prevedibile). reach up for the sunrise and (break) through the barricades, che avrebbe fatto felici molte migliaia di fans.
per dirla con Carmen, l'umore di un sogno col tempo si dimentica. per restare agli spasmi di (o degli) Spandau, we made our love on wasteland.
niente Mellon Collie, niente finale agrodolce. dopotutto siamo ancora nell'era del divenire, i trenta saranno tra 12 mesi esatti, per dirne una. e tra 12 mesi vedrò di farmi trovare pronto. per adesso sono pronto solo ad abbracciare l'alba. e poi, alla somma di tutto, domattina il sole sorge anche per me, soprattutto per me. non solo per me. l'importante è che, domattina, il sole sorga.
nb
l'alba come la fine di un sogno. il sogno del viaggio con me stesso. il sogno del sereno ma soprattutto variabile. il sogno del soprattutto variabile, ora e sempre. sempre poco prima
venerdì 10 dicembre 2010
martedì 30 dicembre 2008
una lunga pausa di lavoro
cos'avrò fatto di così importante per abbandonare completamente al suo destino il mio tanto amato blog? di importante davvero niente. per il resto ho solo lavorato, lavorato e lavorato. niente di così stressante, a pensarci bene. aiuto-cuoco in un ristorante ispano-franco-italo e, perchè no, anche australiano gestito da un cazzo di coglione made in lussenburgo e da sua moglie, una pazza sclerotica perennemente bisognosa di valium, made in filippine. per la storia i loro nomi sono leon lui ed erlynn lei. spero proprio di non doverli rivedere mai più. anche perchè, in caso contrario, vorrebbe solo dire che non mi hanno ancora pagato tutto quello che mi devono e quindi io mi sarò già recato nel loro bel ristorantino situato in west perth con tanto di mazza da baseball nonchè con una ventina di sacchetti di carta pieni di merda di vacca. tutto questo solo per chiarire una situazione, nonchè azzerare uno stress, che a causa della loro cazzo di negligenza, nonchè della loro spropositata voglia di approfittare della buona fede, nonchè del bisogno di monetizzare della gente di passaggio, che oramai aleggiano nell'aria da troppo tempo. avrebbero dovuto pagarmi da 15 ai 20 dollari all'ora, a seconda della mia prestazione. così mi era stato detto il secondo giorno. hanno deciso, apparentemente lei, di pagarmi il minimo non perchè il mio lavoro non fosse dei migliori (le 200 pizzette che ho preparato per una cazzo di festa pre-vacanze natalizie di una compagnia oleo-petrolifera si sono volatilizzte in poco meno di 20 minuti! altro che lamb-shine, al secolo stufato d'agnello, o beef-cheecks, ovvero bollito di vitello. la semplice, completa, cucina italiana vince sempre) ma perchè il peso della loro parola nonchè lo spessore della loro dignità hanno la stessa consistenza di una lastra di polistirolo. e chi mi conosce bene lo sa quanto a me piaccia chiedere o discutere su denaro e affini, soprattutto se quest'ultimi mi sono legittimamente dovuti. e niente, mi sono fatto coraggio più di una volta, tra lo stress che mi ha anche fatto venire un herpes e le solite bollicine sulle mani, e ho portato avanti le mie, ripeto legittime, richieste. prima con lei, due volte, ma è stato come parlare con un muro, stronza puttanella arricchita. 'senti erlynn, a me avevate detto una cosa, ovvero che la mia paga dipendeva dalle mie prestazioni, ed invece non è poi stato così. avete deciso di pagarmi il minimo, anche se qui lo sanno tutti, cuoca compresa, che sono bravo quindi la semplice verità è che sei una bugiarda'. 'no, ok, domani parlo con la cuoca e, a secondo di quello che mi dice lei, vediamo se possiamo pagarti di più'. 'erlynn, ma cosa c'entra teresa (la cuoca), che è una stipendiata vostra anche lei (tra l'altro nonostante senza teresa il ristorante non potrebbe proprio sopravvivere, dal momento che fa tutto lei, e lavora anche 14 ore al giorno, riescono a pagare il minimo anche lei, ovvero sui 500 euro la settimana, perchè hanno loro il coltello dalla parte del manico. teresa viene dal ghana, ha fatto la scuola per cuochi, e deve lavorare per 3 anni in un ristorante convenzionato con la scuola per poter ottenere il diploma di chef. e loro la pagano il minimo, con la promessa di firmare senza problemi, alla fine del suddetto periodo, il suo attestato pre-diploma. altro che solo in italia esistono i bastardi figli di puttana approfittatori. anche qui in australia, ma soprattutto a perth, la legge è senza dubbio dalla loro parte. mai vissuto in una città così corrotta proprio nelle radici), soprattutto dal momento che anche voi mi avete più volte fatto i complimenti per il mio lavoro?' 'eh no, ma io da sola non posso decidere'. 'ok, attenderò fino a domani'. ovviamente il giorno dopo non c'è stata nessuna discussione quindi sono passato alla seconda fase, ovvero quella delle minacce. erlynn ha continuato a passeggiare per la cucina senza nessun problema, e si è volatilizzata, senza salutare nessuno, alla fine del servizio. il mio sms recitava pressappoco così 'è evidente che mi state prendendo per il culo. vorrà dire che, se domani non arrivi con la busta paga ma soprattutto con le risposte alle mie domande, sarò costretto a chiamare la polizia per chiedere a loro chiarimenti su cosa è possibile o non è possibile fare in una situazione come questa'. l'indomani è arrivata la busta paga. per le risposte ho dovuto mettere in croce anche lui. bisogna considerare che, per qualsiasi tipo di chiarimento riguardo soldi o buste paga, lui declinava gentilmente l'invito rinviando il tutto all'arrivo della moglie. moglie che, come già detto, ha la faccia come il culo, ovvero brutta e piatta. ma questa volta non gli ho dato la possibilità di rinviare, gli ho solo detto che doveva vergognarsi, che questa non è serietà, che i suoi soldi se li poteva anche tenere e che doveva soltanto rendersi conto che erano due ladri approfittatori. lui ha provato a dirmi che quando ha iniziato lui a lavorare prima di ottenere un aumento ha dovuto aspettare anni. io gli ho subito fatto presente che non è questa la situazione ideale per un esempio del genere, che i patti erano differenti, che stava parlando a vanvera e che parlare con loro era solo fiato sprecato. ho buttato all'aria grambiule, cappellino, scarpe, calze e maglia e mi sono andato a piazzare su un muretto a 50 metri dal ristorante per farmela passare. mi sono preso il mio tempo. poi, piano piano, sono tornato alle normali abitudini, abitudini che mi imponevano di finire il lavoro che avrei dovuto fare quella sera e poi andare a casa. il tutto senza che nessuno mi rivolgesse la parola. anche perchè, in caso contrario, avrei sicuramente messo le mani addosso a chiunque. tutto questo è successo venerdì scorso. il sabato vado al lavoro come sempre, solo perchè avrebbe dovuto essere l'ultimo giorno, ma soprattutto perchè teresa (personaggio ambiguo anche lei, scontrosa con tutti ma lecchina col capo) me lo aveva chiesto come favore personale. 'per favore, non lasciarmi sola domani che ci sarà un macello di gente'. avevo la possibilità di piantarli in asso creandogli un mare di difficoltà. come dire, la situazione che tutti sperano di poter vivere almeno una volta nella vita. mi sono semplicemente svegliato, di cattivo umore, e sono andato al lavoro. busso, qualcuno mi apre, mi cambio, lego i capelli, metto il grembiule ed inizio a lavorare senza dire una parola. a quel punto leon entra in cucina e mi dice che ha parlato la sera prima con sua moglie e che dopo natale troverò sul mio conto una sorpresa. il dopo natale è oggi, giorno in cui dovrebbero finalmente pagarmi. cioè, non proprio a dire la verità. in teoria dovevano pagarmi già martedì scorso ma è inutile ribadire con che tipo di gente mi sono trovato ad avere a che fare. adesso torno in ostello, mangia qualcosa, metto lenti a contatto e costume e parto per andare al mare un paio d'ore. poi torno e, prima di tornare a casa, faccio un salto al bancomat, pronto a scoprire che dovrò ancora attendere per poter essere pagato, grandi figli di puttana che sono.e niente, domani è capodanno, stasera arriva turi, tanti progetti e nessuna realtà, per il I di gennaio sono previsti 39°. tutto questo per dire che sto bene, che sono sempre io, in fondo la stessa persona. che natale al mare è bello ma in italia, al freddo, è meglio. che mi mancano tutto e tutti ma soprattutto qualcosa e qualcuno. che per progetti e propositi per il nuovo anno c'è sempre tempo ma che inizio ad aspettare con ansia il fatidico salto nel mondo reale. saprò sopravvivere? speriamo di si, ecco!
un bacio e a tutti e, se non dovessimo risentirci prima, tanti auguri per un 2009 che, per dirla con parole non mie, possa spaccare i culi a tutti quanti!!! :-D
un bacio e a tutti e, se non dovessimo risentirci prima, tanti auguri per un 2009 che, per dirla con parole non mie, possa spaccare i culi a tutti quanti!!! :-D
sabato 15 novembre 2008
vediamo come va
la novità sostanziale, novità che poi in realtà sono due, è che dovrei aver trovato lavoro a Perth. quindi 1. ho trovato lavoro 2. ho deciso di restare a Perth.
la sostanza dei fatti è questa. ho cercato di farmi qualche calcolo per riuscire ad impostare nel migliore dei modi gli ultimi 3 mesi che mi restano da trascorrere in terra australe. 3 mesi che non vorrei proprio fossero tristi, silenziosi, opachi. ed ecco quello che ne è uscito. programma che, come al solito secondo me, subirà inevitabilmente delle variazioni. ma, è questa è la grossa novità, questa volta non per casini che combino io ma, cosa già successa almeno un paio di volte qui in Australia, per la legge della casualità che, puntualmente, arriva a scombinare i miei piani.
dicevamo di Perth e del nuovo lavoro. dovrei fare l'aiuto cuoco in un ristorante a 20 minuti a piedi dall'ostello dove abito. l'ambiente non è dei migliori e non so ancora bene quanto mi pagheranno ma per un mese posso anche sopportarlo. cioè, se capisco che mi pagano poco ci metto nulla a sfancularli. ma, salvo novità, così non dovrebbe essere. e per quel che riguarda l'ambiente, mi riferisco al proprietario lussembughese, un pò troppo nervoso, su di giri ma soprattutto TIRCHIO per i miei gusti raffinati :-). ho già provato ieri 4 ore e penso di poterlo fare. e poi, particolare non secondario, lavoro nello stesso ristorante dove lavora marco. cioè, non ci vediamo praticamente mai perchè lui fa il cameriere, ma almeno non devo farmi il viaggio di ritorno in solitario.
l'intenzione è quella di spostarsi da Perth in direzione Melbourne poco prima di natale. mi piacerebbe andare via terra, in modo da poter visitare qualche posto nuovo lungo il percorso, ad esempio Margareth River o Adelaide, la città delle chiese sulla quale i commenti di chi c'è stato sono troppo discordanti. ma bisogna vedere bene perchè, oltre al tempo a disposizione che è comunque poco, bisogna considerare che siamo comunque in altissima stagione ed un giochetto del genere potrebbe anche costarci un bordellone di soldi. quindi natale e forse capodanno a Melbourne (io un saltino, in pieno stile 'prendi il treno il 30 notte, arrivi a Sydney giusto in tempo per festeggiare il 1° dell'anno e poi torni a Melbourne' quasi quasi me lo farei!) per poi spostarmi, la seconda settimana di febbraio, nuovamente a Maroochydore, Sunshine Coast, per seguire quel cazzo di corso per l'abilitazione all'insegnamento. dopo 4 settimane di corso intensivo Sydney, qualche giorno a Bangkok, scalo forzato a Dubai ed infine Milano Malpensa e quindi Italia.
questo è il progetto. sarà la pratica, una volta tanto, simile alla teoria? vedremo.
la sostanza dei fatti è questa. ho cercato di farmi qualche calcolo per riuscire ad impostare nel migliore dei modi gli ultimi 3 mesi che mi restano da trascorrere in terra australe. 3 mesi che non vorrei proprio fossero tristi, silenziosi, opachi. ed ecco quello che ne è uscito. programma che, come al solito secondo me, subirà inevitabilmente delle variazioni. ma, è questa è la grossa novità, questa volta non per casini che combino io ma, cosa già successa almeno un paio di volte qui in Australia, per la legge della casualità che, puntualmente, arriva a scombinare i miei piani.
dicevamo di Perth e del nuovo lavoro. dovrei fare l'aiuto cuoco in un ristorante a 20 minuti a piedi dall'ostello dove abito. l'ambiente non è dei migliori e non so ancora bene quanto mi pagheranno ma per un mese posso anche sopportarlo. cioè, se capisco che mi pagano poco ci metto nulla a sfancularli. ma, salvo novità, così non dovrebbe essere. e per quel che riguarda l'ambiente, mi riferisco al proprietario lussembughese, un pò troppo nervoso, su di giri ma soprattutto TIRCHIO per i miei gusti raffinati :-). ho già provato ieri 4 ore e penso di poterlo fare. e poi, particolare non secondario, lavoro nello stesso ristorante dove lavora marco. cioè, non ci vediamo praticamente mai perchè lui fa il cameriere, ma almeno non devo farmi il viaggio di ritorno in solitario.
l'intenzione è quella di spostarsi da Perth in direzione Melbourne poco prima di natale. mi piacerebbe andare via terra, in modo da poter visitare qualche posto nuovo lungo il percorso, ad esempio Margareth River o Adelaide, la città delle chiese sulla quale i commenti di chi c'è stato sono troppo discordanti. ma bisogna vedere bene perchè, oltre al tempo a disposizione che è comunque poco, bisogna considerare che siamo comunque in altissima stagione ed un giochetto del genere potrebbe anche costarci un bordellone di soldi. quindi natale e forse capodanno a Melbourne (io un saltino, in pieno stile 'prendi il treno il 30 notte, arrivi a Sydney giusto in tempo per festeggiare il 1° dell'anno e poi torni a Melbourne' quasi quasi me lo farei!) per poi spostarmi, la seconda settimana di febbraio, nuovamente a Maroochydore, Sunshine Coast, per seguire quel cazzo di corso per l'abilitazione all'insegnamento. dopo 4 settimane di corso intensivo Sydney, qualche giorno a Bangkok, scalo forzato a Dubai ed infine Milano Malpensa e quindi Italia.
questo è il progetto. sarà la pratica, una volta tanto, simile alla teoria? vedremo.
martedì 11 novembre 2008
a volte succede che
a volte succede che sei confuso, indeciso, non sai che strada prendere.a volte succede che tutto ti sembra chiaro e limpido, finalmente prendi una decisione sofferta dopo un lungo periodo di riflessione, ma basta un attimo e tutto torna in discussione. a volte succede che prendi e parti, così, giusto per cambiare aria una settimana, e ti ritrovi invece catapultato in un vortice di idee, progetti, programmi che alla fine non fanno altro che renderti la vita incasinata. a volte succede che non sei proprio tu la persona che riesce a prendere la decisione giusta nel momento giusto. a volte succede spesso che non sei tu quella persona lì. a volte succede che qualcuno ti chiede se vuoi andare a lavorare da qualche parte, senza che tu glielo abbia in realtà chiesto. a volte succede che, come al solito, anche le cose che sembrano più semplici si rivelano invece un gran casino pieno di dubbi, perplessità e domande senza risposta. a volte succede che hai 27 anni e ne vorresti avere 5. a volte succede che ne hai sempre ventisette e ne vorresti avere 70. ok, quest'ultima non succede spesso. non succede spesso ma succede. a volte succede che ti senti un deficiente perchè non sei mai, ma davvero mai, quella persona in grado di prendere una decisione che sia una, una e basta. a volte succede di chiederti se davvero potrai mai fare qualcosa di serio nella vita, alla luce del fatto che anche le piccole stronzate di tutti i giorni riescono a mandarti nel pallone. a volte succede che vorresti un'amico, una persona speciale accanto, ed invece ti ritrovi solo, anche e soprattutto perchè te la sei andata a cercare. a volte succede che diventi una persona che si sente di dovere giustificare tutto a tutti, soprattutto a se stesso, anche quando queste spiegazioni non sono richieste. a volte succede di sentirsi vecchi a 27 anni, non perfettamente in grado di reagire alle 1000 e più sfide che la vita ti propone giorno per giorno. a volte succede di sentirsi fuoriluogo, fuoriforma, fuorisede, insomma fuori. ma questo fuori, stranamente, non ti aiuta più come ai vecchi tempi. a volte succede di parlare di vecchi tempi e subito dopo di sentirsi ridicoli. a volte succede che non sai proprio con chi prendertela ed alla fine finisci sempre per prendertela con te stesso. a volte succede che vorresti essere una persona completamente diversa da quella che in realtà sei, ma ti ricordi anche che per essere quella persona hai lottato, sofferto, preso delle decisioni difficili, anche se quest'ultima cosa spesso involontariamente. ed allora succede anche che ti senti uno schifo totale, col serio dubbio di aver sbagliato tutto.
a volte succede che, come nel mio caso, a volte può anche significare sempre. ma anche questo solo a volte.
ps
sono a Perth, dovrei ripartire sabato notte per Maroochydore e lunedì mattina iniziare il corso per l'abilitazione all'insegnamento della lingua inglese a stranieri. dopodomani potrei anche, però, iniziare a lavorare come giardiniere in un posto a poco più di 20 minuti da Perth. l'idea sarebbe la seguente. lavorare un mesetto e mezzo, mettere qualche soldo da parte, poi forse natale, e sicuramente capodanno a Melbourne con gli amici, con l'inizio del corso che slitterebbe alla terza settimana di gennaio. il corso dura 4 settimane. ed infine Sydney, per cercare di capire, una vota e per tutte, quale cazzo di giorno poter partire alla volta di Milano, via Bangkok.le incognite più grosse sono, al momento, sostanzialmente due. la prima riguarda tutta una serie di mail che dovrei mandare a professoresse ed amici, a Maroochydore, per comunicare lo slittamento della data del rientro, nonchè per assicurarmi che la roba che ho lasciato in giro, tanta, soprattutto libri e vestiti, non finisca miseramente nella spazzatura. è proprio inutile, dagli errori commessi in passato non imparo mai. la seconda riguarda l'alone di mistero che circonda il lavoro in questione. cioè, chiariamo una cosa. potrei anche decidere di rimanere qui a Perth a prescindere dal fatto che il progetto 'gardener' vada in porto. come ho abbastanza avuto modo di vedere coi miei occhi in questi giorni, il trovare lavoro non è davvero una missione impossibile nel west australia. ma il dover decidere di partire, domani pomeriggio, senza avere a priori un'idea precisa di quello che andrò a fare, della durata dello stesso, siano esse ore al giorno, giorni alla settimana, o settimane in totale, mi scoraggia un attimo. a conti fatti so solo che c'ha già lavorato un tipo, amico di una persona che conosco e che domani dovrebbe partire con me (la persona che conosco, non l'amico), e che si è trovato abbastanza bene. che dovrebbero pagarmi sui 16 dollari all'ora, che non è poco ma che non è neanche tanto, e che dovremmo lavorare in teoria 5 giorni alla settimana (tutte queste cose le sono venuto a sapere tramite voci di corridoio, mica me le ha dette ufficilamente qualcuno!). che potrei vivere lì ad un prezzo equilibrato, anche se nessuno si è premurato di chiarirmi se in una grotta sottoterra piuttosto che in un hotel a 5 stelle. domani mattina mi vedrò con la persona che dovrebbe partire con me, cercando di schiarire un attimo le idee. intanto inizio precauzionalmente a scrivere le mail. nonchè, dopo cena, provo a chiamare casa, michela e qualche amico, nella speranza di ricevere il consiglio illuminante. se fossi sicuro di credere in Dio spererei semplicemente che quest'ultimo potesse darmi la forza e l'astuzia per poter prendere, una volta almeno, la decisione giusta. ma dal momento che, se Dio esiste, mi auguro abbia cose più importanti alle quale dedicarsi (vedi, a proposito, quella parte della bibbia che invita a guardare in casa propria prima di rivolgere le proprie 'attenzioni' sui problemi altrui) finirò, come al solito, per fare di testa mia. sempre, e comunque, la cosa sbagliata :-).
a volte succede che, come nel mio caso, a volte può anche significare sempre. ma anche questo solo a volte.
ps
sono a Perth, dovrei ripartire sabato notte per Maroochydore e lunedì mattina iniziare il corso per l'abilitazione all'insegnamento della lingua inglese a stranieri. dopodomani potrei anche, però, iniziare a lavorare come giardiniere in un posto a poco più di 20 minuti da Perth. l'idea sarebbe la seguente. lavorare un mesetto e mezzo, mettere qualche soldo da parte, poi forse natale, e sicuramente capodanno a Melbourne con gli amici, con l'inizio del corso che slitterebbe alla terza settimana di gennaio. il corso dura 4 settimane. ed infine Sydney, per cercare di capire, una vota e per tutte, quale cazzo di giorno poter partire alla volta di Milano, via Bangkok.le incognite più grosse sono, al momento, sostanzialmente due. la prima riguarda tutta una serie di mail che dovrei mandare a professoresse ed amici, a Maroochydore, per comunicare lo slittamento della data del rientro, nonchè per assicurarmi che la roba che ho lasciato in giro, tanta, soprattutto libri e vestiti, non finisca miseramente nella spazzatura. è proprio inutile, dagli errori commessi in passato non imparo mai. la seconda riguarda l'alone di mistero che circonda il lavoro in questione. cioè, chiariamo una cosa. potrei anche decidere di rimanere qui a Perth a prescindere dal fatto che il progetto 'gardener' vada in porto. come ho abbastanza avuto modo di vedere coi miei occhi in questi giorni, il trovare lavoro non è davvero una missione impossibile nel west australia. ma il dover decidere di partire, domani pomeriggio, senza avere a priori un'idea precisa di quello che andrò a fare, della durata dello stesso, siano esse ore al giorno, giorni alla settimana, o settimane in totale, mi scoraggia un attimo. a conti fatti so solo che c'ha già lavorato un tipo, amico di una persona che conosco e che domani dovrebbe partire con me (la persona che conosco, non l'amico), e che si è trovato abbastanza bene. che dovrebbero pagarmi sui 16 dollari all'ora, che non è poco ma che non è neanche tanto, e che dovremmo lavorare in teoria 5 giorni alla settimana (tutte queste cose le sono venuto a sapere tramite voci di corridoio, mica me le ha dette ufficilamente qualcuno!). che potrei vivere lì ad un prezzo equilibrato, anche se nessuno si è premurato di chiarirmi se in una grotta sottoterra piuttosto che in un hotel a 5 stelle. domani mattina mi vedrò con la persona che dovrebbe partire con me, cercando di schiarire un attimo le idee. intanto inizio precauzionalmente a scrivere le mail. nonchè, dopo cena, provo a chiamare casa, michela e qualche amico, nella speranza di ricevere il consiglio illuminante. se fossi sicuro di credere in Dio spererei semplicemente che quest'ultimo potesse darmi la forza e l'astuzia per poter prendere, una volta almeno, la decisione giusta. ma dal momento che, se Dio esiste, mi auguro abbia cose più importanti alle quale dedicarsi (vedi, a proposito, quella parte della bibbia che invita a guardare in casa propria prima di rivolgere le proprie 'attenzioni' sui problemi altrui) finirò, come al solito, per fare di testa mia. sempre, e comunque, la cosa sbagliata :-).
giovedì 6 novembre 2008
domani parto, domenica 16 ritorno. forse
settimana da stress a mille.
come al solito ci metto del mio, combinando cazzate e riuscendo a pensare alle effettive conseguenze delle cose soltanto dopo averle già fatte. la situazione è questa, spiego velocemente. qualche settimana fa prenoto, felice e contento, un volo di sola andata per Perth, west australia, dove vive adesso marco e dove pensavo di voler stare anch'io per qualche mese, spinto dai consigli di chi ci è già stato, descrivendo la zona come meravigliosa da un punto di vista paesaggistico ma anche e soprattutto sottolineando che non è davvero troppo difficile trovare lavoro lì. subito dopo la prenotazione, però, inizio a pensare che forse l'idea del corso per l'insegnamento della lingua inglese agli stranieri non sarebbe poi così male. e questo per tutta una serie di ragioni. la prima è che l'insegnante di riferimento sarebbe una persona che già conosco, in quanto Dianne lavora nella stessa accademia linguistica dove ho frequentato, fino a ieri, il corso di inglese. poi anche che oramai conosco abbastanza bene la zona. non è tra le più interessanti d'Australia, quello è innegabile, ma il clima è meraviglioso, l'oceano immenso, il costo della vita non tra i più alti e poi anche, particolare non da poco, altre due ragazze che frequentavano il corso di lingua con me, grossomodo con la mia stessa preparazione linguistica, frequenteranno sicuramente il Tesol Course. devo decidere entro qualche ora se prenotare il biglietto di ritorno da Perth oppure mandare a puttane il biglietto già prenotato, il biglietto dell'autobus da qui, Maroochydore, all'aeroporto di Brisbane nonchè la prima notte di ostello a Perth, chiaramente già pagata. che, a dirla tutta, stamattina avevo trovato una super offerta per il volo di ritorno, ed avevo anche più volte cercato di pagarlo con la carta di credito, ma qualcosa continuava a bloccare la transazione. credo di aver capito quale fosse l'ostacolo. spegno il pc e mi faccio un giro in accademia a salutare Beck, la mia prof coetanea, che tra una settimana si trasferisce in Thailandia. giusto un paio d'ore, per intenderci. poi torno a casa, accendo il pc e, come per magia, l'offerta non c'è più! ovvero, se voglio tornare da Perth in tempo per iniziare il corso devo pagare, per lo stesso identico biglietto che avevo trovato qualche ora prima, 100 dollari in più! roba da prendersela con tutto e tutti, cazzo. magia magia!
qualche parola anche sul Tesol Course. 4 settimane di corso intensivo. le prime tre, ovviamente con frequenza obbligatoria, in sede. si tratta di lezioni che vertono principalmente sulla grammatica inglese e sul discorso, questo è almeno quello che credo di aver capito io :-). 7 ore di lezione al giorno per 5 giorni alle settimana. un vero e proprio tour de force, per dirlo in un'altra lingua. finito questo eccoci arrivati alla settimana conclusiva, che è un pò anche, a conti fatti, quella che mi spaventa di più. la settimana che va dall'8 al 14 di dicembre. i primi 4 giorni dovremo tenere delle lezioni a tema, anche se non ho ben presente come faremo a riuscirci. lezioni ad una classe di studenti, per intenderci. già mi vedo a sparare qualche cazzata o a sbagliare il più elementare dei verbi. chi vivrà vedrà. ma è questa anche la settimana dell'esame finale. vale a dire che, se non superi quello, ti attacchi serenamente al tram. come se non bastasse, magari i più attenti si saranno già accorti che questa è anche la settimana del mio compleanno. compleanno che, coincidendo con la notte prima degli esami, verrà trascorso presumibilmente tra concetti non pienamente compresi e corse furibonde al bagno.
dite che sono un pazzo a provare questo corso nonostante il comunque non sufficiente livello di preparazione linguistica? lo so bene, cazzo, lo so bene. che Barak Obama me la mandi buona...
ps
spulciando un libro sull'interpretazione dei sogni, chiaramente in inglese, mi sono imbattuto sul significato della sensazione di volare e del risveglio di soprassalto, appunto mentre si sta sognando. in linea di massima dovrebbe voler dire che hai la sensazione, e a volte anche la certezza, che i tuoi sogni stiano andando in pezzi. mi devo seriamente iniziare a preoccupare??? come se non lo fossi già preoccupato, cazzo!
come al solito ci metto del mio, combinando cazzate e riuscendo a pensare alle effettive conseguenze delle cose soltanto dopo averle già fatte. la situazione è questa, spiego velocemente. qualche settimana fa prenoto, felice e contento, un volo di sola andata per Perth, west australia, dove vive adesso marco e dove pensavo di voler stare anch'io per qualche mese, spinto dai consigli di chi ci è già stato, descrivendo la zona come meravigliosa da un punto di vista paesaggistico ma anche e soprattutto sottolineando che non è davvero troppo difficile trovare lavoro lì. subito dopo la prenotazione, però, inizio a pensare che forse l'idea del corso per l'insegnamento della lingua inglese agli stranieri non sarebbe poi così male. e questo per tutta una serie di ragioni. la prima è che l'insegnante di riferimento sarebbe una persona che già conosco, in quanto Dianne lavora nella stessa accademia linguistica dove ho frequentato, fino a ieri, il corso di inglese. poi anche che oramai conosco abbastanza bene la zona. non è tra le più interessanti d'Australia, quello è innegabile, ma il clima è meraviglioso, l'oceano immenso, il costo della vita non tra i più alti e poi anche, particolare non da poco, altre due ragazze che frequentavano il corso di lingua con me, grossomodo con la mia stessa preparazione linguistica, frequenteranno sicuramente il Tesol Course. devo decidere entro qualche ora se prenotare il biglietto di ritorno da Perth oppure mandare a puttane il biglietto già prenotato, il biglietto dell'autobus da qui, Maroochydore, all'aeroporto di Brisbane nonchè la prima notte di ostello a Perth, chiaramente già pagata. che, a dirla tutta, stamattina avevo trovato una super offerta per il volo di ritorno, ed avevo anche più volte cercato di pagarlo con la carta di credito, ma qualcosa continuava a bloccare la transazione. credo di aver capito quale fosse l'ostacolo. spegno il pc e mi faccio un giro in accademia a salutare Beck, la mia prof coetanea, che tra una settimana si trasferisce in Thailandia. giusto un paio d'ore, per intenderci. poi torno a casa, accendo il pc e, come per magia, l'offerta non c'è più! ovvero, se voglio tornare da Perth in tempo per iniziare il corso devo pagare, per lo stesso identico biglietto che avevo trovato qualche ora prima, 100 dollari in più! roba da prendersela con tutto e tutti, cazzo. magia magia!
qualche parola anche sul Tesol Course. 4 settimane di corso intensivo. le prime tre, ovviamente con frequenza obbligatoria, in sede. si tratta di lezioni che vertono principalmente sulla grammatica inglese e sul discorso, questo è almeno quello che credo di aver capito io :-). 7 ore di lezione al giorno per 5 giorni alle settimana. un vero e proprio tour de force, per dirlo in un'altra lingua. finito questo eccoci arrivati alla settimana conclusiva, che è un pò anche, a conti fatti, quella che mi spaventa di più. la settimana che va dall'8 al 14 di dicembre. i primi 4 giorni dovremo tenere delle lezioni a tema, anche se non ho ben presente come faremo a riuscirci. lezioni ad una classe di studenti, per intenderci. già mi vedo a sparare qualche cazzata o a sbagliare il più elementare dei verbi. chi vivrà vedrà. ma è questa anche la settimana dell'esame finale. vale a dire che, se non superi quello, ti attacchi serenamente al tram. come se non bastasse, magari i più attenti si saranno già accorti che questa è anche la settimana del mio compleanno. compleanno che, coincidendo con la notte prima degli esami, verrà trascorso presumibilmente tra concetti non pienamente compresi e corse furibonde al bagno.
dite che sono un pazzo a provare questo corso nonostante il comunque non sufficiente livello di preparazione linguistica? lo so bene, cazzo, lo so bene. che Barak Obama me la mandi buona...
ps
spulciando un libro sull'interpretazione dei sogni, chiaramente in inglese, mi sono imbattuto sul significato della sensazione di volare e del risveglio di soprassalto, appunto mentre si sta sognando. in linea di massima dovrebbe voler dire che hai la sensazione, e a volte anche la certezza, che i tuoi sogni stiano andando in pezzi. mi devo seriamente iniziare a preoccupare??? come se non lo fossi già preoccupato, cazzo!
ultime da berluscolandia!
da una delle ultime interviste rilasciate dal beneamato Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, (scatta l'inchino) durante la visita al Salone del ciclo e del motociclo a Rho-Pero, Milano. come al solito Berlusconi parla del futuro dell'Italia, oltre che nei soliti termini, da luoghi che ben poco hanno a che fare con la politica. una volta dall'Hollywood di Milano, una volta dal Moulin Rouge di Parigi, un'altra volta ancora direttamente dalla camera da letto di Mara Carfagna in casa Fede.
per chi volesse leggere tutto l'articolo su Repubblica.it il link è questo.
a conti fatti non c'è poi niente di nuovo in quello che dice. come al solito, del resto. ma nel giorno di quella che potrebbe significare per tutti una svolta epocale, ovvero l'elezione di Barak Obama a 44° presidente degli Stati Uniti d'America, ecco che invece in Italia le parole chiave restano sempre le stesse. garantire qualcosa, qualcosa che poi comunque non verrà portato a termine, anche con l'uso della forza. l'importante è far stanziare i soldi allo Stato e poi dividere, come sempre, in parti uguali. 100 a me, questa gran minchia a te. oppure anche i soldi a me, il cancro a te. tutte cose di attualità, insomma. e poi anche che fare opposizione va contro la democrazia, cioè contro silvio berlusconi. perchè, come risaputo, oltre che l'unto dal signore, l'immortale, il capellone ed il puttaniere il nostro caro Presidente è anche l'incarnazione perfetta del concetto di democrazia. roba che all'estero ce lo invidiano tutti. soprattutto i paesi dell'est, mi sa.
ovviamente stiamo pazentemente aspettando la smentita. smentita che tanto non tarderà ad arrivare.
ci dice anche che sta lavorando a dei provvedimenti per contenere la crisi economica ma che, per il momento, non vuole fare anticipazioni. come se l'argomento in questione fosse l'ultimo film di muccino piuttosto che il nostro futuro. dove per nostro intendo il mio e ed il tuo, mica il suo. che il suo è già bello che scritto. sono bastati 15 anni di governo bipartisan per sistemarlo a dovere. adesso ne servono soltanto un altro paio per distruggere completamente il nostro.
ci sono 16 miliardi per le infrastrutture che non servono a nessuno, vedi la tav (cioè non proprio a nessuno, ecco. rimando anche qui al concetto di ripartizione equa sopra accennato). ci sono 500 milamiliardi di tagli per l'istruzione. come a dire, meglio un imprenditore con 'l'assegno in bocca in più' che 1000 maestri elementari in meno. anche perchè se i bambini diminuiscono ed il tasso di natalità, in italia, è in progressiva discesa, a cosa servono tutti questi maestri? mica sarebbe il caso di chiedersi come mai in italia non si fanno, nessuno può permettersi più di fare, dei figli al giorno d'oggi? è vero, mica siamo il paese delle cause noi. ci piace accontentarci, e lamentarci, degli effetti. non esistono più le stagioni? si, ma che c'entra questo col protocollo di kyoto e col surriscaldamentodel pianeta, scusa? e poi, non dimentichiamo, che non siamo solo noi a non voler firmare il suddetto protocollo. all'interno dell'unione europea tutti i più importanti e democratici paesi, ovvero gli stati dell'est europa, sono per uno slittamento della sua entrata in vigore. e noi siamo ovviamente a capo di questa armata brancaleone. senza pensare monimamente al fatto che l'Italia, grazie alla sua strategica posizione geografica in mezzo al mar mediterraneo, non avrebbe che da tratte benefici da una drastica svolta verso le fonti di energia alternativa.
il cavaliere conclude il suo intervento con la solita capatina sui giornalisti rai, a suo modo di vedere 'appecoronati' sulla sinistra. due piccole consolazioni. la prima è che fortunatamente c'ha pensato la sempre presente quando non ce n'è più bisogno Giovanna Melandri a controbattere. la senconda è che la sinistra non c'è più quindi, a conti fatti, lo saprà anche berlusconi che sta parlando, a nessuno, di niente.
ps
solo una chiosa affinchè questa splendida osservazione dell'onorevolissimo Gasparri non passi inosservata, cosa che sicuramente succederà. chè uno dice 'è stupido, lo lascio parlare e ognuno per la propria strada'? no, no davvero. la soluzione migliore è 'è stupido, quasi quasi lo mando in parlamento. che tanto tra mafiosi e giudici corrotti un coglione in più non farà di certo male. è ora di cambiare. gasparri, dall'alto della sua prespicacia, lo ha già perfettamente capito. ed eccolo, fiero, nel dichiarare ai giornali dopo l'ufficialità della vittoria di Obama che 'Al Qaeda ora è forse più contenta'! Gasparri, un uomo una garanzia. lui non è così presuntuoso, lui non immagina. e ci mancherebbe altro...
per chi volesse leggere tutto l'articolo su Repubblica.it il link è questo.
a conti fatti non c'è poi niente di nuovo in quello che dice. come al solito, del resto. ma nel giorno di quella che potrebbe significare per tutti una svolta epocale, ovvero l'elezione di Barak Obama a 44° presidente degli Stati Uniti d'America, ecco che invece in Italia le parole chiave restano sempre le stesse. garantire qualcosa, qualcosa che poi comunque non verrà portato a termine, anche con l'uso della forza. l'importante è far stanziare i soldi allo Stato e poi dividere, come sempre, in parti uguali. 100 a me, questa gran minchia a te. oppure anche i soldi a me, il cancro a te. tutte cose di attualità, insomma. e poi anche che fare opposizione va contro la democrazia, cioè contro silvio berlusconi. perchè, come risaputo, oltre che l'unto dal signore, l'immortale, il capellone ed il puttaniere il nostro caro Presidente è anche l'incarnazione perfetta del concetto di democrazia. roba che all'estero ce lo invidiano tutti. soprattutto i paesi dell'est, mi sa.
ovviamente stiamo pazentemente aspettando la smentita. smentita che tanto non tarderà ad arrivare.
ci dice anche che sta lavorando a dei provvedimenti per contenere la crisi economica ma che, per il momento, non vuole fare anticipazioni. come se l'argomento in questione fosse l'ultimo film di muccino piuttosto che il nostro futuro. dove per nostro intendo il mio e ed il tuo, mica il suo. che il suo è già bello che scritto. sono bastati 15 anni di governo bipartisan per sistemarlo a dovere. adesso ne servono soltanto un altro paio per distruggere completamente il nostro.
ci sono 16 miliardi per le infrastrutture che non servono a nessuno, vedi la tav (cioè non proprio a nessuno, ecco. rimando anche qui al concetto di ripartizione equa sopra accennato). ci sono 500 milamiliardi di tagli per l'istruzione. come a dire, meglio un imprenditore con 'l'assegno in bocca in più' che 1000 maestri elementari in meno. anche perchè se i bambini diminuiscono ed il tasso di natalità, in italia, è in progressiva discesa, a cosa servono tutti questi maestri? mica sarebbe il caso di chiedersi come mai in italia non si fanno, nessuno può permettersi più di fare, dei figli al giorno d'oggi? è vero, mica siamo il paese delle cause noi. ci piace accontentarci, e lamentarci, degli effetti. non esistono più le stagioni? si, ma che c'entra questo col protocollo di kyoto e col surriscaldamentodel pianeta, scusa? e poi, non dimentichiamo, che non siamo solo noi a non voler firmare il suddetto protocollo. all'interno dell'unione europea tutti i più importanti e democratici paesi, ovvero gli stati dell'est europa, sono per uno slittamento della sua entrata in vigore. e noi siamo ovviamente a capo di questa armata brancaleone. senza pensare monimamente al fatto che l'Italia, grazie alla sua strategica posizione geografica in mezzo al mar mediterraneo, non avrebbe che da tratte benefici da una drastica svolta verso le fonti di energia alternativa.
il cavaliere conclude il suo intervento con la solita capatina sui giornalisti rai, a suo modo di vedere 'appecoronati' sulla sinistra. due piccole consolazioni. la prima è che fortunatamente c'ha pensato la sempre presente quando non ce n'è più bisogno Giovanna Melandri a controbattere. la senconda è che la sinistra non c'è più quindi, a conti fatti, lo saprà anche berlusconi che sta parlando, a nessuno, di niente.
ps
solo una chiosa affinchè questa splendida osservazione dell'onorevolissimo Gasparri non passi inosservata, cosa che sicuramente succederà. chè uno dice 'è stupido, lo lascio parlare e ognuno per la propria strada'? no, no davvero. la soluzione migliore è 'è stupido, quasi quasi lo mando in parlamento. che tanto tra mafiosi e giudici corrotti un coglione in più non farà di certo male. è ora di cambiare. gasparri, dall'alto della sua prespicacia, lo ha già perfettamente capito. ed eccolo, fiero, nel dichiarare ai giornali dopo l'ufficialità della vittoria di Obama che 'Al Qaeda ora è forse più contenta'! Gasparri, un uomo una garanzia. lui non è così presuntuoso, lui non immagina. e ci mancherebbe altro...
venerdì 31 ottobre 2008
scusate se mi ripeto ma davvero non posso credere ai mie occhi (ed alle mie orecchie)!
È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".
Curzio Maltese su Repubblica.it
oramai siamo abituati a non stupirci più di niente noi italiani. tutto è lecito, doveroso, dovuto, normale. un puttanone diventa ministro delle pari opportunità col solo merito di essersi scopata, neanche fosse l'unica tra l'altro, il nostro presidente del consiglio? roba che siamo a rischio necrofilia! come diretta reazione il gradimento nei confronti del vigente governo sale su livelli mai visti prima. come può davvero succedere una cosa del genere? chissà in quanti avrebbero voluto, e magari anche tutt'ora vogliono, scoparsela la carfagna. quindi, per quel che riguarda l'elettorato maschile, la risposta è abbastanza semplice da trovare. si chiama invidia. ma l'elettorato femminile può davvero gioire nell'essere rappresentato, alle pari opportunità, da una donna del genere? a conti fatti più vicina a Cicciolina che non a Rita Levi Montalcini! anche se pure sulla Montalcini magari girano voci piccanti da qualche parte. devo ricordarmi di chiederle, se mai mi dovesse capitare di incontrarla, se anche lei, per dimostrare quello che era e che sapeva fare, è dovuta passare per un calendario. roba che magari va a finire che scopro un volto nuovo dell'ultranovantenne primio nobel. chè solo così le donne possono fare strada in Italia, o sbaglio? prima la danno a destra e a manca alle persone giuste (ma anche a quelle sbagliate! che non le si accusi di razzismo), poi, finalmente, possono ricoprire ruoli che comunque competono loro. a ripulirsi la reputazione penseranno dopo. tra un pompino e l'altro, ovviamente!
Curzio Maltese su Repubblica.it
oramai siamo abituati a non stupirci più di niente noi italiani. tutto è lecito, doveroso, dovuto, normale. un puttanone diventa ministro delle pari opportunità col solo merito di essersi scopata, neanche fosse l'unica tra l'altro, il nostro presidente del consiglio? roba che siamo a rischio necrofilia! come diretta reazione il gradimento nei confronti del vigente governo sale su livelli mai visti prima. come può davvero succedere una cosa del genere? chissà in quanti avrebbero voluto, e magari anche tutt'ora vogliono, scoparsela la carfagna. quindi, per quel che riguarda l'elettorato maschile, la risposta è abbastanza semplice da trovare. si chiama invidia. ma l'elettorato femminile può davvero gioire nell'essere rappresentato, alle pari opportunità, da una donna del genere? a conti fatti più vicina a Cicciolina che non a Rita Levi Montalcini! anche se pure sulla Montalcini magari girano voci piccanti da qualche parte. devo ricordarmi di chiederle, se mai mi dovesse capitare di incontrarla, se anche lei, per dimostrare quello che era e che sapeva fare, è dovuta passare per un calendario. roba che magari va a finire che scopro un volto nuovo dell'ultranovantenne primio nobel. chè solo così le donne possono fare strada in Italia, o sbaglio? prima la danno a destra e a manca alle persone giuste (ma anche a quelle sbagliate! che non le si accusi di razzismo), poi, finalmente, possono ricoprire ruoli che comunque competono loro. a ripulirsi la reputazione penseranno dopo. tra un pompino e l'altro, ovviamente!
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