martedì 30 dicembre 2008

una lunga pausa di lavoro

cos'avrò fatto di così importante per abbandonare completamente al suo destino il mio tanto amato blog? di importante davvero niente. per il resto ho solo lavorato, lavorato e lavorato. niente di così stressante, a pensarci bene. aiuto-cuoco in un ristorante ispano-franco-italo e, perchè no, anche australiano gestito da un cazzo di coglione made in lussenburgo e da sua moglie, una pazza sclerotica perennemente bisognosa di valium, made in filippine. per la storia i loro nomi sono leon lui ed erlynn lei. spero proprio di non doverli rivedere mai più. anche perchè, in caso contrario, vorrebbe solo dire che non mi hanno ancora pagato tutto quello che mi devono e quindi io mi sarò già recato nel loro bel ristorantino situato in west perth con tanto di mazza da baseball nonchè con una ventina di sacchetti di carta pieni di merda di vacca. tutto questo solo per chiarire una situazione, nonchè azzerare uno stress, che a causa della loro cazzo di negligenza, nonchè della loro spropositata voglia di approfittare della buona fede, nonchè del bisogno di monetizzare della gente di passaggio, che oramai aleggiano nell'aria da troppo tempo. avrebbero dovuto pagarmi da 15 ai 20 dollari all'ora, a seconda della mia prestazione. così mi era stato detto il secondo giorno. hanno deciso, apparentemente lei, di pagarmi il minimo non perchè il mio lavoro non fosse dei migliori (le 200 pizzette che ho preparato per una cazzo di festa pre-vacanze natalizie di una compagnia oleo-petrolifera si sono volatilizzte in poco meno di 20 minuti! altro che lamb-shine, al secolo stufato d'agnello, o beef-cheecks, ovvero bollito di vitello. la semplice, completa, cucina italiana vince sempre) ma perchè il peso della loro parola nonchè lo spessore della loro dignità hanno la stessa consistenza di una lastra di polistirolo. e chi mi conosce bene lo sa quanto a me piaccia chiedere o discutere su denaro e affini, soprattutto se quest'ultimi mi sono legittimamente dovuti. e niente, mi sono fatto coraggio più di una volta, tra lo stress che mi ha anche fatto venire un herpes e le solite bollicine sulle mani, e ho portato avanti le mie, ripeto legittime, richieste. prima con lei, due volte, ma è stato come parlare con un muro, stronza puttanella arricchita. 'senti erlynn, a me avevate detto una cosa, ovvero che la mia paga dipendeva dalle mie prestazioni, ed invece non è poi stato così. avete deciso di pagarmi il minimo, anche se qui lo sanno tutti, cuoca compresa, che sono bravo quindi la semplice verità è che sei una bugiarda'. 'no, ok, domani parlo con la cuoca e, a secondo di quello che mi dice lei, vediamo se possiamo pagarti di più'. 'erlynn, ma cosa c'entra teresa (la cuoca), che è una stipendiata vostra anche lei (tra l'altro nonostante senza teresa il ristorante non potrebbe proprio sopravvivere, dal momento che fa tutto lei, e lavora anche 14 ore al giorno, riescono a pagare il minimo anche lei, ovvero sui 500 euro la settimana, perchè hanno loro il coltello dalla parte del manico. teresa viene dal ghana, ha fatto la scuola per cuochi, e deve lavorare per 3 anni in un ristorante convenzionato con la scuola per poter ottenere il diploma di chef. e loro la pagano il minimo, con la promessa di firmare senza problemi, alla fine del suddetto periodo, il suo attestato pre-diploma. altro che solo in italia esistono i bastardi figli di puttana approfittatori. anche qui in australia, ma soprattutto a perth, la legge è senza dubbio dalla loro parte. mai vissuto in una città così corrotta proprio nelle radici), soprattutto dal momento che anche voi mi avete più volte fatto i complimenti per il mio lavoro?' 'eh no, ma io da sola non posso decidere'. 'ok, attenderò fino a domani'. ovviamente il giorno dopo non c'è stata nessuna discussione quindi sono passato alla seconda fase, ovvero quella delle minacce. erlynn ha continuato a passeggiare per la cucina senza nessun problema, e si è volatilizzata, senza salutare nessuno, alla fine del servizio. il mio sms recitava pressappoco così 'è evidente che mi state prendendo per il culo. vorrà dire che, se domani non arrivi con la busta paga ma soprattutto con le risposte alle mie domande, sarò costretto a chiamare la polizia per chiedere a loro chiarimenti su cosa è possibile o non è possibile fare in una situazione come questa'. l'indomani è arrivata la busta paga. per le risposte ho dovuto mettere in croce anche lui. bisogna considerare che, per qualsiasi tipo di chiarimento riguardo soldi o buste paga, lui declinava gentilmente l'invito rinviando il tutto all'arrivo della moglie. moglie che, come già detto, ha la faccia come il culo, ovvero brutta e piatta. ma questa volta non gli ho dato la possibilità di rinviare, gli ho solo detto che doveva vergognarsi, che questa non è serietà, che i suoi soldi se li poteva anche tenere e che doveva soltanto rendersi conto che erano due ladri approfittatori. lui ha provato a dirmi che quando ha iniziato lui a lavorare prima di ottenere un aumento ha dovuto aspettare anni. io gli ho subito fatto presente che non è questa la situazione ideale per un esempio del genere, che i patti erano differenti, che stava parlando a vanvera e che parlare con loro era solo fiato sprecato. ho buttato all'aria grambiule, cappellino, scarpe, calze e maglia e mi sono andato a piazzare su un muretto a 50 metri dal ristorante per farmela passare. mi sono preso il mio tempo. poi, piano piano, sono tornato alle normali abitudini, abitudini che mi imponevano di finire il lavoro che avrei dovuto fare quella sera e poi andare a casa. il tutto senza che nessuno mi rivolgesse la parola. anche perchè, in caso contrario, avrei sicuramente messo le mani addosso a chiunque. tutto questo è successo venerdì scorso. il sabato vado al lavoro come sempre, solo perchè avrebbe dovuto essere l'ultimo giorno, ma soprattutto perchè teresa (personaggio ambiguo anche lei, scontrosa con tutti ma lecchina col capo) me lo aveva chiesto come favore personale. 'per favore, non lasciarmi sola domani che ci sarà un macello di gente'. avevo la possibilità di piantarli in asso creandogli un mare di difficoltà. come dire, la situazione che tutti sperano di poter vivere almeno una volta nella vita. mi sono semplicemente svegliato, di cattivo umore, e sono andato al lavoro. busso, qualcuno mi apre, mi cambio, lego i capelli, metto il grembiule ed inizio a lavorare senza dire una parola. a quel punto leon entra in cucina e mi dice che ha parlato la sera prima con sua moglie e che dopo natale troverò sul mio conto una sorpresa. il dopo natale è oggi, giorno in cui dovrebbero finalmente pagarmi. cioè, non proprio a dire la verità. in teoria dovevano pagarmi già martedì scorso ma è inutile ribadire con che tipo di gente mi sono trovato ad avere a che fare. adesso torno in ostello, mangia qualcosa, metto lenti a contatto e costume e parto per andare al mare un paio d'ore. poi torno e, prima di tornare a casa, faccio un salto al bancomat, pronto a scoprire che dovrò ancora attendere per poter essere pagato, grandi figli di puttana che sono.e niente, domani è capodanno, stasera arriva turi, tanti progetti e nessuna realtà, per il I di gennaio sono previsti 39°. tutto questo per dire che sto bene, che sono sempre io, in fondo la stessa persona. che natale al mare è bello ma in italia, al freddo, è meglio. che mi mancano tutto e tutti ma soprattutto qualcosa e qualcuno. che per progetti e propositi per il nuovo anno c'è sempre tempo ma che inizio ad aspettare con ansia il fatidico salto nel mondo reale. saprò sopravvivere? speriamo di si, ecco!

un bacio e a tutti e, se non dovessimo risentirci prima, tanti auguri per un 2009 che, per dirla con parole non mie, possa spaccare i culi a tutti quanti!!! :-D

sabato 15 novembre 2008

vediamo come va

la novità sostanziale, novità che poi in realtà sono due, è che dovrei aver trovato lavoro a Perth. quindi 1. ho trovato lavoro 2. ho deciso di restare a Perth.
la sostanza dei fatti è questa. ho cercato di farmi qualche calcolo per riuscire ad impostare nel migliore dei modi gli ultimi 3 mesi che mi restano da trascorrere in terra australe. 3 mesi che non vorrei proprio fossero tristi, silenziosi, opachi. ed ecco quello che ne è uscito. programma che, come al solito secondo me, subirà inevitabilmente delle variazioni. ma, è questa è la grossa novità, questa volta non per casini che combino io ma, cosa già successa almeno un paio di volte qui in Australia, per la legge della casualità che, puntualmente, arriva a scombinare i miei piani.
dicevamo di Perth e del nuovo lavoro. dovrei fare l'aiuto cuoco in un ristorante a 20 minuti a piedi dall'ostello dove abito. l'ambiente non è dei migliori e non so ancora bene quanto mi pagheranno ma per un mese posso anche sopportarlo. cioè, se capisco che mi pagano poco ci metto nulla a sfancularli. ma, salvo novità, così non dovrebbe essere. e per quel che riguarda l'ambiente, mi riferisco al proprietario lussembughese, un pò troppo nervoso, su di giri ma soprattutto TIRCHIO per i miei gusti raffinati :-). ho già provato ieri 4 ore e penso di poterlo fare. e poi, particolare non secondario, lavoro nello stesso ristorante dove lavora marco. cioè, non ci vediamo praticamente mai perchè lui fa il cameriere, ma almeno non devo farmi il viaggio di ritorno in solitario.
l'intenzione è quella di spostarsi da Perth in direzione Melbourne poco prima di natale. mi piacerebbe andare via terra, in modo da poter visitare qualche posto nuovo lungo il percorso, ad esempio Margareth River o Adelaide, la città delle chiese sulla quale i commenti di chi c'è stato sono troppo discordanti. ma bisogna vedere bene perchè, oltre al tempo a disposizione che è comunque poco, bisogna considerare che siamo comunque in altissima stagione ed un giochetto del genere potrebbe anche costarci un bordellone di soldi. quindi natale e forse capodanno a Melbourne (io un saltino, in pieno stile 'prendi il treno il 30 notte, arrivi a Sydney giusto in tempo per festeggiare il 1° dell'anno e poi torni a Melbourne' quasi quasi me lo farei!) per poi spostarmi, la seconda settimana di febbraio, nuovamente a Maroochydore, Sunshine Coast, per seguire quel cazzo di corso per l'abilitazione all'insegnamento. dopo 4 settimane di corso intensivo Sydney, qualche giorno a Bangkok, scalo forzato a Dubai ed infine Milano Malpensa e quindi Italia.
questo è il progetto. sarà la pratica, una volta tanto, simile alla teoria? vedremo.

martedì 11 novembre 2008

a volte succede che

a volte succede che sei confuso, indeciso, non sai che strada prendere.a volte succede che tutto ti sembra chiaro e limpido, finalmente prendi una decisione sofferta dopo un lungo periodo di riflessione, ma basta un attimo e tutto torna in discussione. a volte succede che prendi e parti, così, giusto per cambiare aria una settimana, e ti ritrovi invece catapultato in un vortice di idee, progetti, programmi che alla fine non fanno altro che renderti la vita incasinata. a volte succede che non sei proprio tu la persona che riesce a prendere la decisione giusta nel momento giusto. a volte succede spesso che non sei tu quella persona lì. a volte succede che qualcuno ti chiede se vuoi andare a lavorare da qualche parte, senza che tu glielo abbia in realtà chiesto. a volte succede che, come al solito, anche le cose che sembrano più semplici si rivelano invece un gran casino pieno di dubbi, perplessità e domande senza risposta. a volte succede che hai 27 anni e ne vorresti avere 5. a volte succede che ne hai sempre ventisette e ne vorresti avere 70. ok, quest'ultima non succede spesso. non succede spesso ma succede. a volte succede che ti senti un deficiente perchè non sei mai, ma davvero mai, quella persona in grado di prendere una decisione che sia una, una e basta. a volte succede di chiederti se davvero potrai mai fare qualcosa di serio nella vita, alla luce del fatto che anche le piccole stronzate di tutti i giorni riescono a mandarti nel pallone. a volte succede che vorresti un'amico, una persona speciale accanto, ed invece ti ritrovi solo, anche e soprattutto perchè te la sei andata a cercare. a volte succede che diventi una persona che si sente di dovere giustificare tutto a tutti, soprattutto a se stesso, anche quando queste spiegazioni non sono richieste. a volte succede di sentirsi vecchi a 27 anni, non perfettamente in grado di reagire alle 1000 e più sfide che la vita ti propone giorno per giorno. a volte succede di sentirsi fuoriluogo, fuoriforma, fuorisede, insomma fuori. ma questo fuori, stranamente, non ti aiuta più come ai vecchi tempi. a volte succede di parlare di vecchi tempi e subito dopo di sentirsi ridicoli. a volte succede che non sai proprio con chi prendertela ed alla fine finisci sempre per prendertela con te stesso. a volte succede che vorresti essere una persona completamente diversa da quella che in realtà sei, ma ti ricordi anche che per essere quella persona hai lottato, sofferto, preso delle decisioni difficili, anche se quest'ultima cosa spesso involontariamente. ed allora succede anche che ti senti uno schifo totale, col serio dubbio di aver sbagliato tutto.
a volte succede che, come nel mio caso, a volte può anche significare sempre. ma anche questo solo a volte.

ps
sono a Perth, dovrei ripartire sabato notte per Maroochydore e lunedì mattina iniziare il corso per l'abilitazione all'insegnamento della lingua inglese a stranieri. dopodomani potrei anche, però, iniziare a lavorare come giardiniere in un posto a poco più di 20 minuti da Perth. l'idea sarebbe la seguente. lavorare un mesetto e mezzo, mettere qualche soldo da parte, poi forse natale, e sicuramente capodanno a Melbourne con gli amici, con l'inizio del corso che slitterebbe alla terza settimana di gennaio. il corso dura 4 settimane. ed infine Sydney, per cercare di capire, una vota e per tutte, quale cazzo di giorno poter partire alla volta di Milano, via Bangkok.le incognite più grosse sono, al momento, sostanzialmente due. la prima riguarda tutta una serie di mail che dovrei mandare a professoresse ed amici, a Maroochydore, per comunicare lo slittamento della data del rientro, nonchè per assicurarmi che la roba che ho lasciato in giro, tanta, soprattutto libri e vestiti, non finisca miseramente nella spazzatura. è proprio inutile, dagli errori commessi in passato non imparo mai. la seconda riguarda l'alone di mistero che circonda il lavoro in questione. cioè, chiariamo una cosa. potrei anche decidere di rimanere qui a Perth a prescindere dal fatto che il progetto 'gardener' vada in porto. come ho abbastanza avuto modo di vedere coi miei occhi in questi giorni, il trovare lavoro non è davvero una missione impossibile nel west australia. ma il dover decidere di partire, domani pomeriggio, senza avere a priori un'idea precisa di quello che andrò a fare, della durata dello stesso, siano esse ore al giorno, giorni alla settimana, o settimane in totale, mi scoraggia un attimo. a conti fatti so solo che c'ha già lavorato un tipo, amico di una persona che conosco e che domani dovrebbe partire con me (la persona che conosco, non l'amico), e che si è trovato abbastanza bene. che dovrebbero pagarmi sui 16 dollari all'ora, che non è poco ma che non è neanche tanto, e che dovremmo lavorare in teoria 5 giorni alla settimana (tutte queste cose le sono venuto a sapere tramite voci di corridoio, mica me le ha dette ufficilamente qualcuno!). che potrei vivere lì ad un prezzo equilibrato, anche se nessuno si è premurato di chiarirmi se in una grotta sottoterra piuttosto che in un hotel a 5 stelle. domani mattina mi vedrò con la persona che dovrebbe partire con me, cercando di schiarire un attimo le idee. intanto inizio precauzionalmente a scrivere le mail. nonchè, dopo cena, provo a chiamare casa, michela e qualche amico, nella speranza di ricevere il consiglio illuminante. se fossi sicuro di credere in Dio spererei semplicemente che quest'ultimo potesse darmi la forza e l'astuzia per poter prendere, una volta almeno, la decisione giusta. ma dal momento che, se Dio esiste, mi auguro abbia cose più importanti alle quale dedicarsi (vedi, a proposito, quella parte della bibbia che invita a guardare in casa propria prima di rivolgere le proprie 'attenzioni' sui problemi altrui) finirò, come al solito, per fare di testa mia. sempre, e comunque, la cosa sbagliata :-).

giovedì 6 novembre 2008

domani parto, domenica 16 ritorno. forse

settimana da stress a mille.
come al solito ci metto del mio, combinando cazzate e riuscendo a pensare alle effettive conseguenze delle cose soltanto dopo averle già fatte. la situazione è questa, spiego velocemente. qualche settimana fa prenoto, felice e contento, un volo di sola andata per Perth, west australia, dove vive adesso marco e dove pensavo di voler stare anch'io per qualche mese, spinto dai consigli di chi ci è già stato, descrivendo la zona come meravigliosa da un punto di vista paesaggistico ma anche e soprattutto sottolineando che non è davvero troppo difficile trovare lavoro lì. subito dopo la prenotazione, però, inizio a pensare che forse l'idea del corso per l'insegnamento della lingua inglese agli stranieri non sarebbe poi così male. e questo per tutta una serie di ragioni. la prima è che l'insegnante di riferimento sarebbe una persona che già conosco, in quanto Dianne lavora nella stessa accademia linguistica dove ho frequentato, fino a ieri, il corso di inglese. poi anche che oramai conosco abbastanza bene la zona. non è tra le più interessanti d'Australia, quello è innegabile, ma il clima è meraviglioso, l'oceano immenso, il costo della vita non tra i più alti e poi anche, particolare non da poco, altre due ragazze che frequentavano il corso di lingua con me, grossomodo con la mia stessa preparazione linguistica, frequenteranno sicuramente il Tesol Course. devo decidere entro qualche ora se prenotare il biglietto di ritorno da Perth oppure mandare a puttane il biglietto già prenotato, il biglietto dell'autobus da qui, Maroochydore, all'aeroporto di Brisbane nonchè la prima notte di ostello a Perth, chiaramente già pagata. che, a dirla tutta, stamattina avevo trovato una super offerta per il volo di ritorno, ed avevo anche più volte cercato di pagarlo con la carta di credito, ma qualcosa continuava a bloccare la transazione. credo di aver capito quale fosse l'ostacolo. spegno il pc e mi faccio un giro in accademia a salutare Beck, la mia prof coetanea, che tra una settimana si trasferisce in Thailandia. giusto un paio d'ore, per intenderci. poi torno a casa, accendo il pc e, come per magia, l'offerta non c'è più! ovvero, se voglio tornare da Perth in tempo per iniziare il corso devo pagare, per lo stesso identico biglietto che avevo trovato qualche ora prima, 100 dollari in più! roba da prendersela con tutto e tutti, cazzo. magia magia!

qualche parola anche sul Tesol Course. 4 settimane di corso intensivo. le prime tre, ovviamente con frequenza obbligatoria, in sede. si tratta di lezioni che vertono principalmente sulla grammatica inglese e sul discorso, questo è almeno quello che credo di aver capito io :-). 7 ore di lezione al giorno per 5 giorni alle settimana. un vero e proprio tour de force, per dirlo in un'altra lingua. finito questo eccoci arrivati alla settimana conclusiva, che è un pò anche, a conti fatti, quella che mi spaventa di più. la settimana che va dall'8 al 14 di dicembre. i primi 4 giorni dovremo tenere delle lezioni a tema, anche se non ho ben presente come faremo a riuscirci. lezioni ad una classe di studenti, per intenderci. già mi vedo a sparare qualche cazzata o a sbagliare il più elementare dei verbi. chi vivrà vedrà. ma è questa anche la settimana dell'esame finale. vale a dire che, se non superi quello, ti attacchi serenamente al tram. come se non bastasse, magari i più attenti si saranno già accorti che questa è anche la settimana del mio compleanno. compleanno che, coincidendo con la notte prima degli esami, verrà trascorso presumibilmente tra concetti non pienamente compresi e corse furibonde al bagno.
dite che sono un pazzo a provare questo corso nonostante il comunque non sufficiente livello di preparazione linguistica? lo so bene, cazzo, lo so bene. che Barak Obama me la mandi buona...

ps
spulciando un libro sull'interpretazione dei sogni, chiaramente in inglese, mi sono imbattuto sul significato della sensazione di volare e del risveglio di soprassalto, appunto mentre si sta sognando. in linea di massima dovrebbe voler dire che hai la sensazione, e a volte anche la certezza, che i tuoi sogni stiano andando in pezzi. mi devo seriamente iniziare a preoccupare??? come se non lo fossi già preoccupato, cazzo!

ultime da berluscolandia!

da una delle ultime interviste rilasciate dal beneamato Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, (scatta l'inchino) durante la visita al Salone del ciclo e del motociclo a Rho-Pero, Milano. come al solito Berlusconi parla del futuro dell'Italia, oltre che nei soliti termini, da luoghi che ben poco hanno a che fare con la politica. una volta dall'Hollywood di Milano, una volta dal Moulin Rouge di Parigi, un'altra volta ancora direttamente dalla camera da letto di Mara Carfagna in casa Fede.

per chi volesse leggere tutto l'articolo su Repubblica.it il link è questo.

a conti fatti non c'è poi niente di nuovo in quello che dice. come al solito, del resto. ma nel giorno di quella che potrebbe significare per tutti una svolta epocale, ovvero l'elezione di Barak Obama a 44° presidente degli Stati Uniti d'America, ecco che invece in Italia le parole chiave restano sempre le stesse. garantire qualcosa, qualcosa che poi comunque non verrà portato a termine, anche con l'uso della forza. l'importante è far stanziare i soldi allo Stato e poi dividere, come sempre, in parti uguali. 100 a me, questa gran minchia a te. oppure anche i soldi a me, il cancro a te. tutte cose di attualità, insomma. e poi anche che fare opposizione va contro la democrazia, cioè contro silvio berlusconi. perchè, come risaputo, oltre che l'unto dal signore, l'immortale, il capellone ed il puttaniere il nostro caro Presidente è anche l'incarnazione perfetta del concetto di democrazia. roba che all'estero ce lo invidiano tutti. soprattutto i paesi dell'est, mi sa.
ovviamente stiamo pazentemente aspettando la smentita. smentita che tanto non tarderà ad arrivare.
ci dice anche che sta lavorando a dei provvedimenti per contenere la crisi economica ma che, per il momento, non vuole fare anticipazioni. come se l'argomento in questione fosse l'ultimo film di muccino piuttosto che il nostro futuro. dove per nostro intendo il mio e ed il tuo, mica il suo. che il suo è già bello che scritto. sono bastati 15 anni di governo bipartisan per sistemarlo a dovere. adesso ne servono soltanto un altro paio per distruggere completamente il nostro.
ci sono 16 miliardi per le infrastrutture che non servono a nessuno, vedi la tav (cioè non proprio a nessuno, ecco. rimando anche qui al concetto di ripartizione equa sopra accennato). ci sono 500 milamiliardi di tagli per l'istruzione. come a dire, meglio un imprenditore con 'l'assegno in bocca in più' che 1000 maestri elementari in meno. anche perchè se i bambini diminuiscono ed il tasso di natalità, in italia, è in progressiva discesa, a cosa servono tutti questi maestri? mica sarebbe il caso di chiedersi come mai in italia non si fanno, nessuno può permettersi più di fare, dei figli al giorno d'oggi? è vero, mica siamo il paese delle cause noi. ci piace accontentarci, e lamentarci, degli effetti. non esistono più le stagioni? si, ma che c'entra questo col protocollo di kyoto e col surriscaldamentodel pianeta, scusa? e poi, non dimentichiamo, che non siamo solo noi a non voler firmare il suddetto protocollo. all'interno dell'unione europea tutti i più importanti e democratici paesi, ovvero gli stati dell'est europa, sono per uno slittamento della sua entrata in vigore. e noi siamo ovviamente a capo di questa armata brancaleone. senza pensare monimamente al fatto che l'Italia, grazie alla sua strategica posizione geografica in mezzo al mar mediterraneo, non avrebbe che da tratte benefici da una drastica svolta verso le fonti di energia alternativa.

il cavaliere conclude il suo intervento con la solita capatina sui giornalisti rai, a suo modo di vedere 'appecoronati' sulla sinistra. due piccole consolazioni. la prima è che fortunatamente c'ha pensato la sempre presente quando non ce n'è più bisogno Giovanna Melandri a controbattere. la senconda è che la sinistra non c'è più quindi, a conti fatti, lo saprà anche berlusconi che sta parlando, a nessuno, di niente.

ps
solo una chiosa affinchè questa splendida osservazione dell'onorevolissimo Gasparri non passi inosservata, cosa che sicuramente succederà. chè uno dice 'è stupido, lo lascio parlare e ognuno per la propria strada'? no, no davvero. la soluzione migliore è 'è stupido, quasi quasi lo mando in parlamento. che tanto tra mafiosi e giudici corrotti un coglione in più non farà di certo male. è ora di cambiare. gasparri, dall'alto della sua prespicacia, lo ha già perfettamente capito. ed eccolo, fiero, nel dichiarare ai giornali dopo l'ufficialità della vittoria di Obama che 'Al Qaeda ora è forse più contenta'! Gasparri, un uomo una garanzia. lui non è così presuntuoso, lui non immagina. e ci mancherebbe altro...

venerdì 31 ottobre 2008

scusate se mi ripeto ma davvero non posso credere ai mie occhi (ed alle mie orecchie)!

È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".
Curzio Maltese su Repubblica.it

oramai siamo abituati a non stupirci più di niente noi italiani. tutto è lecito, doveroso, dovuto, normale. un puttanone diventa ministro delle pari opportunità col solo merito di essersi scopata, neanche fosse l'unica tra l'altro, il nostro presidente del consiglio? roba che siamo a rischio necrofilia! come diretta reazione il gradimento nei confronti del vigente governo sale su livelli mai visti prima. come può davvero succedere una cosa del genere? chissà in quanti avrebbero voluto, e magari anche tutt'ora vogliono, scoparsela la carfagna. quindi, per quel che riguarda l'elettorato maschile, la risposta è abbastanza semplice da trovare. si chiama invidia. ma l'elettorato femminile può davvero gioire nell'essere rappresentato, alle pari opportunità, da una donna del genere? a conti fatti più vicina a Cicciolina che non a Rita Levi Montalcini! anche se pure sulla Montalcini magari girano voci piccanti da qualche parte. devo ricordarmi di chiederle, se mai mi dovesse capitare di incontrarla, se anche lei, per dimostrare quello che era e che sapeva fare, è dovuta passare per un calendario. roba che magari va a finire che scopro un volto nuovo dell'ultranovantenne primio nobel. chè solo così le donne possono fare strada in Italia, o sbaglio? prima la danno a destra e a manca alle persone giuste (ma anche a quelle sbagliate! che non le si accusi di razzismo), poi, finalmente, possono ricoprire ruoli che comunque competono loro. a ripulirsi la reputazione penseranno dopo. tra un pompino e l'altro, ovviamente!

giovedì 30 ottobre 2008

Basta Manica Larga!

Basta manica larga!

con queste precise parole l'emerito presidente consiglio italiano, cav. Silvio Berlusconi, ha commentato a caldo gli epidosi avvenuti ieri in Piazza Navona. roba che, oltre a distruggermi il fegato, mi è anche venuta la pelle d'oca. adesso i concetti cardine del regime dittatoriale si possono addirittura, e senza vergogna alcuna, esprimere serenamente a parole. tanto poi si può sempre smentire, no? negare sempre l'evidenza, questo è diventato, ma lo è sempre stato, uno dei cavalli di battaglia del nostro amato presidente. e questo perchè sa di poterselo permettere. chè tanto non troverà mai un giornalista pronto a criticare questa schifo di situazione che si è venuta a creare. questa schufo di situazione che qualcuno ha progettato ad arte. ma quello che questi gran bastardi, addestrati a produrre soltanto vagonate di merda, non hanno ancora capito è che smentire, soprattutto in un'era come la nostra dove una telecamera dietro l'angolo la trovi sempre, non vuol dire non aver mai detto o commesso qualcosa. è un pò come la storia dei processi che non danno vita a sanzioni perchè il reato è caduto in prescrizione. gran porca di una troia, ci vuole poco a capire che il reato è stato commesso ma che è passato troppo tempo e quindi non è più, a norma di legge, perseguibile. senza parlare dei reati depenalizzati, grazie ai quali lo stato italiano è diventato, nel corso degli anni, una barzelletta internazionale. chè quasi sempre i reati in questione sono quelli che riguardano in qualche modo politici, banchieri o imprenditori-mafiosi amici del nano maledetto.
il problema è diventato adesso davvero troppo grave! oltre a negare l'evidenza si gioca anche, e soprattutto, al gioco del 'tu mi chiedi come ed io ti rispondo quando'. per capirci meglio porterò alcuni esempi. vengono picchiate decine di giovani disarmati in piazza Navona, col solo scopo di poter far parlare i giornali di manifestazione violenta (cosa che invece non è stata. almeno non fino all'arrivo degli squadristi-pseudo-poliziotti di merda...), e l'on. Maroni, ministro dell'interno, cosa pensa pensa bene di comunicare a televisioni e giornali di Stato? 'Denunce per chi decide di occupare scuole ed università!' o, meglio ancora. un'insegnante di un istituto superiore romano, in servizio da più di trent'anni e per lo più cattolica che vota Casini (un post su quelli che votano Casini soltanto perchè si dichiarano cattolici professanti, nel 2008!, lo rimando ad un'altra volta), inveisce, furiosa, verso poliziotti che se ne stanno tranquilli a farsi i cazzi propri mentre un manipolo di non meglio identificati giovanotti (giovanotti un cazzo, c'erano anche 50enni, come dimostrano i numerosi video su youtube) sta malmenando alcuni tra i suoi alunni, rei soltanto di essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliatissimo. e cos'è che gli risponde il fido poliziotto? meno male che anche questo episodio è stato documentato con tanto di prova visiva. 'ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra'. eh??? cioè, forse non ho capito bene. cosa cazzo c'entra se sono di sinistra, di destra, di centro, o se faccio pipì dall'ano. cazzo, stanno picchiando dei ragazzini di 15 anni, tu sei un minchia di poliziotto pagato per difendermi quindi quello devi fare, difendere il più debole. bastardi figli di puttana! dipendenti dello Stato siete, e dovete ricordarvelo! dove per Stato non si intende politici di turno, come pensano loro, ma cittadini, cittadini che pagano le tasse. e che pagano, quindi, anche i loro cazzo di stipendi di merda. dovevamo prendere episodi come questo per quello che erano, ovvero pericoli campanelli d'allarme. ed invece abbiamo preferito, come al solito, cambiare canale. chè stavano per iniziare l'isola dei famosi e la talpa.

tra l'altro, quegli altri gran figli di puttana di politici hanno provato in tutti i modi a far passare per politica quella che invece una manifestazione politica non era. da una parte, cercando di cavalcare l'onda, come già sostenevo nel post precedente, assolutamente fuori tempo massimo. parlando, alla luce del successo della manifestazione, di un referendum abrogativo che manco ai suoi colleghi di partito, Veltroni, può completamente giustificare. dall'altra, cercando di far passare questa sommossa popolare per una manifestazione indetta dalla sinistra. CAZZATE. la politica ha rotto il cazzo, e destra e sinistra non esistono più ormai da un pezzo. è tutta un'invenzione mediatica per spostare l'attenzione da quelli che sono i temi importanti nonchè veri. che si parli di berlusconi o di veltroni, di d'alema o di ignazio la russa, sempre della stessa minchia di merda stiamo parlando. non è più questione di 'fai qualcosa di sinistra', come diceva qualche anno fa Nanni Moretti. adesso siamo passati al fai qualcosa e basta. ma l'incoraggiamento, questa volta, non è più rivolto a politici troppo distanti ed attaccati alle poltrone per sentire la voce di milioni di cittadini incazzati. è rivolto a noi stessi. ciascuno deve continuare a ripeterselo giorno dopo giorno, cercando di andare avanti per la propria strada. evitando di cadere nelle trappole e nelle provocazioni che questo stato di matrice dittatoriale continuerà a creare ad hoc, variando camaleonticamente da situazione a situazione. i buoni maestri c'erano una volta e ci sono ancora oggi. a dimostrazione che la storia non serve a un cazzo e che dagli errori non si impara mai. grazie gran figlio di puttana di ex-presidente della mia minchia di [continua]

mercoledì 29 ottobre 2008

all'orrore non c'è, né ci sarà mai, fine

chi mi conosce sa che mi piace tenermi informato, utilizzando principalmente, quasi escusivamente direi, l'unico sistema possibile al giorno d'oggi in italia, ovvero internet. se non hai internet e non hai soprattutto voglia di sbatterti per sapere le cose, ti resta solo che attaccarti ad un ramo che galleggia e limitarti a seguire la corrente. sarà che c'ho ventisei anni, ma mi gira proprio il cazzo a vedermi in questo modo! quindi provo a fare del mio meglio. come tanti del resto, ne sono consapevole.
sto adesso per consigliare un link, che rimanda ad una pagina da uno dei siti più discussi al momento nel panorama italiano ma non solo. ovvio che sto parlando del blog di beppe grillo. paradosso dei paradossi mi è arrivata la stessa pagina, linkata in una delle tante catene di sant'antonio che giornalmente mi arrivano e che generalmente mi limito giusto ad osservare e subito dop a cestinare. anche in questo caso non mi metterò a rispedire, che tanto la reazione è generalmente la stessa da parte di tutti. questa volta l'argomento mi sta davvero a cuore. stupirò qualcuno dicendo che l'argomento in questione non è la politica nè tantomeno silvio berlusconi, ma un animale meraviglioso e dal nome affascinante. sto parlando dell'orso della luna. il link è questo.
e poi cioè, non è che non ne parlo proprio di politica :-). inizialmente magari no, perchè il link racconta la storia, da brividi, delle torture atroci che questi animali sono costretti a sopportare, anche per vent'anni, senza interruzzione alcuna. e tutto questo a causa della neanche tanto preziosa bile che producono. utile, ma non necessaria, per produrre medicinali. parlo di politica quando copio, di seguito, il commento alla notizia di una persona che si firma 'Torno Ogni Tanto'. e che ci ricorda che forse poi Adorno ed Horkheimer, parlando di industria culturale, non è che si allontassero poi tanto da quella che era, sarebbe stata ed è molto probabilmente ancora la realtà, da quel momento in avanti.

"Sono seriamente dispiaciuto per gli orsi della luna...trovo delle grandi similitudini con un altra specia animale..."le pecore dello stivale"...anch'esse vivono tutta la vita in una gabbia ed ogni giorno gli viene estratto liquido celebrale...in genere "vivono" una ottantina d'anni se non vengono arrotati prima per le strade da qualche pazzo ubriaco...o se non vengono uccisi sul lavoro...Per fare si che non si lamentino troppo...i "guardiani" del parco gli hanno messo a disposizione telefonini ultima generazione...riviste di gossip...giornali con titoli sportivi...e tanta TV...tanta tanta TV...perchè hanno visto che funziona come super sedativo...e le "pecore dello stivale" sono contente...perfino gioiscono della loro sorte e spesso si fanno avanti di loro iniziativa...I "guardiani" gli hanno lasciato sia i denti che gli artigli...ma li hanno sterilizzati...(tolto le palle è più terra terra)...perciò non hanno più quella carica di adrenalina/ormonale tale da potere ribellarsi ai "guardiani"...Si...mi dispiace da morire per gli orsi della luna...ma almeno loro vivono solo dieci anni...e nessuno gli ha mai dato la speranza di reagire..."

ps
Lazzaro, alzati e cammina!!!
è notizia di qualche minuto fa che il senato ha finalmente, ma anche fortunatamente, dato il via libera al decreto Gelmini. solo questo ci mancava a noi!
il senato approva, in via definitiva, la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola con 162 a favore, 134 contrari e tre astenuti.
la Gelmini, subito dopo il voto, dichiara che finalmente adesso si può cambiare, ritornando alla stessa scuola della serietà nella quale si è formata anche gente come lei.
l'Uds, Unione degli Studenti, si dissocia dalle fazioni violente. il Blocco Studentesco cerca di non reagire alle provocazioni. Blocco studentesco che comunque, da voci di corrodoio, continua a caricare a destra e a manca. ci devo credere? (pubblicherò in questi giorni un intervista all'ex presidente della Repubblica, emerito figlio di puttana-senatore a vita Francesco Cossiga, in cui spiega al governo Berlusconi come si seda una rivolta popolare di questo tipo. che è poi anche quello che anno fatto loro subito dopo le prime manifestazioni spontanee del '68. Cossiga che ha potuto oggi anche votare, chiaramente a favore, in merito proprio alla riforma Gelmini. roba che ci sarebbe da chiuderlo in cella di isolamento per il resto dei suoi giorni buttando chissà dove la chiave! altro che lasciarlo tranquillo in senato, permettendogli di decidere per il nostro fututo. anche i casini del G8 a Genova, l'omicidio di Carlo Giuliani e i disordini alla Diaz, dimostrazione che anche il presente governo, in quanto a cazzate e manganelli, ci sa proprio fare, a noi non c'ha proprio insegnato un cazzo!)

ed infine due parole su Veltroni. Veltroni che, cercando di cavalcare l'onda del dissenso popolare (strano che lo faccia solo adesso che è ampiamente fuori tempo massimo!), si permette anche di dichiararsi favorevole all'idea Idv del Referendum . Walter, se Berlusconi finisce appeso a testa in giù a Piazzale Loreto, come un suo illustre predecessore qualche decennio prima, tu sarai probabilmente al suo fianco. incapace di intendere e di volere. come al solito, del resto.

domenica 19 ottobre 2008

bolle di sapone

può accedere certe volte che la stanchezza ti porti a maleinterpretare e codificare cose che, in condizioni normali, non rappresenterebbero, per te, alcuna sorta di ostacolo. leggi qualcosa, parli con qualcuno, iniziandoti a chiedere se davvero, nel corso degli anni, non hai soltanto imparato a sopravvalutarti. e che forse, percorrendo questa strada in solitario, tu non ti sia perso qualcosa di fondamentale, ad esempio il contatto con la realtà.
meno male che poi c'è sempre qualcuno che ti aiuta ad aprire gli occhi e a renderti conto che è stato solo un brutto sogno. quasi sempre lo stesso qualcuno, tra l'altro :-).
perchè a volte, spesso, le verità sono semplici ed immediate. basta solo aprire gli occhi per trovarle. e meno male che c'è il solito salvo di turno a ricordarcelo. chiameremo tutto ciò, semplicemente, 'ti risponderei volentieri ma purtoppo ho gli gnocchi che bollono'. :-D

domenica 12 ottobre 2008

martedì 07 ottobre 2008

ancora Airlie Beach. caldo soffocante, ora di pranzo.
5 ore e poi di nuovo autobus e di nuovo Maroochydore con la sua bonaria routine fatta di corso d'inglese, cene monotone all 6 del pomeriggio e weekrmd troppo veloci ad arrivare e restii a terminare.
ancora Airlie Beach quindi. dopo due giorni, e due notti, passati in barca alla ricerca di panorami da cartolina non sempre semplici da individuare. e poi pesci, barriera corallina, sabbia bianca, mare comunque inquinato. tutto questo sono le Whitsundays Islands. gli australiani sostengono che questo piccolo arcipelago sia composto da 76 isole. 76 isole? beh, se deciamo tutti insieme di chiamare isola ogni scoglio che ci capita sott'occhio allora forse si, sono proprio 76!
la barca sulla quale abbiamo viaggiato ricordava da vicino, e non poco, uno dei traghetti della linea Villa S.Giovanni-Messina, ma di dimensioni ridotte. stanze da due o da quattro, un grande salone-cucina, un ponte sul quale poter godere sole ma soprattutto vento, 4 o 5 bagni in tutto. that's it. stanze più simili ad armadi che non a suite residenziali. divanetti sui quali inevitabilmente sedersi per godere dei pasti in loco cucinati, e per una volta almeno dal sapore assai gradevole, ricoperti da uno strato rigido di pelle rossa che mal si abbinava a corpi nudi e sudati, causa temperature non sempre sostenibili. questi, e pochi altri, i contro. senza che dimenticare che forse 50 e più persone, sulla stessa barca, non sono poi una gran trovata. meraviglie del volere, a tutti i costi, pagare qualcosa in meno. decisamente divertente, comunque. rumorosa ma divertente. non esattamente pulita ma divertente. non a vela ma divertente.
noi, 4 poveri cristi italiani, in uno stanzino. Marco, sua sorella Elena, Gianpiero ed il sottoscritto. ed oltre a questi una dozzina di irlandesi, lo stesso numero di tedeschi, due danesi, 5 tra fratelli e sorelle canadesi e qualche australiano. tante risate, alcool a fiumi, escursioni di un paio d'ore al massimo in spiagge caratteristiche e mai banali. intendiamoci, Lampedusa, giusto per dirne una, non ha proprio niente da invidiare a posti come questi. ma qua c'è la barriera corallina e per questo loro si sentono, e forse anche giustamente, i padroni del mondo. discutibile ma non deprecabile.
e poi passeggiate in riva al mare, bagni tra colori e sensazioni di rara bellezza, snorkelling, diving. ed un'ultima festa ieri sera, stavolta sulla terra ferma, a concludere una tre giorni a tutta birra. con poca energia residua in corpo ma con tanta voglia di ripartire verso nuove avventure.

ps
ma non mi vado a beccare una ragazza di Sanbuca di Sicilia, provincia di Agrigento, nella mia stessa stanza in ostello? roba da non credere! siamo rimasti che magari ci ribecchiamo a Melbourne in novembre. incredibile davvero! :-)

venerdì 26 settembre 2008

meglio di no?

avevo iniziato a scrivere, qualche giorno fa, un post dal titolo 'ma com'è che ancora nessuno si è rotto il cazzo?', in cui tornavo, dopo tanto tempo, a parlare di Italia, e nello specifico politica, cultura e società. ho deciso di metterci una pietra sopra, almeno per il momento. intanto perchè, rileggendola, mi sono reso conto che è più facile leggerci dentro nervosismo che non costrutto. e questa cosa non mi piace proprio. e poi anche perchè, partendo col parlare di una cosa, mi sono ritrovato, come al solito del resto, a parlare di tutt'altro, correndo il serio rischio di non essere capito o, peggio, di non riuscire a capirmi neanche da solo.
ce l'avevo e ce l'ho col Papa, lo stesso dicasi di Berlusconi e di tutta la cazzo di classe politica della mia minchia. ce l'ho con la stupidità dell'uomo medio italico che rincorre ancora il mito del macho latino, ricco, potente e pieno di donne, anche se viscido e magari con una gran troia accanto (scegliendo l'illuminante esempio di Flavio Briatore che, come fa a piacere alle donne, o ad essere invidiato dagli uomini, lo sa solo lui...).
per arrivare a questo ero partito da una breve analisi del discorso della Guzzanti, a Roma, all'interno del NoCav Day. all'immagine del potente, affascinante e pieno di donne Berlusconi che gli italiani invidiano soltanto perchè consapevoli (e rassegnati) di avercelo più piccolo. la solita invidia del fallo che noi uomini, ahimè, ci portiamo dietro da secoli. la politica del 'tu ce l'hai più grosso' quindi ci prostiamo tutti, in adorazione, davanti al tuo potere. e non ci vedo niente di male se certe cose la Carfagna le fa a te, vecchio decrepito, piuttosto che a me, giovane virgulto. ed allora giù di palestra, di Chayenne, e di risse allo stadio. o di vacanze ogni anno a Porto Cervo, con l'unica tipa che sono riuscito a rimorchiare all'Hollywood. l'insindacabile spiegazione guzzantiana del perchè Mara Carfagna Ministro delle Pari Opportunità sia un'offesa all'immagine stessa che tale Ministero dovrebbe rappresentare. chè una cosa è se ti mettono a fare la valletta, che spengo la tv e non esisti più. un'altra è se, dopo tanti anni di gavetta sulle reti mediaset, ti ritrovi un giorno, come per incanto, Ministro di governo in uno stato assolutista. negli Stati Uniti sono passate alla storia come 'stagiste', in Italia saremo costretti ad inventarci qualcosa di nuovo. tanto, per quel che riguarda la voce 'invenzioni', non siamo mai stati secondi a nessuno!
ecco che ci sono cascato di nuovo! nella fretta di voler dire tutto e subito finisce spesso che combino dei gran papocchi. avrei tante di quelle cose da dire, insulti, spiegazioni, magari anche possibili provocazioni che forse è davvero meglio se ci metto un punto và. tanto lo sanno tutti come la penso. e se non lo sanno possono serenamente immaginarlo.

ps
volevo quest'oggi rivolgere un saluto particolare a tutti i parroci pedofili, ricchioni e fedifraghi di questa terra. ovvero giusto il 99% rispetto al totale. chè tanto sempre in piedi cadono loro. sia che la chiesa sia costretta a pagare risarcimenti record a decine di ex-bambini americani stuprati e maltrattati, dopo aver provato (fortunatamente, per una volta almeno, invano) di proteggerli anche giuridicamente. sia che un vescovo non sia costretto a giustificare un parroco (sostenendo la tesi che chiunque può sbagliare, ma anche che i preti, al giorno d'oggi, sono continuamente indotti i tentazione dai fedelli... roba da matti!!!) colto in fragrante da un povero marito, nel bel mezzo di un amplesso, per una volta, non portato a termine. sia per il cazzo di Comune di Roma che sposta la sede dell'arrivo del Gay Pride, programmato ogni anno lo stesso giorno praticamente da sempre, per vinire incontro alle rischieste di una manciata di debosciati preti cattolici della mia minchia, tutti concentrati sulla realizzazione di un concertino loffio di merda. speriamo proprio che Dio esista, và...

pps
la televisione australiana ha trasmesso, qualche tempo fa, uno speciale di un'ora sul V-day del settembre scorso (se non ricordo male) e sul fenomeno Beppe Grillo. strano, cazzo, che in Italia si parli a malapena di certe cose ed in un paese a forte propensione agricola, dall'alto tasso puzzo-sopravvalutato-britannico, nonchè a più di 16mila km di distanza dal belpaese, si ritenga in qualche modo doveroso il dedicare una puntata intera di un programma di approfondimento giornalistico ad un fenomeno di massa che però, in Italia, è stato catalogato sotto la voce '4 scalmanati in piazza a gridare oscenità'. finiamola, su. se non ci scandalizza più il vedere culi e tette che pubblicizzano oramai anche le gomme da masticare, che effetto vuoi che ci faccia un sempiterno e, a pensarci bene, neanche tanto volgare VAFFANCULO gridato da un milione di persone in coro?

martedì 16 settembre 2008

happiness, why is it difficult to define?

no, non sono impazzito.
non mi sono di certo messo di mia volontà a farmi pippe mentali di questo calibro. cioè, si che me ne faccio, e tante anche :-). ma non sono fortunatamente ancora diventato così ontologico e cerebrale. qualcuno obietterà che si ma questo qualcuno, per il momento almeno, lo mettiamo a tacere e basta :-).

stiamo parlando di felicità. di felicità e del perchè è così difficile trovarne una definizione adeguata. di felicità e del perchè una giovane insegnante, all'interno di un corso di inglese rivolto per lo più a ragazzi europei (quasi tutti svizzero-tedeschi, ma vabbè) di età compresa tra i 16 e i 22 anni, si decida ad assegnare un compito del genere, soprattutto se la lezione del giorno verte quasi esclusivamente su 'parole che usiamo per unire le idee in un saggio, una presentazione o qualche volta anche nei discorsi di tutti i giorni'. in breve congiunzioni, costruzioni ed avverbi che ti aiutano ad aggiungere, comparare o concludere un discorso.

questo è quello che ho scritto o, per meglio dire, ho provato a scrivere io. inutile sottolineare che ho completamente ciccato il senso dell'esercitazione... :-)
la felicità è in assoluto una delle 'cose' più importanti nella vita di ciascuno di noi. che tu sia povero, ricco, brutto meraviglioso, sordo, muto o cieco, la ricerca dela felicità sarà inevitabilmente una della delle più grandi avventure/esperienze della tua vita. ma perchè è così difficile trovare una definizione universalmente approvata di felicità? esistono tante definizioni quante sono le persone che vivono sulla terra, ciascuna apparentemente opposta all'altra.
cosa significa la parola felicità per me? provo a spiegarlo.

quando parlo di felicità penso ad un'emozione lunga un attimo, pochi secondi al massimo. un momento speciale. un momento al quale, tutte le volte che ti capiterà in futuro di ripensare, sarai costretto a sorridere, senza una ragione appartente.
la prima volta che ho visto Giada, nata meno di un'ora prima, poco dopo aver udito i suoi vagiti di bambina che grida al mondo intero la sua meravigliosa presenza. questa è felicità. quando guardo Marco e rivedo lo stesso bambino che ero io all'età sua, stessa faccia, stesse necessità, stesse passioni. stesso bisogno di protezione.
felicità è un paio di minuti prima di tornare a casa, dopo un lungo periodo di assenza. quando puoi vedere gioia ed emozione negli occhi dei tuoi cari. felicità è guardare uno specchio e vederci dentro una persona che ti piace. felicità è un regalo inaspettato. felicità è poter condividere tutto con la persona che ami. felicità è chiudere gli occhi e sentire la voce degli angeli. felicità è percepire suoni ed odori 'che riempiono l'aria' :-). felicità è ridere a crepapelle coi tuoi amici più cari, anche se non è successo niente di speciale. felicità è svegliarsi la mattina e scoprire che sei ancora vivo. felicità è sdraiarsi sulla spiaggia, di notte, a contemplare l'infinito.
felicità è giusto una parola. una parola che tutti usano, televisoni, carta stampata e cinema in testa. spesso anche inopportunamente o, peggio, in maniera gratuita. ed io proprio non lo so se sarò mai una persona felice. ma sono certo di sapere cosa questa semplice parola significa.

sono io che non le vedo o c'è proprio traccia, in questo testo, di congiunzioni, costruzioni ed avverbi che ti aiutano ad aggiungere, comparare o concludere un discorso? tutta colpa dell'insegnante! ;-) insegnante che tra l'altro si chiama Beck, proprio come il cantante, tranne che almeno lei, con la super-mitica setta di Tom Fuckin' Cruise non c'entra una benemerita minchia. o forse si? indagherò.

domenica 14 settembre 2008

prima settimana a Maroochydore

finalmente torno a scrivere in diretta :-).
e ciò mi fa piacere soprattutto per due motivi. il primo perchè ciò significa che adesso ho evidentemente meno problemi nell'accedere ad internet. ed il secondo è che posso parlare di quello che sto facendo praticamente in diretta. :-) ovviamente esiste anche un risvolto della medaglia ovvero, come succede spesso, adesso che ho più tempo nonchè più possibilità per raccontare quello che faccio o che comunque mi succede, le cose da raccontare iniziano a latitare :-). cioè, non è che non mi succeda proprio niente, intendiamoci. ma in rapporto a quanto fatto, visto, vissuto, capitatomi nelle ultime settimane, quella che mi appresto a vivere adesso sembra proprio una gran palla di vita :-). certo, dopo 2 settimane sballonzolato da un posto all'altro dell'australia, nonchè dopo 6 mesi vissuti in ostello, questo ritorno alla vita familiare non può che farmi bene. tranne che avrò bisogno di un pò più di una settimana per abituarmici :-).

ma andiamo per ordine.
cos'è Maroochydore? che nome di merda, cazzo. sto iniziando solo adesso a memorizzarlo. Maroochydore è una cittadina come tante, a poco più di due ore in autobus dalla capitale del Queensland Brisbane. siamo in piena Sunshine Coast, a 10 minuti in autobus da quelle che sono le mete turistiche preferite nella zona, ovvero Noosa a Nord e Mooloolaba a sud. meta di molti surfisti anche, ma soprattutto di skysurfers! molto simile a quello che mi capitava di vedere a San Leone, in zona Gianco, soprattutto nel periodo delle vacanze pasquali.
e che cosa ci faccio a Maroochydore? ho appena terminato la prima settimana del corso di inglese :-). ho scelto di venire a studiare da queste parti per tutta una serie di motivi tra i quali i principali sono sicuramente il clima mite, la non eccessiva presenza di svaghi e divertimenti, la possibilità di stare un periodo da solo e soprattutto il prezzo relativamente contenuto del corso nonchè proprio della vita, in rapporto a quanto avrei dovuto spendere per tutto questo in una città come Sydney o Melbourne.
vivo con una famiglia del luogo, esattamente in località Kuluin, quartiere residenziale a non più di un paio di km circa dal centro, in Australia chiamato generalmente CBD, di Maroochydore. il clima in casa è cordiale e sereno, loro mi lasciano i miei spazi ed io mi faccio abbondantemente i cazzi miei. cosa chiedere di più? un'altro ragazzo, Simon, vive nella mia stessa casa. i signori Kilpatrick hanno sì 4 figli ma, per un motivo o per un altro, vivono tutti in giro per l'Australia. motivo per il quale si ritrovano con due belle ed accoglienti camere vuote e pronte ad essere affitate a studenti della Sea English Academy. non pago molto di più che pagherei in un ostello, col vantaggio che non devo cucinarmi nè comperare il cibo, lavare e stirare vestiti o lenzuola, perchè a questo pensa Susan, nè tantomeno sbattermi per trovare un internet point più conveniente perchè, incluso nel prezzo, ho anche libero accesso, 24 ore su 24, ad una non proprio velocissima ma comunque funzionale connessione ad internet. Simon, tra l'altro, è anche mio compagno di classe. è svizzero-tedesco, come l'80% circa dei ragazzi iscritti in accademia, ha 20 anni nonchè una parlantina che lo aiuterà di certo nel rapido apprendimento della lingua dei Lord. una delle sue espressioni più gettonate è 'ah, da voi è così. in svizzera invece...'. come dargli torto del resto. il suo metro di paragone parte generalmente da livelli più alti ed organizzati. siamo in australia del resto, mica a Tokio :-).
vado a lezione 20 ore circa alla settimana, suddivise in 4 giorni che vanno dal lunedì al giovedì. dopo aver risposto alle domande del test di ingresso sono stato inserito in una classe dove rappresento, e di gran lunga, il meno preparato tra gli studenti :-). ma non è colpa mia, cazzo, io ho anche provato a spiegare alle insegnanti come stanno le cose. una cosa è riempire un test, tra grammatica e lingua parlata, che c'hai il tuo tempo per pensare e per rispondere, riducendo quindi la possibilità di errore, ed un'altra, completamente doversa, è il dover rispondere rapidamente alle diverse questioni che, di volta in volta, ti capita di trovarti davanti. a volte mi manca proprio l'aria al cervello, inizio a farfugliare cose che non stanno nè in cielo nè in terra e, non avendo neanche il vocabolario, inizio proprio ad arrampicarmi su tutti gli specchi possibili ed immaginabili. inutile sottolineare che gli altri ragazzi invece, soprattutto uno, possiedono una proprietà linguistica, nonchè un vocabolario, 173 volte almeno più completo e corretto del mio. continuo comunque a ripetermi che questa situazione non può che farmi bene, che inevitabilmente si impara maggiormente da chi ne sa più di te piuttosto che da chi ne sa meno, e che risultati positivi si inizieranno prima o poi a vedere. per adesso sono solo stanco, stanco e confuso.
ho anche iniziato a guardarmi in giro per poter trovare un lavoretto per il fine settimana. ieri, dopo una passeggiata di più di 5 km, ho scelto un paio di posti nei quali lasciare il mio cazzo di curriculum. i criteri che mi hanno guidato nella scelta sono stati soprattutto la vicinanza dei posti con la scuola e la fermata dell'autobus, nonchè la posizione leggermente defilata rispetto ai centri prettamente turistici. spero mi chiami almeno uno di loro entro i primi giorni della prossima settimana, termine massimo dopo il quale mi muoverò nuovamente alla ricerca di altri possibili posti di lavoro. niente di complicato comunque, o aiuto in cucina o barista-cameriere. 'quante ore vorresti lavorare?', mi ha chiesto uno dei boss coi quali ho dovuto parlare. 'il maggior numero di ore possibili', credo proprio di aver riposto. speruma ben.
cos'altro dire? magari, anzi sicuramente, ci sarà qualcos'altro ma, per il momento preferisco fermarmi qui. incitando, soprattutto le persone che non sento da una vita e che, in questi giorni, proverò comunque in qualche modo a contattare, a farsi vivi.
ciau ciau belli :-)

giovedì 11 settembre 2008

futuro, in breve

Cairns, 29 agosto 2008. ora del thé.

per chi non l'avesse ancora capito o, in qualunque modo, saputo, la previsione iniziale di tornare in Italia intorno all'8 di settembre è andata miseramente tradita. con questo non voglio assolutamente dire che non tornerò a breve in italia. vuol semplicemente dire che ho bisogno di un pò più di tempo, rispetto a quello previsto inizialmente, per completare al meglio la mia esperienza australiana. con 'un pò di tempo' intendo un periodo che può andare dai 3 mesi, che significherebbero ritorno a novembre, ai 6, con annesso ritorno in italia rivniato a febbraio 2009.
la tentazione è forte, ma mi sono riservato il diritto di poter scegliere più avanti, quando le presenti prospettive potrebbero, o meno, diventare progetti reali. di progetti a breve termine ce ne sono tanti, uno in particolare.
circa 20 minuti fa ho ufficilamente pagato la retta per due mesi di corso di inglese che, salvo complicazioni sempre dietro l'angolo, dovrei iniziare lunedì 8 settembre. aspetto conferma dalla Sea Enghlish Academy. conferma che, presumibilmente, dovrebbe arrivere tra lunedì e martedì della settimana prossima. e questo è il più importante, nonchè il più concreto, tra i miei progetti in ballo in questo momento. per tutti gli altri ci sarà sicuramente tempo e modo di parlarne.

una settimana coi fiocchi

Cairns, sempre giovedì 28

è questa, ufficialmente, la settimana delle novità, delle cose mai provate ma assolutamente da provare, delle spese folli. cioè, non proprio folli ma sostenute sicuramente. inizio già stasera. cena in un ristorantino giapponese, il 'Cherry Blossom', consigliato dalla Lonely Planet. ovviamente a base di Miso Soup e soprattutto di Aussie Animals, ovvero un super piatto made in Australia a base di carne di emu, canguro e, tenetevi forte, coccodrillo! eh si, proprio lo stesso animale che nella canzone di Bersani viene fuori dalla doccia. ma, si sa, in America può sempre succedere di tutto! il tutto annaffiato da una bella brocca calda di sakè. cosa chiedere di più? :-)
domani sarà invece il turno del bunjee jumping. messaggio di conferma alle 10, bus davanti all'ostello alle 11, salto presumibilmente verso mezzogiorno. non ci posso credere. e non ci posso credere soprattutto se penso che, dal giorno successivo, iniziano i due giorni di corso che mi porteranno, nei giorni successivi, ad immergermi una decina di volte in tutto nella meravigliosa flora e fauna della barriera corallina. una volta anche di notte! con tanto di pinne, tute e boccaglio. non sono proprio sicuro se la mia sia più eccitazione o fifa esagerata :-). solo il tempo saprà dare una risposta concreta alla mia domanda.

28.08.09, ore 19:58
vi dirò, neanche tutta questa gran cosa.la carne di canguro l'avevo già mangiata più volte, e questa non è sicuramente una delle migliori tra queste. intendiamoci, non era male, ma una bistecca alla piastra non ha prezzo. soprattutto se si tratta di carne saporità e gustosa come quella di canguro. giusto un filo d'olio ed un pizzico di sale ed è perfetta. appena sufficiente.
la carne di emu era sì saporita ma forse un pò troppo. si trattava giusto di due assaggini, ok, ma due assaggi in grado di ricordarmi quanto mi dia fastidio il gusto di selvaggina. e l'emu soprattutto di quello sapeva, di animale selvatico. da rivedere.
passiamo adesso a quello che doveva, ed è stata, la parte principale della mia cena, ovvero la tanto attesa carne di coccodrillo. piccola premessa. il fatto di aver letto sul menù che il coccodrillo sarebbe stato servito sotto forma di bocconcini fritti mi aveva fatto un pò cambiare idea sull'acquisto. chi mi conosce sa come la penso. a me il fritto proprio non va giù, soprattutto quando si tratta di qualcosa che non hai mai mangiato prima e sul quale nutri una certa curiosità. il fritto tende ad uniformare, ad appiattire i differenti gusti. patate, carne, verdure tendono ad avere un gusto relativamente simile. non puoi dire 'ho mangiato carne' senza aggiungere che era fritta, ecco. cambia proprio la sostanza. un pò come quando mangi qualcosa con dentro la panna. no, ok, la panna è anni luce peggio. se c'è lei di mezzo prima di tutto mangi panna, poi magari anche il resto. sono consapevole d'aver fatto storcere il naso a più di qualcuno, e me ne dispiaccio, ma io la vedo così :-). la panna puoi anche metterla nella tua pupù, e la tua tua pupù saprà subito, magicamente, di panna ;-). protagonista forzata. sarà forse proprio per questo che piace tanto ai francesi, perchè è esattamente come loro, in un certo senso li rappresenta. se c'è DEVE essere vista e sentita. ma non era la panna l'argomento di questo post, se non sbaglio. mi scuso ancora :-).
torniamo ai bocconcini fritti di carne di coccodrillo. a volerla dire tutta erano anche buoni. cioè, forse un pò troppi ma comunque gustosi. l'unica, piccolissima, obiezione che mi viene da porre è che se nessuno mi avesse detto che la carne che stavo mangiando non era di pollo io me ne sarei serenamente tornato a casa con la consapevolezza di aver mangiato qualcosa di noto. nonchè che 20 euro circa erano magari un pò troppi per un piatto che puoi comodamente ed economicamente mangiare nella maggior parte dei fast food. forse solo un attimo più viscida del pollo, ecco. giusto un pizzico. a questo punto la curiosità sulla scoperta del vero gusto della carne di coccodrillo non può che continuare a crescere in me. avrò magari modo di riprovare. e questa volta senza fritture di mezzo :-). comunque discreto.

29.08.08, ore 12:47
ho appena completato il mio salto, una figata da paura. mi ero ripromesso di non pensare al secondo precedente il salto. mi ero ripromesso di gridare prima 'ciao mamma' e poi anche 'what the fuck'. mi ero ripromesso di tenere gli occhi bene aperti per poter gustare al meglio ogni singolo attimo di quest'esperienza comunque unica. mi ero ripromesso un sacco di cose. tutte cose che si sono automaticamente volatilizzate nel momento stesso in cui ho messo entrambi i piedi a 2cm dal baratro, con una veduta su Cairn ed il mare davanti, ed un laghetto dopo oltre 50m di strapiombo sotto. mi ricordo poco o niente. ho la testa che mi gira, confusa ma non affaticata. ricordo le mani e la testa che affondano nell'acqua. ricordo tutto il verde intorno ed il mio corpo che continua a girare come una trottola, dio solo sa perchè. ricordo che un paio di volte mi sono anche scordato di tene re le mani unite, come consigliatomi dal Rastafari su in cima, pochi attimi prima del salto. ricordo di avere in effetti gridato 'what the fuck', anche se non proprio bene quando. ricordo di non essere riuscito ad afferrare le mani del tipo che doveva tirarmi sulla barca per riportarmi sulla terra ferma. ricordo l'acqua nelle orecchie, soprattutto in quella sinistra.
a conti fatti, non so se mi sia piaciuto davvero. e se si, fino a che punto. avrò bisogno forse di un pò più di tempo per capirlo. motivo per il quale non proverò il secondo salto. per quello e per un pizzico di paura che adesso, a mente fredda, mi pizzica la mente. è stato pazzesco certo, ma è stato giusto un attimo. forse troppo poco per sconvolgere i meie oramai consolidati equilibri. forse :-).

08.09.08, ore 16:57
da dove iniziare? ma soprattutto, cosa dire? è stata, senza ombra di dubbio, una delle più straordinarie esperienze della mia vita. da ripetere.
due giorni di corso, equamente divisi tra parte teorica in aula, con tanto di video nonchè di spiegazioni da parte dell'istruttore neozelandese Tristan, ed esercizi in piscina. siamo quindi passati a quella che doveva essere, e che in effetti è stata, la parte più interessante dell'esperienza. due giorni e mezzo du una cazzo di barchetta sperduta in mezzo alla barriera corallina, assieme ad un ben nutrito ed eterogeneo gruppo di persone. 12 eravamo noi, ovvero quelli che abbiamo partecipato al medesimo corso di formazione. equamente divisi in due gruppi da 6. due ragazze neozelandesi, una svizzera-francese, un biologo marino americano di LA, un ragazzo tedesco ed io in un gruppo. due ragazzi tedeschi, un canadese, una ragazza sempre made in germania e due indo-inglesine nell'altro. stupido sottolineare come i nomi erano, e sono ancora, un optional del quale faccio solitamente a meno.oltre a questi, poco più di una decina di ragazzi alla ricerca di un altro brevetto o, semplicemente, di una meravigliosa immersione, nonchè 6 o 7 persone facenti parte dell'equipaggio. equipaggio composto da una cuoca (il cibo aveva anche un bell'aspetto, ed era decisamente abbondante. ma quanto al gusto... le lasagne al sugo che ha preparato una sera per cena sapevano di tutt'altro. e di un tutt'altro non particolarmente gradevole, ecco. peccato perchè sembrava anche simpatica. la cuoca, non la lasagna :-)), il comandante nonchè esperto in macchine fotografiche subacquee, i due istruttori del mio corso, un'assistente, il mitico Timo (un ragazzone a metà strada tra Baywatch e Ken di Barbie coi capelli più lunghi, from Germany ma oramai trapiantato a Cairns da anni) ed infine il mio preferito, un ragazzo, probabilmente australiano, che volta per volta ci spiegava la cartografia dell'immersione che ci saremmo trovati a compiere da lì a poco, con tanto di tipologia di pesci o coralli che avremmo potuto vedere, profondità e tempo massimi dell'immersione, e tante altre, per lo più interessanti, cose. mi ha conquistato fin dalla prima frase. forse sarebbe meglio dire grazie alla prima frase. ok, saliamo sulla barca e qualcuno ci consiglia di sederci in sala riunioni perchè ci verranno dette un paio di cose importanti sul da farsi, ma anche e soprattutto perchè starsene in giro a gironzolare è al momento un tantino rischioso perchè, soprattutto durante le prime 3 ore di viaggio, il rischio mal di mare è generalmente alto. non appena ci siamo seduti un pò tutti prende la parola lui a nome dell'equipaggio, dice il suo nome ma io ovviamente non me lo posso ricordare :-), e chiede senza indugiare 'se ci sono inglesi tra voi che alzino la mano'. in 5 o 6, più o meno timidamente, rispondono alla sua richiesta. ed eccolo allora aggiungere 'ok, ottimo. come prima cosa giratevi tutti verso destra. lo vedete quel cerchio giallo in mezzo a quella grossa macchia azzurra? ecco, quello è il sole. mi sa che vi ci dovrete abituare!'. cioè, FANTASTICO, TI ADORO!!! assolutamente 1-0 per te e palla al centro :-).superate le tre cazzo di ore iniziali è poi stato un rapido susseguirsi di immersione, asciugarsi al sole, mangiare qualcosa, rilassarsi, ancora immersione, pranzo, qualche pagina di Rispondimi di Susanna Tamaro (primo libro interamente in italiano che mi capita di trovare in australia, captato in un ostello di Cairns e silenziosamente imboscato. dopotutto serviva sicuramente più a me...), etc etc etc. in tutto 9 immersioni. le prime 4 all'interno del programma per il rilascio del certificato di Open Water Course. ovvero ripetere in mare aperto, a 4 o 5 m di profondità, quanto precedentemente provato in piscina. ti ritrovi comunque immerso tra colori e luci che sembrano provenire da un mondo lontano ma non te li puoi godere fino in fondo. le restanti 5 immersioni sono state invece un crescendo di meraviglia e stupore. la prima in solitaria, io ed il mio buddy* Sven l'abbiamo dovuta interrompere prematuramente perchè lui continuava ad accusare fastidio ad un orecchio. qualche ora dopo è stato il monento dell'immersione in notturna. non potete capire che spettacolo! con sti cazzo di squaletti che ci continuavano a ronzare più o meno intorno, forse incuriositi dalle luci delle torce, a non più di 2 o 3 metri. che uno squalo, specie di notte, lo rinosci subito perchè, al posto degli occhi, c'ha due fanali catarifrangenti. PAIUUUUUURRRRRAAAAAA!!! :-)
prima di questa immersione mi sono trovato costretto a scegliere un altro buddy, perchè Sven ha preferito cambiare corso e continuare a studiare per ottenere il secondo brevetto, brevetto che da lì al giorno dopo gli avrebbe consentito di scendere fino ai 30m di profondità. col mio brevetto, invece, il limite è fissato attorno ai 18m. e, solo in questo speciale caso di ritorno alle immersioni di gruppo, mi sono beccato un super mitico 70enne australiano, che ovviamente manco mi ricordo se ho mai saputo come si chiama ma che, essendo un gran lupo di mare per quel che riguarda le immersioni in genere ma anche e soprattutto quelle nella barriera corallina, mi ha regalato la possibilità di poter nuotare liberamente, senza dovermi preoccupare o pensare a niente. optimus! tra l'altro, soltanto in questa occasione, l'immersione era guidata da Timo che, finalmente, ci ha portati afare un giro anche tra le pareti e le grotte. AWESOME!!!
le ultime 3 immersioni, tutte il giorno successivo, le ho effettuate all'interno di un gruppetto composto da 4 persone ovvero me medesimo, Stefan e Claudiu from Germany e Taylor from Canada. ufficialmente quest'ultimo era il mio buddy, cosa assolutamente positiva soprattutto perchè anche lui metteva sicurezza e tranquillità. però, puntualmente, io e Stefan ci ritrovavamo anche 3 o 4 metri più in profondità degli altri due. nonchè un paio di volte costretti a tornare in direzione della barca, e questo anche se nelle bombole avevamo ancora aria sufficiente, perchè, solo lui sa come, Claudiu ne aveva già consumata buona parte della sua. che dire, misteri della differente respirazione! :-) in una di queste tre immersioni, ed esattamente nella seconda, ci siamo anche portati dietro due macchine fotografiche, così da poter avere qualche ricordo concreto. ma, oltre alfatto che davvero non è semplice, le prime volte, rimanere immobili per alcuni secondi e scattare, c'è anche da da dire che abbiamo avuto la sfiga di ciccare completamente scelta perchè, se avessimo deciso di fare la stessa cosa durante l'ultima immersione, ci saremmo beccati maggiore visibilità nonchè un bordello di cose in più da fotografare. compresa una super manta, alla quale ci siamo comunque avvicinati fin quasi a toccarla. se ci penso mi vengono ancora i brividi! :-)dopo le tre solite ore di navigazione, e quindi verso le 16, ci hanno riportati, sani e salvi, sulla terra ferma. appuntamento fissato attorno alle 7pm in un irish pub, per festeggiare tutti insieme i brevetti ottenuti. inutile dire che gli ho tirato il pacco, e non credo di essere stato l'unico tra l'altro. e questo per due semplici motivi. il primo è che mi sentivo davvero stanco, e comunque il mattino seguente avevo il cazzo di autobus per Townsville alle 7:15am. e poi anche perchè mi sono continuato a sentire sulla barca per almeno altri giorni ancora, specialmente con gli occhi chiusi e sotto l'acqua calda della doccia. indi per cui il concetto di socializzare non mi riempiva certi di gioia. e poi ancora adesso le orecchie, ogni tanto, mi si continuano ad intasare e, con difficoltà, le riesco a stappare... Happy with that??? :-D

ps
quasi dimenticavo di dire che, alla fine, sono anche riuscito a trovarlo Nemo :-). che sta bene, anzi benissimo, e che mi ha pregato, anzi, di salutarvi tutti. ;-)

* buddy, letteralmente, significa compagno. la sua presenza è fondamentale per due motivi. intanto perchè, conseguito il brevetto Padi - Open Water Course, puoi immergerti soltanto in presenza di un'altra persone con almeno il tuo stesso brevetto. e poi anche e soprattutto perchè il buddy system è un sistema di mutuo soccorso tra compagni di una squadra, impossibile da realizzare se si è da soli. :-)

bye bye Bowen

Cairns, giovedì 28 agosto 2008

dopo quasi un mese trascorso in quel di Bowen, ridente e desolata cittadina nel nord del Queensland, nonchè dopo una settimana trascorsa ad accatastare centinaia, migliaia di scatole da 10 kg di fagiolini non appena lavati e confezionati, rieccomi in viaggio. viaggio quasi obbligato questa volta. quasi obbligato e solitario. ebbene si, come magari qualcuno di voi già sapeva, mi sono trovato a dover prendere una serie di rischiose nonchè delicate decisioni, prima tra queste quella di trascorrere i prossimi due mesi in solitaria. quindi niente marco e turi, niente tentazione di parlare in italiano che almeno è più semplice e non devo affaticarmi, niente facce note che mi girano intorno. passo sofferto ma doveroso, inevitabile. lo devo a me stesso, a tutte le persone che in qualche modo mi stanno aspettando in italia. sarei rimasto volentieri ancora qualche settimana, forse anche un mese, a Bowen. sarei rimasto se solo avessi potuto mantenere il mio cazzo di umido, palloso e ripetitivo lavoro. dopo quasi due settimane di attesa per trovarlo, una settimana esatta dopo il giorno di assunzione ecco che, momento in cui sto per firmare l'uscita, ecco che mi avvicina la ragazza che lavora in ufficio. cosa strana dal momento che, in una settimana, l'avevo vista soltanto nel momento della firma del contratto. mi si avvicina e mi dice, senza giri di parole, 'francesco domani non lavori perchè questo è il tuo ultimo giorno di lavoro'. faccia tra lo sconvolto e l'incredulo. la mia, ovviamente. al ché aggiunge 'il tuo lavoro non è ABBASTANZA buono'. chi mi conosce sa che, ovviamente, non riesco a proferire parola. non un WHY?, non un IT'S NOT TRUE o un WHAT IS IT MEANS 'ENOUGH GOOD'?. solo un silenzioso OK. e dire invece che, senza falsa modestia, il mio lavoro lo svolgevo non bene ma molto bene. puntuale, veloce, mai una lamentela, ma un errore. a differenza dello stronzo pluri 70enne, probabilmente proprio la persona che mi ha messo nelle condizioni di venire silurato, che di errori ne combinava, e grossi anche, uno al giorno almeno. preso com'era a portare avanti la sua battaglia personale per dimostrare a tutti che, nonostante l'età, potesse essere in grado di lavorare come, e forse meglio, un ragazzo di quasi 27 anni circa. inutile agggiungere che la sua battaglia non mi sfiorava neanche, se non nel momento in cui i suoi cazzo di stupidi errori, nonchè la sua ossessione nel rifare minuziosamente, e più volte anche se non necessario, le medesime cose mi costringevano a lavorare quasi un'ora in più rispetto a tutti gli altri ragazzi. ragazzi che aspettavano silenziosamente sull'autobus che io finissi di mettere riparo alle stronzate che lui combinava. a velocità doppia, ovviamente, perchè i titolari, o chi per loro, dovevano chiudere uffici e struttura. ma, ripeto, mai una parola di troppo, mai uno sbuffo, mai una lamentela. e nessuno, almeno in apparenza, si era mai lamentato del mio lavoro. quindi da qui a dire che non ho tutt'ora idea del perchè mi abbiano licenziato il passo è davvero breve. doppia fregatura dal momento momento che, se vieni licenziato, nella specie di lista di collocamento presente nell'ostello riparti anche da zero, ovvero dall'ultima posizione, anche se stai in quel cazzo di posto da quasi tre settimane, come successo a me.ed è in quel preciso momento che ho messo a fuoco che dovevo cambiare aria, pensare a nuovi progetti, sgombrare la mente da domande che tanto non avrebbero mai trovato una risposta coerente. e tutto con la consapevolezza di dover abbandonare un bello ed eterogeneo gruppo di persone, qualcuno dei quali davvero in procinto di diventare amico.persone che, prima di partire, abbracciandomi mi hanno detto 'non è giusto cazzo, non è giusto'. o, con voce commossa, 'so già che mi mancherai'. frasi fatte, a pensarci bene, ma ho buone ragioni per pensare che siano anche sincere. penso a Lee, il tedesco 'marpione' più napoletano che mi sia mai capitato di incontrare. intelligenza e sensibilità superiori, come dimostrato anche dalla sua vasta, vastissima, conoscenza linguistica. intelligenza non ancora completamente maturata e consapevole, strepitoso potenziale. che cazzo ci stava a fare a lavorare a Bowen, lui che poteva ambire a qualsiasi tipo di lavoro in Australia, resterà a lungo nel capitolo dei misteri made in Oz. in bocca al lupo amico, spero davvero di poterti rivedere, prima o poi. in spagna? ;-)penso alla mia sorellina Choi, a Shelina, a Eun Ji e a tutti gli educati e chiacchieroni ragazzi koreani che mi è capitato, fortunatamente, di incontrare e conoscere. all'affetto che mi hanno saputo dimostrare. soprattutto nei momenti no. un esempio? il giorno dopo il licenziamento, quando ci stavamo ancora tutti chiedendo il come ed il perchè, nel tentativo di consolarmi Choi mi dice 'stai tranquillo che si sistema tutto. e comunque, se ti dovessero servire pannocchie, non hai che da dirmelo'. con riferimento al fatto che, nel nostro posto di lavoro, oltre ai fagiolini si lavorava anche sui corn. e, a giornata lavorativa completata, potevamo prendere e portare a casa quante pannocchie volevamo :-).penso a Toshyha, a Megumi e a tutti i ragazzi giapponesi che, anche se non capiscono un capsus di quello che gli hai chiesto, ti rispondono comunque con un 'si si' :-). sempre pronti a riempirti di complimenti e ad offrirti una assaggio, ma anche più, di quella che è decisamente l'unica cucina al mondo in grado di competere, per ricchezza ed originalità, con la cucina italiana. passata agli annali, alla voce PAUUUUURA!!!, una zuppa di zucca che, al solo pensiero, mi mette in circolo un'acquolina in bocca difficile da contenere.penso a Sabine, copia spiccicata di marina Massironi quando faceva la tedesca negli sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo. penso ad Alex, un nume una garanzia.penso a tutti i soprannomi che io e Marco, strada facendo, stavamo trovando a a tutti gli abitanti del Bowen Backpackers. a Gigetto, a Samantho e all'altro, alle tre pazze ed alle tre minnute. all'innominato, che mi salutava sempre in spagnolo nonostante la sua provenienza koreana e che, ogni tanto, mi chiedeva 'come sta?'.a Max e a Jean, sui quali è impossibile aggiungere altro. a Philippe, che magari rivedrò a Sydney in novembre. agli estoni, al vero Sven, al finto Sven e all'altro. sul finto Sven, sulle cataste di stonzate che racconta tutti i giorni, ci sarebbe da scrivere un blog lungo 675 pagine. vi dovrete accontentare di sapere che sua madre è la segretaria, o una cosa del genere, del presidente del consiglio estone (che nessuno pensi alla stagista... ;-)). ma soprattutto che, in questo periodo, sta lavorando a bowen a spaccarsi il culo per 100$ al giorno e a lavorare un giorno si e magari 4 no ma che, dal mese di novembre, andrà a lavorare su una barca dove lo pagheranno decine di migliaia di dollari al mese! gente di un certo livello :-).a tutti quelli coi quali ho parlato solo una volta o a quelli che, per me, rappresentavano solo il contorno. a scroto, soprannominato così perchè continuava a mostrare, fiero, il suo stupido e rischioso piercing.alla chitarra suonata, quasi ininterrottamente, da Lee e da David. quella melodia improvvisata sulla veranda difficilmente abbandonerà le mie orecchie.penso a Marco, che può ancora godere di tutte queste banali e ripetitive cose. si chiude una porta e si apre un portone. speriamo va... :-)

lunedì 11 agosto 2008

prosciutto crudo e mozzarella

perchè a volte, la nostalgia, trova anche questi strani modi per manifestarsi. nell'attesa che qualcosa si muova, che qualcuno, finalmente, si decida a chiamare anche noi per raccogliere questi cazzo di pomodori, ma soprattutto nell'attesa di iniziare il corso di inglese, le mie giornate trascorrono tra, spesso ripetuti, film in lingua inglese, con sottotitoli non sempre comprensibili, qualche ora di mare ogni tanto e tanto cibo. buon cibo, una volta tanto. cibo cucinato, non chimico. cucinato da me, ovviamente :-). ma può anche succedere che, durante una travagliata notte, soprattutto a causa dell'eccessiva mole di cibo ingerito, mi ritrovo a combattere con caldo o freddo a tratti eccessivi, mosche e zanzare, sono che tanto fulmineamente arriva e, nella stessa maniera con cui arriva, nella stessa maniera se ne va via. tra sogni vario genere. ed è proprio in mezzo a questa miriade di facce, conosciute e non. di situazioni già vissute, o qualcuna, magari, ancora da vivere (o a venire). tra sapori ed odori che conosco, che mi mancano o dei quali sto magari eccedendo in questo periodo, mi ritrovo, sveglio di soprassalto, con l'acquolina in bocca. e non figurara, reale! reale come quella di un neonato davanti al seno, succulento e grondante di latte, della giovane mamma. ed anche nel mio sogno, in qualce modo, il latte c'entra. non ricordo bene se un piatto, un contenitore, una cesta o una tavolata intera. ho nella mente, e sulla lingua, soltanto il ricordo di due immagini. due immagini che diventano rapidamente sapori. sapori provati, sapori goduti. prosciutto crudo, san daniele e mozzarella. mozzarella vera, magari anche di bufala. il sapore è chiaro, inequivocabile. ma non così definito, purtroppo. non fino a questo punto almeno. ma sicuramente non quella sottospecie di scamorza, anche da grattuggiare, che sono soliti, qui in Australia, chiamare mozzarella. mozzarella insomma, sapete bene di cosa sto parlando. bianca, fresca, morbida, succulenta. grondante di latte. tutto quello che per voi è ovvio. tutto quello che per me, in questo momento, è solo un sogno. un sogno ad occhi aperti. un sogno che moltiplica la mia saliva istantaneamente, al solo, ripetuto, pensiero. solo nella mia mente, solo nei miei desideri. san daniele e beata,prevalentemente rotonda, goduria per le papille gustative, quando potrò riassaporarvi? nella consapevolezza che il tempo non può cancellare il ricordo di gusti, ahimè, per il momento accantonati.

Boogie River Bush House

ed eccomi qua a parlare di una tra le esperienze più strane e, per certi versi brutte, della mia vita. quest'esperienza ha un nome, Boogie River Bush House. questo molto poco ridente 'ostello per lavoratori', sempre che così si possano chiamare una serie di baracche di alluminio e ferro sperdute ad una quarantina di minuti in macchina dal paese più vicino, completamente immerso nel nulla più totale, dove io e Marco abbiamo avuto la 'fortuna' di vivere 3 tra i più tribolati giorni delle nostre vite. iniziamo dal principio.siamo ad Airlie Beach, rinomato centro turistico-balneare del nord Queensland. ci sono Pablo e Maxime, come spesso negli ultimi tempi. c'è Sara, una ragazza tedesca che viveva nel nostro stesso ostello a Balmain, Sydney, con due sue amiche. ovvio che nè noi nè Sara sapevamo di trovarci nello stesso posto, negli stessi giorni. ci siamo semplicemente incontrati in spiaggia. e da lì risate, tante feste, un dopocena tutti insieme, ed un saluto pomeridiano carico di 'ci dobbiamo rivedere per forza', 'buon proseguimento di vacanza', 'have fun and take care'.siamo ad Airlie Beach un pò per goderci il meraviglioso clima invernale che solo una zona sub-equatoriale può offrirti, un pò perchè siamo proprio in mezzo al centro di raccolta di pomodori e vegetali in genere, quella che dovrebbe essere la nostra prossima destinazione. ed è proprio per questo che subissiamo i numeri governativi, i centri turistico-lavorativi e tutti i numeri di fattorie dei quali siamo in possesso, alla ricerca di un lavoro perlomeno bimestrale. durante i primi 3 giorni riceviamo solo risposte scoraggianti, del tipo 'non è questo il periodo migliore per trovare lavoro', 'il raccolto quest'anno non è dei megliori' o 'per il momento siamo a posto, prova a richiamare tra 15 giorni'. ma noi non ci scoraggiamo e continuiamo a chiamare. la ruota, prima o poi deve girare. e la ruota sembra davvero girare quando leggiamo un annuncio su una bacheca, che dice che cercano Farm Hand, una sorta di aiuto-fattori, a due ore circa di autobus da Airlie Beach. tutto perfetto anche perchè, dopo aver chiamato, una signora ci dice che si, hanno bisogno di ragazzi ma che lei non ne è sicura perchè è in genere il marito ad occuparsi di queste cose. marito che, al momento, non è presente ma dal quale ci farà richiamare in una ventina di minuti. inutile dire che torniamo a casa belli soddisfatti, intanto perchè forse abbiamo trovato lavoro e poi soprattutto perchè, questo lavoro, sembra essere più interessante di quello che avevamo preventivato. ovvero non tutti i giorni sotto il sole a raccogliere pomodori ma aiuto-fattore, ovvero un giorno una cosa, magari guidare il trattore per arare un campo, un giorno un'altra, tipo aiutare a partorire una vacca. attenzione, non è un mio viaggio onirico quello di cui sto parlando. alcuni nostri amici hanno fatto questa esperienza (far partorire una vacca, intendo. ho anche visto il video di una ragazza tedesca che infilava il braccio, non vi posso dire dove ma lo potete bene immaginare, per vedere se effettivamente la vacca era gravida. il braccio fin quasi alla spalla... BRIVIDI!!!) quindi so di cosa parlo. cioè, sappiamo che sarà dura ma perlomeno avremo la possibilità di imparare qualcosa. siamo talmente elettrizzati che non sappiamo se aspettare l'esito della telefonata prima di fare la doccia. ma, passata un'ora circa, la telefonata non arriva. ci diciamo che forse nessuno ci richiamerà, ci mettiamo una pietra sopra, e ci prepariamo per la serata a base di barbeque in riva al mare e vino rosso. curiosità. in questa parte di mondo il gioco delle maree la fa da padrone. per dirla in parole semplici, di giorno il mare si ritrae, lasciando spazio ad una cazzo di laguna che non permette la balneazione. ma la sera, diciamo dal tramonto all'alba, la marea imperiosamente si alza, regalando paesaggi degni di cartolina. come il quadro che si anima, nel finale di Carlito's way, per chi avesse avuto la fortuna di vederlo :-). andiamo a dormire attorno alle 2 del mattino, dopo una breve parentesi in una specie di discoteca dove marco sfoggia il suo oramai celeberrimo passo alla Gip ;-). verso le 6, ovvero circa 4 ore dopo, capisco che è proprio il cazzo di cellulare di marco a squillare. impossibile confonderlo con qualcos'altro. la sua suoneria, che poi è una cazzo di canzone, è così fastidiosa e prorompente che, pure tra mille, sarei in grado di riconoscerla. che poi perchè cazzo non abbia spento il cellulare prima di andare a dormire un giorno me lo dovrà pur spiegare. provo a riaddomentarmi ma oramai il sonno è andato. aspetto che marco ritorni per comunicarmi qualche sensazionale nuova. perchè, solo in quel caso, il mio cazzo di nervosismo potrebbe, per un attimo, forse assopirsi. inutile dire che questo è solo l'inizio della tre giorni di super stress. la news è questa. il lavoro c'è ma dobbiamo arrivare in fattoria il giorno stesso, perchè il giorno dopo c'è già da lavorare. sono adesso quasi le 8, perchè prima di rientrare marco si era già andato ad informare sugli orari dei pullman da Airlie Beach per Bowen e da Bowen per Binbee. il risultato è che dobbiamo partire attorno alle 14 perchè l'ultimo bus per Binbee parte intorno alle 16, e ci vogliono poco meno di due ore per raggiungere Bowen. prepariamo velocemente i bagagli perchè entro le 10 dobbiamo aver fatto colazione, raccolto la nostra roba e lasciato l'ostello. mettiamo le borse in camera di pablo e maxime, facciamo colazione, andiamo a pagare il biglietto del bus. dopo un paio d'ore passate per lo più passeggiando e cercando di far sbollire la rabbia per questa cazzo di partenza improvvisa, ci ritroviamo alle 14 in punto alla fermata dell'autobus. rabbia giustificata dal fatto che proviamo a richiamare James (questo è il nome di quello che ancora crediamo essere un fattore) per chiedere se possiamo rinviare il nostro arrivo di un giorno perchè a) prima di arrivare lì dobbiamo fare la spesa per tutta la settimana a venire, in quanto il posto è leggermente fuorimano b) comperare delle scarpe ad hoc per l'imminente esperienza lavorativa. anche perchè ho solo due paia di scarpe con me, di cui uno sono i sandali! c) salutare come si deve il mitico Pablo che presumibilmente non rivedremo più, almeno non in Australia, perchè alla fine del mese torna in Spagna d) cercare di non perdere i 20 dollari di ostello che avevamo precedentemente pagato per la notte a venire. e sicuramente anche qualcos'altro che, in questo momento,non riesco più a ricordare). ma james ci dice che no, che non possiamo arrivare il giorno dopo perchè il lavoro è davvero tanto, ed è urgente. ok, partiamo di fretta ma almeno abbiamo lavoro assicurato. poco male. se non fosse che, non appena arrivati alla stazione degli autobus, qualcuno ci comunica che il nostro, di bus, viaggia con quasi 5 ore di ritardo! marco è triste, io neanche tanto. probabilmente dovremmo passare un'altra notte ad Airlie Beach, come precedentemente programmato. probabilmente perchè lo stronzo di james non ci risponde, e marco ha paura a cambiare il biglietto del bus perchè, dice lui, 'magari questo stronzo pensa che lo abbiamo fatto apposta a perdere il bus'. problema che non mi tocca minimamente in quanto so di aver ragione, e non mi va di dormire per strada una notte a bowen se nessuno viene a prenderci. e poi si fa anche spazio la prospettiva di dover arrivare a bowen sul tardi, andare a dormire verso mezzanotte la notte prima del primo giorno di lavoro, consapevoli che la sveglia è già fissata per le 5e20 circa del mattino. chiaro che non sprizzo entusiasmo da tutti i pori. aspettiamo comunque che questo grande figlio di puttana di james ci richiami, cose che avviene dopo le 5 del pomeriggio, a confermare un trand che, per tre giorni consecutivi, non sarà mai disilluso, e questi ci conferma che dobbiamo arrivare a bowen in giornata e che vede di trovare lui qualcuno che ci possa venire a prendere in città. ci conferma che tra bowen e la fattoria ci sono circa 40 minuti di strada in macchina, se le cose vanno bene. e ci dice anche che prova lui a chiamare la ditta degli autobus per saperne di più su questo ritardo. leggo semplicemente questa cosa come un tentativo di mettere in dubbio la nostra parola. nonchè come uno stupido, infantile tentativo di controllare, anche se solo per un breve lasso di tempo, le nostre dubbiose vite. ovviamente scatto come una molla. non ho fatto 16mila km per permettere ad uno stronzo di canadese (a quel punto abbiamo anche scoperto che non è neanche australiano!) di decidere per me. accetto comunque di partire, e questo soltanto perchè, in caso contrario, sarei stato costretto ad uccidere marco che, in questo momento più che mai, si ritrova nel pallone più totale. mi dice che è stanco di telefonare per cercare lavoro (perchè è lui che telefona ai numeri che, mano a mano, ci capita di trovare) e che, secondo lui, potrebbe anche essere una buona occasione per mettere qualche soldo da parte. concordo con lui, in quanto confidiamo ancora di iniziare a lavorare il giorno precedente. poveri fessi. prendiamo questo cazzo di bus, che arriva in Bowen alle 20, solo grazie all'aiuto di pablo che ci dà una mano coi bagagli. salutiamo, ringraziamo, e partiamo alla volta della nuova esperienza. ad accoglierci a bowen saranno un ragazzo italiano che lavora in fattoria, e forse un altro ragazzo o una ragazza. inutile dire che ci aspettiamo il solito contadino italiano, magari veneto, solitario, silenzioso e magari anche ubriaco. come a dire, nonostante ci sia un altro intaliano in fattoria dovete comunque cavarvela da soli. e la sorpresa è davvero grande quando ci ritroviamo davanti un rastone palermitano, tanto simile a Lino (per chi dovesse conoscerlo...) nei tempi d'oro, che si chiama Francesco e che ci chiede se vogliamo andare a prendere una birra prima di partire perchè in fattoria è impossibile bere altro che non sia quello che lo stesso james ti vende. il sentore inizia a farsi puzza. 'da quanto tempo stai in fattoria?', 'tre mesi circa', 'e quanto di questo tempo lo hai impiegato lavorando?', 'tre settimane circa. ma adesso le cose andranno meglio, la stagione dei pomodori è appena iniziata'. se lo dici tu! arriviamo 'unni lassà i scarpi u Signuri' poco prima di mezzanotte e, ad accoglierci, troviamo una sottospecie di Tomas Millian che, stringendoci tristemente la mano, ci dice 'chi di voi due è francesco? io sono james. ce lo avete il sacco a pelo? no? allora vi prendo una coperta a testa. ce l'avete la patente vero? domani non lo so se lavorate. se si vengo a svegliarvi direttamente io domattina, diciamo verso le 5 e 30'. inutile aggiungere che tutto ciò ha qualcosa di angosciante! molto più di qualcosa. il nostro alloggio è composto da una struttura in alluminio e ferro, grande come la casa di pollicino, divisa in due calorose ed accoglienti camere da letto, ciascuna con tre letti a castello, ed una comoda cucina completamente all'aperto. nessun problema di giorno, dove la temperatura della cucina scopriremo essere piacevolmente calorosa, e delle camere da letto decisamente vivibile. non lo stesso si può dire della notte. decisamente fresca in cucina, assolutamente gelida in camera da letto. camera che da lì a poco, nel linguaggio mio e di marco, diventerà la stalla! roba che, di coperte, ce ne servirebbero almeno 3/4 a testa! e dove puoi comodamente svegliarti, la mattina, col naso completamente ghiacciato. come a dire che sarà davvero un'esperienza indimenticabile! il bagno è la baracca situata giusto accanto alla nostra stalla. uniche cose positive l'acqua calda, ma veramente calda, che mi regala una delle docce più lunghe e rassicuranti del periodo australiano, e la carta igienica 'resistente e morbida', come recitava una famosa reclame di qualche anno fa. vi sembreranno strane queste precisasioni ma provate a vivere sei mesi nei vari ostelli australiani e poi possiamo riparlarne! inutile dire che, a quel punto, avevo già capito che l'indomani mattina potevamo dormire fino a tardi. nessuno sarebbe venuto a chiamarci. quindi perchè questo strano tipo ci aveva messo tutta questa fretta? qualche dubbio scompare dopo aver fatto la conoscenza della sua dolce metà, ovvero uno strano ibrido tra pina fantozzi, e la moglie preistorica dello stesso in 'Super Fantozzi'. nemmeno la mamma di lei, che la mattina seguente ci dice letteralmente 'non riesco a trovare il mio corpo', ci aiuta a fugare i nostri, crescenti, dubbi. al momento non avevamo ancora scoperto che puoi usare il termine body, letteralmente corpo, per dire qualcosa del tipo caro/cara. non stava quindi cercando il suo corpo, ma la sua cara (probabilmente la figlia) :-). errori di gioventù, linguisticamente parlando! il Boogie River Bush House puzza seriamente di caserma. arredamento spartano, cartelli che segnalano la possibilità di ricevere multe per qualsiasi stronzata possibile attaccati in tutti gli angoli dello stabilimento, orario per poter parlare col principale strettamente limitato alle due ore pomeridiane che vanno dalle 17 alle 19. perchè james non c'ha davvero un cazzo da fare per tutto il santo giorno ma, comunque vada, preferisce farlo da solo. contento lui! quando, all'interno del suddetto orario, ci rechiamo in quella che, per comodità, ci limiteremo a chiamare reception, tutti i restanti, in realtà pochi, dubbi volano via come fossero cenere. la stanza è piena di bibbie e di immagini sacre, di scritte inneggianti alla redenzione dai peccati ed al perdono, i colori sono cupi e soffocanti, l'arredamento medioevale. roba che umberto eco non avrebbe davvero saputo fare di meglio. la situazione che mi dipinge davanti agli occhi è la seguente. james, oltre ad aver ricevuto un'educazione a base di parola di dio modificata in base alle convenienze del caso e violenza domestica, deve assolutamente aver fatto qualcosa di grave in canada, talmente grave ai suoi occhi che solo l'esilio forzato e la sofferenza perenne avrebbero probabilmente potuto offuscarne il ricordo. la mia mente vola subito all'omicidio del padre o ad una storia alla Unabomber. credo seriamente di non esserci andato troppo lontano. gli si legge serenamente negli occhi la convinzione di star portando avanti un progetto che Dio gli ha personalmente chiesto di realizzare. non per creare stupide discussioni ma le fondamente del progetto, come quasi tutto quello che è stato realizzato in nome di Dio negli ultimi due mila anni di storia, sono basate sulla menzogna e sul furto di denaro altrui. siamo costretti a pagare una settimana di affitto anticipata, perchè altrimenti la notte seguente possiamo anche dormire tra i canguri e gli strani tacchini australiani, nonchè ci viene proposto di firmare un contratto, mensile, di lavoro nel quale troviamo citati solo quelli che solo i nostri doveri e niente, ma proprio niente, riguardante quelli che dovrebbero essere i nostri diritti. james non è un fattore, è soltanto un gestore di un ostello per lavoratori che, gentilmente, e per la modica cifra di 130 dollari cadauno (divisi come segue. 30 dollari soltanto per il fatto che Dio-James si sta scomodando dal suo perenne silenzio per cercare di aiutarti a trovare lavoro. anche se nessuno sa davvero per quando e per quanto tempo te lo troverà! e 100 dollari di deposito, restituibili alla fine del soggiorno nella sua elegante dimora, a patto che tu non incorra in qualcuna delle sue terrificanti sanzioni. qualche esempio? 5 dollari a testa, tutte le persone della casa, ovvero circa 60 dollari in totale, tutte le volte che Pina trova una forchetta o un piatto sporchi nel lavandino. o magari anche lavati ma non asciugati e riposti negli spazi adibiti ad essi. spazio che consiste in un cazzo di scaffale di legno putrido nella già citata cucina a cielo aperto! oppure 30 dollari se, quando restituisci la coperta alla fine del salutare soggiorno, il mitico ci trova sopra una qualsivoglia macchia di qualsiasi natura possibile. non è che prova a lavarla prima! e preferisco non soffermarmi sulla puzza di cadavere che usciva rispettivamente dalla coperta stessa, dalle lenzuola gentilmente fornite sempre dallo stesso, nonchè dal materasso modello Luigi XVI. dove per modello intendo soltanto il periodo storico di provenienza! roba che, a dormire col naso tappato, rischi comunque un attacco allergico di quelli mai visti prima). siamo, a quel punto, talmente nel pallone da convincerci che 'oramai siamo qui, tantovale provare'. due giorni e soprattutto due terrificanti e gelide notti trascorse dopo, ovviamente senza lavoro e senza che lo stronzo ti dica una parola circa quello che ti era stato promessa e non mantenuto, conveniamo che forse è davvero il caso di tagliare la corda. in effetti non conveniamo. diciamo che mi sento costretto a mettere marco, che ancora dalla bolla d'acqua non è completamente uscito, alle corde. gli dico che, non so lui, ma io vado via sicuramente. lui non dice niente ma so già che mi seguirà. prima di comunicare il tutto a James, ovviamente tra le 17 e le 19, gli chiediamo delucidazioni sul lavoro per il giorno seguente. ci dice che, disgraziatamente, i camionisti sono in sciopero e che, per il giorno seguente almeno, lavoro ancora non ce n'è. forse il giorno dopo ancora. è proprio lì che gli dico che io me ne vado. e lui 'quindi quando mi telefonano per il lavoro di sabato devo dire che ci siete o che non ci siete?'. 'ma se hai detto solo 2 minuti fa che non si sa ancora se il lavoro sabato c'è o meno???'. e lui, 'no, prima ti ho detto che sabato il lavoro c'è sicuro!'. FOTTITI JAMES.

chiediamo come fare per raggiungere la fermata dell'autobus più vicina, il mattino seguente, e lui ci dice, serenamente, di andare a piedi o di cercare un passaggio, tra i ragazzi, alle 6 del mattino. l'autobus è alle 10! nel contratto c'era anche scritto che lui avrebbe dovuto accompagnarci alla fermata il giorno in cui noi avremmo deciso di lasciare la regal dimora. anche perchè, carichi di bagagli, non è davvero semplice percorrere i quasi 4 km di sterrato, sotto il sole e tra sali e scendi a ripetizione. ma non voglio più niente da te, james. preferisco partire alle 8 e farmela con comodo. per dirla tutta, tanto comoda, il mattino seguente, non sarà. ma la voglia di andare via è tanta, troppa. e lo stress accumulato in 3 giorni di prigionia non vede l'ora di essere smaltito. adieu james. o magari au revoir, my darlin'. tu e la tua fottuta famiglia, le tue fottute proprietà, le tue fottute, stupide, convinzioni. ed è proprio in questi momenti che mi auguro che un Dio, consapevole ed intellettualmente superiore, esista. ché, se così fosse, la mia preghiera andrebbe sicuramente esaudita. ed i miei sforzi, primo tra tutti quello per auto-convincermi a non appiccargli un super-mega incendio in loco, premiati. è una ruota che gira. una ruota che oggi ti ha detto bene ma domani chissà. il futuro è bello anche, e soprattutto, per questo. perchè non sai mai davvero cosa può riservarti. ma puoi serenamente augurarti che nessuno mi chieda mai, gentilmente o meno, di decidere per il tuo, di futuro. ché, in quel caso, saresti davvero fottuto!!!

ps
quasi dimenticavo una cosa. le multe venivano recapitate agli utenti ovviamente non per via orale. ché, come dicevo già prima, James era sempre troppo occupato a non fare un cazzo ma a farlo da solo, per poter proferire parola ad alcuno. la mattina, appena sveglio, ti trovavi un cartellino rosso, con su scritto il motivo della multa e l'ammontare, appiccicato alla parete accanto ai fornelli. non ci posso davvero credere, il secondo cartellino rosso della mia vita. sei in buona compagnia compagnia adesso, comitini-racalmuto! ;-)