sabato pomeriggio vado al ristorante, the barn, dove avevo fatto la prova la domenica precedente e, finalmente, riesco a beccare una delle boss, ovvero Gee, la quale mi dice che, se voglio, posso già iniziare lunedì alle 10. esattamente prima mi chiede se ho già firmato il #*§§^£] (parola che alle mie orecchie suona incomprensibile. penso bene di non chiedere nuovamente cosa mi avesse detto). deduco che probabilmente mi ha chiesto se avevo compilato il form che serve per poter effettuare il trial, ovvero la prova. come mi sbaglioooooo.
mi chiede se sono disposto a lavorare full time, ed io rispondo che per me va strabene. mi dice che i ristoranti in realtà sono due, il più grande a rozelle (3 minuti a piedi da casa), il più piccolo a mosman (circa un'oretta col bus). cosa che io sapevo perchè c'aveva già lavorato marco. esattamente mi chiede se sapevo dell'esistenza dell'altro ristorante. rispondo che si. ma quando mi dice che ci rivediamo lunedì alle 10 io capisco, errando, che ci rivediamo a mosman!!!puttanata più grande non mi poteva succedere!
sveglia alle 7e30, mal di stomaco come prima dei compiti in classe (mi succede sempre quando sono emozionato. non posso farci niente, devo conviverci e basta), doccia bollente, colazione rapida, pantalone nero elegante (quello, osceno, da cameriere ancora non ce l'ho. e, per il momento, non intendo comprarlo!), capelli cotonatissimi (cazzo come mi crescono velocemente. esattamente, in questo preciso momento, in testa c'ho un pagliaio! altro che nicolò fabi...) e felpina che l'aria è bella fresca. vado a prendere il primo dei due pullman necessari, cambio rapido alla stazione di Wynyard per prendere il secondo bus che, tra l'altro, è lì ad aspettarmi! :-)chiedo al simpatico autista se può indicarmi quando siamo nelle vicinanze di via middle head (mezza testa*, qualcosa dovevo pur sospettare... si usa in tutta italia questa espressione o fa solamente parte del gergo della mia famiglia? attendo conferme) e scendo quando lui mi indica di farlo. marco mi aveva suggerito di camminare per una decina di minuti finchè non mi fossi trovato (sulla destra o sulla sinistra l'ho, ovviamente, dimenticato) accanto ad un campo di calcio. che non è che ce ne siano poi tanti qui. credo sia solo il secondo che vedo. comunque, passo a fianco del campo sportivo, prendo la prima stradina sulla destra (anche se, ad un certo punto, il ricordo della voce di marco che mi dice di prendere la SECONDA di strada dopo il campo mi risuona come una campana, la domenica mattina, in piazza a Comitini), torno indietro dopo essermi aggirato, con aria a dir poco sospetta, per un villaggio che sapeva tanto di città-alloggio per soldati (tipo 'Agli ordini papà', qualcuno ricorda?), ed imbocco finalmente la strada giusta. due minuti è mi ritrovo il The Barn davanti. e non solo quello. anche una splendida vista su un promontorio da togliere il fiato. a strapiombo sul mare. credo di aver visto qualcosa del genere in qualche foto della fra, ecco. diciamo a metà strada tra le isole britanniche e le colonne d'ercole dei sogni da bambino. una meraviglia!
inutile dire che ero in preda al sempre di moda 'ci vado, non ci vado'. ok, decido che ci vado. entro e mi si fa incontro una ragazza dai chiari tratti somatici asiatici che mi saluta e mi chiede cosa può servirmi. inizio a spiegarle la cosa mentre intravedo, dietro al bancone, uno dei due ragazzi milanesi, Ale, che lavorano nel mio stesso ristorante e che ho conosciuto durante il giorno di prova. spiego ad entrambi, nel mio scandaloso inglese, qual'è la situazione. ovvio che mi dicono che non ne sanno niente. cioè, l'unica cosa certa è che quel preciso giorno, ovvero oggi, lì ci lavorano loro due, il cuoco e basta. non so come mai ma la cosa non mi stupisce più di tanto ;-).
la ragazza, gentilissima come tutti gli altri, mi chiede se voglio qualcosa mentre lei prova a chiamare Gee. prendo un caffè e scambio 4 chiacchiere con alessandro, il quale mi dice che forse il caso è nato a causa del fatto che la ragazza che si occupa delle assunzioni la settimana scorsa era in vacanza, tipo a melbourne, e quindi in mancanza sua qualche casino potrebbe essere pur nato. mi dice anche che gli sembra strano che Gee mi abbia chiesto se avessi firmato il form per la prova ma che, al limite, mi aveva chiesto se avessi già firmato il contratto. a questa cosa avevo già pensato anch'io. ed a causa di ciò domenica ero tornato a chiedere spiegazioni. peccato che, mancando i boss, nessuno sia stato in grado di dirmi niente.
vabbò, insomma, la frittata si concretizza quando la ragazza asiatica, uscita dalla sala dalla quale aveva telefonato a Gee (o a chi per lei) con un sorriso a 675 denti, mi spiega che devo aver capito male le indicazioni perchè loro mi aspettavano nella sede principale, ovvero a 100 metri e poco più da casa mia!!! e tra l'altro risultava in effetti che avrei dovuto lavorare forse anche stamattina. risata generale, la mia leggermente meno convinta delle altre, ringrazio, saluto, e mi avvio sulla strada del ritorno. la ragazza, tra l'altro, mi dice anche che numero di bus prendere. davvero gentile.
ci metto la classica oretta scarsa, e rieccomi davanti alla faccia sorridente di Gee, alla quale non riesco a dire altro se non che sono pazzo dalla nascita! risatina, ed arriva la tipa delle assunzioni. compilo moduli per una mezz'oretta, mi consegna la maglia con la quale dovrò lavorare, mi chiede quante ore voglio lavorare ed io le rispondo anche tutti i giorni, preferibilmente 20 ore su 24! no, scherzo :-). le dico che full-time sarebbe decisamente meglio. dice, o almeno credo, che per il momento la casella su con che modalità mi stanno assumendo la lascia libera. mi dice che va un attimo a chiedere a Gee su quando devo lavorare e ritorna. passano quei soliti dieci minuti, nei quali ne approfitto per studiare qualche verbo (a proposito, ma lo sapevate che 'wind', letto guaind, esiste davvero??? se lo leggi guind è il vento, ma questa la sappiamo tutti. se lo leggi guaind, to wind, significa invece rilassarsi! strani sti inglesi). torna e mi comunica che lavoro sabato mattina, per 6 ore, a mosman. me lo ripete due volte. la mia faccia da ebete non stava a significare che non avessi capito ma soltanto che ci ero rimasto male che, a causa probabilmente di questa puttanata che avevo combinato, il mio contratto full-time se ne andava a farsi benedire. aggiunge, simpaticamente, che sabato ci sarà anche lei. ed io, che faccio il figo perchè sono convinto di saper lavorare bene, e meglio di tanti altri, se solo mi mettono nelle condizioni di farlo, ho intenzione di sfoderare sabato la mia migliore prestazione lavorativa possibile, in modo da poter chiedere, se tutto va bene già domenica stessa, la, non so fino a che punto possibile, assunzione full-time!
che è meglio sia per il mio tempo libero che per la mia saccoccia!!! :-D
see ya
*dicesi 'mezza testa' di persona sbadata o, a volte, stordita proprio, che, nel tentativo di fare qualcosa (organizzare, pensare, agire), dimentica sempre di portarla a termine. o, perlomeno, dimentica buona parte dei passaggi intermedi. per esempi cercare, neanche tanto attentamente, nel catalogo multisfaccettato della mia vita...
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3 commenti:
e meno male che sono io la stordita...:-D
kiki
si ma io almeno mi prodigo con l'inglese, tu invece perseveri con la lingua madre... ;-)
che è peggio!!!
franci
:-D
:-D
:-D
sei stupendo. e qua ci metto un punto.
franci
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