ed eccomi qua a parlare di una tra le esperienze più strane e, per certi versi brutte, della mia vita. quest'esperienza ha un nome, Boogie River Bush House. questo molto poco ridente 'ostello per lavoratori', sempre che così si possano chiamare una serie di baracche di alluminio e ferro sperdute ad una quarantina di minuti in macchina dal paese più vicino, completamente immerso nel nulla più totale, dove io e Marco abbiamo avuto la 'fortuna' di vivere 3 tra i più tribolati giorni delle nostre vite. iniziamo dal principio.siamo ad Airlie Beach, rinomato centro turistico-balneare del nord Queensland. ci sono Pablo e Maxime, come spesso negli ultimi tempi. c'è Sara, una ragazza tedesca che viveva nel nostro stesso ostello a Balmain, Sydney, con due sue amiche. ovvio che nè noi nè Sara sapevamo di trovarci nello stesso posto, negli stessi giorni. ci siamo semplicemente incontrati in spiaggia. e da lì risate, tante feste, un dopocena tutti insieme, ed un saluto pomeridiano carico di 'ci dobbiamo rivedere per forza', 'buon proseguimento di vacanza', 'have fun and take care'.siamo ad Airlie Beach un pò per goderci il meraviglioso clima invernale che solo una zona sub-equatoriale può offrirti, un pò perchè siamo proprio in mezzo al centro di raccolta di pomodori e vegetali in genere, quella che dovrebbe essere la nostra prossima destinazione. ed è proprio per questo che subissiamo i numeri governativi, i centri turistico-lavorativi e tutti i numeri di fattorie dei quali siamo in possesso, alla ricerca di un lavoro perlomeno bimestrale. durante i primi 3 giorni riceviamo solo risposte scoraggianti, del tipo 'non è questo il periodo migliore per trovare lavoro', 'il raccolto quest'anno non è dei megliori' o 'per il momento siamo a posto, prova a richiamare tra 15 giorni'. ma noi non ci scoraggiamo e continuiamo a chiamare. la ruota, prima o poi deve girare. e la ruota sembra davvero girare quando leggiamo un annuncio su una bacheca, che dice che cercano Farm Hand, una sorta di aiuto-fattori, a due ore circa di autobus da Airlie Beach. tutto perfetto anche perchè, dopo aver chiamato, una signora ci dice che si, hanno bisogno di ragazzi ma che lei non ne è sicura perchè è in genere il marito ad occuparsi di queste cose. marito che, al momento, non è presente ma dal quale ci farà richiamare in una ventina di minuti. inutile dire che torniamo a casa belli soddisfatti, intanto perchè forse abbiamo trovato lavoro e poi soprattutto perchè, questo lavoro, sembra essere più interessante di quello che avevamo preventivato. ovvero non tutti i giorni sotto il sole a raccogliere pomodori ma aiuto-fattore, ovvero un giorno una cosa, magari guidare il trattore per arare un campo, un giorno un'altra, tipo aiutare a partorire una vacca. attenzione, non è un mio viaggio onirico quello di cui sto parlando. alcuni nostri amici hanno fatto questa esperienza (far partorire una vacca, intendo. ho anche visto il video di una ragazza tedesca che infilava il braccio, non vi posso dire dove ma lo potete bene immaginare, per vedere se effettivamente la vacca era gravida. il braccio fin quasi alla spalla... BRIVIDI!!!) quindi so di cosa parlo. cioè, sappiamo che sarà dura ma perlomeno avremo la possibilità di imparare qualcosa. siamo talmente elettrizzati che non sappiamo se aspettare l'esito della telefonata prima di fare la doccia. ma, passata un'ora circa, la telefonata non arriva. ci diciamo che forse nessuno ci richiamerà, ci mettiamo una pietra sopra, e ci prepariamo per la serata a base di barbeque in riva al mare e vino rosso. curiosità. in questa parte di mondo il gioco delle maree la fa da padrone. per dirla in parole semplici, di giorno il mare si ritrae, lasciando spazio ad una cazzo di laguna che non permette la balneazione. ma la sera, diciamo dal tramonto all'alba, la marea imperiosamente si alza, regalando paesaggi degni di cartolina. come il quadro che si anima, nel finale di Carlito's way, per chi avesse avuto la fortuna di vederlo :-). andiamo a dormire attorno alle 2 del mattino, dopo una breve parentesi in una specie di discoteca dove marco sfoggia il suo oramai celeberrimo passo alla Gip ;-). verso le 6, ovvero circa 4 ore dopo, capisco che è proprio il cazzo di cellulare di marco a squillare. impossibile confonderlo con qualcos'altro. la sua suoneria, che poi è una cazzo di canzone, è così fastidiosa e prorompente che, pure tra mille, sarei in grado di riconoscerla. che poi perchè cazzo non abbia spento il cellulare prima di andare a dormire un giorno me lo dovrà pur spiegare. provo a riaddomentarmi ma oramai il sonno è andato. aspetto che marco ritorni per comunicarmi qualche sensazionale nuova. perchè, solo in quel caso, il mio cazzo di nervosismo potrebbe, per un attimo, forse assopirsi. inutile dire che questo è solo l'inizio della tre giorni di super stress. la news è questa. il lavoro c'è ma dobbiamo arrivare in fattoria il giorno stesso, perchè il giorno dopo c'è già da lavorare. sono adesso quasi le 8, perchè prima di rientrare marco si era già andato ad informare sugli orari dei pullman da Airlie Beach per Bowen e da Bowen per Binbee. il risultato è che dobbiamo partire attorno alle 14 perchè l'ultimo bus per Binbee parte intorno alle 16, e ci vogliono poco meno di due ore per raggiungere Bowen. prepariamo velocemente i bagagli perchè entro le 10 dobbiamo aver fatto colazione, raccolto la nostra roba e lasciato l'ostello. mettiamo le borse in camera di pablo e maxime, facciamo colazione, andiamo a pagare il biglietto del bus. dopo un paio d'ore passate per lo più passeggiando e cercando di far sbollire la rabbia per questa cazzo di partenza improvvisa, ci ritroviamo alle 14 in punto alla fermata dell'autobus. rabbia giustificata dal fatto che proviamo a richiamare James (questo è il nome di quello che ancora crediamo essere un fattore) per chiedere se possiamo rinviare il nostro arrivo di un giorno perchè a) prima di arrivare lì dobbiamo fare la spesa per tutta la settimana a venire, in quanto il posto è leggermente fuorimano b) comperare delle scarpe ad hoc per l'imminente esperienza lavorativa. anche perchè ho solo due paia di scarpe con me, di cui uno sono i sandali! c) salutare come si deve il mitico Pablo che presumibilmente non rivedremo più, almeno non in Australia, perchè alla fine del mese torna in Spagna d) cercare di non perdere i 20 dollari di ostello che avevamo precedentemente pagato per la notte a venire. e sicuramente anche qualcos'altro che, in questo momento,non riesco più a ricordare). ma james ci dice che no, che non possiamo arrivare il giorno dopo perchè il lavoro è davvero tanto, ed è urgente. ok, partiamo di fretta ma almeno abbiamo lavoro assicurato. poco male. se non fosse che, non appena arrivati alla stazione degli autobus, qualcuno ci comunica che il nostro, di bus, viaggia con quasi 5 ore di ritardo! marco è triste, io neanche tanto. probabilmente dovremmo passare un'altra notte ad Airlie Beach, come precedentemente programmato. probabilmente perchè lo stronzo di james non ci risponde, e marco ha paura a cambiare il biglietto del bus perchè, dice lui, 'magari questo stronzo pensa che lo abbiamo fatto apposta a perdere il bus'. problema che non mi tocca minimamente in quanto so di aver ragione, e non mi va di dormire per strada una notte a bowen se nessuno viene a prenderci. e poi si fa anche spazio la prospettiva di dover arrivare a bowen sul tardi, andare a dormire verso mezzanotte la notte prima del primo giorno di lavoro, consapevoli che la sveglia è già fissata per le 5e20 circa del mattino. chiaro che non sprizzo entusiasmo da tutti i pori. aspettiamo comunque che questo grande figlio di puttana di james ci richiami, cose che avviene dopo le 5 del pomeriggio, a confermare un trand che, per tre giorni consecutivi, non sarà mai disilluso, e questi ci conferma che dobbiamo arrivare a bowen in giornata e che vede di trovare lui qualcuno che ci possa venire a prendere in città. ci conferma che tra bowen e la fattoria ci sono circa 40 minuti di strada in macchina, se le cose vanno bene. e ci dice anche che prova lui a chiamare la ditta degli autobus per saperne di più su questo ritardo. leggo semplicemente questa cosa come un tentativo di mettere in dubbio la nostra parola. nonchè come uno stupido, infantile tentativo di controllare, anche se solo per un breve lasso di tempo, le nostre dubbiose vite. ovviamente scatto come una molla. non ho fatto 16mila km per permettere ad uno stronzo di canadese (a quel punto abbiamo anche scoperto che non è neanche australiano!) di decidere per me. accetto comunque di partire, e questo soltanto perchè, in caso contrario, sarei stato costretto ad uccidere marco che, in questo momento più che mai, si ritrova nel pallone più totale. mi dice che è stanco di telefonare per cercare lavoro (perchè è lui che telefona ai numeri che, mano a mano, ci capita di trovare) e che, secondo lui, potrebbe anche essere una buona occasione per mettere qualche soldo da parte. concordo con lui, in quanto confidiamo ancora di iniziare a lavorare il giorno precedente. poveri fessi. prendiamo questo cazzo di bus, che arriva in Bowen alle 20, solo grazie all'aiuto di pablo che ci dà una mano coi bagagli. salutiamo, ringraziamo, e partiamo alla volta della nuova esperienza. ad accoglierci a bowen saranno un ragazzo italiano che lavora in fattoria, e forse un altro ragazzo o una ragazza. inutile dire che ci aspettiamo il solito contadino italiano, magari veneto, solitario, silenzioso e magari anche ubriaco. come a dire, nonostante ci sia un altro intaliano in fattoria dovete comunque cavarvela da soli. e la sorpresa è davvero grande quando ci ritroviamo davanti un rastone palermitano, tanto simile a Lino (per chi dovesse conoscerlo...) nei tempi d'oro, che si chiama Francesco e che ci chiede se vogliamo andare a prendere una birra prima di partire perchè in fattoria è impossibile bere altro che non sia quello che lo stesso james ti vende. il sentore inizia a farsi puzza. 'da quanto tempo stai in fattoria?', 'tre mesi circa', 'e quanto di questo tempo lo hai impiegato lavorando?', 'tre settimane circa. ma adesso le cose andranno meglio, la stagione dei pomodori è appena iniziata'. se lo dici tu! arriviamo 'unni lassà i scarpi u Signuri' poco prima d
i mezzanotte e, ad accoglierci, troviamo una sottospecie di Tomas Millian che, stringendoci tristemente la mano, ci dice 'chi di voi due è francesco? io sono james. ce lo avete il sacco a pelo? no? allora vi prendo una coperta a testa. ce l'avete la patente vero? domani non lo so se lavorate. se si vengo a svegliarvi direttamente io domattina, diciamo verso le 5 e 30'. inutile aggiungere che tutto ciò ha qualcosa di angosciante! molto più di qualcosa. il nostro alloggio è composto da una struttura in alluminio e ferro, grande come la casa di pollicino, divisa in due calorose ed accoglienti camere da letto, ciascuna con tre letti a castello, ed una comoda cucina completamente all'aperto. nessun problema di giorno, dove la temperatura della cucina scopriremo essere piacevolmente calorosa, e delle camere da letto decisamente vivibile. non lo stesso si può dire della notte. decisamente fresca in cucina, assolutamente gelida in camera da letto. camera che da lì a poco, nel linguaggio mio e di marco, diventerà la stalla! roba che, di coperte, ce ne servirebbero almeno 3/4 a testa! e dove puoi comodamente svegliarti, la mattina, col naso completamente ghiacciato. come a dire che sarà davvero un'esperienza indimenticabile! il bagno è la baracca situata giusto accanto alla nostra stalla. uniche cose positive l'acqua calda, ma veramente calda, che mi regala una delle docce più lunghe e rassicuranti del periodo australiano, e la carta igienica 'resistente e morbida', come recitava una famosa reclame di qualche anno fa. vi sembreranno strane queste precisasioni ma provate a vivere sei mesi nei vari ostelli australiani e poi possiamo riparlarne! inutile dire che, a quel punto, avevo già capito che l'indomani mattina potevamo dormire fino a tardi. nessun
o sarebbe venuto a chiamarci. quindi perchè questo strano tipo ci aveva messo tutta questa fretta? qualche dubbio scompare dopo aver fatto la conoscenza della sua dolce metà, ovvero uno strano ibrido tra pina fantozzi, e la moglie preistorica dello stesso in 'Super Fantozzi'. nemmeno la mamma di lei, che la mattina seguente ci dice letteralmente 'non riesco a trovare il mio corpo', ci aiuta a fugare i nostri, crescenti, dubbi. al momento non avevamo ancora scoperto che puoi usare il termine body, letteralmente corpo, per dire qualcosa del tipo caro/cara. non stava quindi cercando il suo corpo, ma la sua cara (probabilmente la figlia) :-). errori di gioventù, linguisticamente parlando! il Boogie River Bush House puzza seriamente di caserma. arredamento spartano, cartelli che segnalano la possibilità di ricevere multe per qualsiasi stronzata possibile attaccati in tutti gli angoli dello stabilimento, orario per poter parlare col principale strettamente limitato alle due ore pomeridiane che vanno dalle 17 alle 19. perchè james non c'ha davvero un cazzo da fare per tutto il santo giorno ma, comunque vada, preferisce farlo da solo. contento lui! quando, all'interno del suddetto orario, ci rechiamo in quella che, per comodità, ci limiteremo a chiamare reception, tutti i restanti, in realtà pochi, dubbi volano via come fossero cenere. la stanza è piena di bibbie e di immagini sacre, di scritte inneggianti alla redenzione dai peccati ed al perdono, i colori sono cupi e soffocanti, l'arredamento medioevale. roba che umberto eco non avrebbe davvero saputo fare di meglio. la situazione che mi dipinge davanti agli occhi è la seguente. james, oltre ad aver ricevuto un'educazione a base di parola di dio modificata in base alle convenienze del caso e violenza domestica, deve assolutamente aver fatto qualcosa di grave in canada, talmente grave ai suoi occhi che solo l'esilio forzato e la sofferenza perenne avrebbero probabilmente potuto offuscarne il ricordo. la mia mente vola subito all'omicidio del padre o ad una storia alla Unabomber. credo seriamente di non esserci andato troppo lontano. gli si legge serenamente negli occhi la convinzione di star portando avanti un progetto che Dio gli ha personalmente chiesto di realizzare. non per creare stupide discussioni ma le fondamente del progetto, come quasi tutto quello che è stato realizzato in nome di Dio negli ultimi due mila anni di storia, sono basate sulla menzogna e sul furto di denaro altrui. siamo costretti a pagare una settimana di affitto anticipata, perchè altrimenti la notte seguente possiamo anche dormire tra i canguri e gli strani tacchini australiani, nonchè ci viene proposto di firmare un contratto, mensile, di lavoro nel quale troviamo citati solo quelli che solo i nostri doveri e niente, ma proprio niente, riguardante quelli che dovrebbero essere i nostri diritti. james non è un fattore, è soltanto un gestore di un ostello per lavoratori che, gentilmente, e per la modica cifra di 130 dollari cadauno (divisi come segue. 30 dollari soltanto per il fatto che Dio-James si sta scomodando dal suo perenne silenzio per cercare di aiutarti a trovare lavoro. anche se nessuno sa davvero per quando e per quanto tempo te lo troverà! e 100 dollari di deposito, restituibili alla fine del soggiorno nella sua elegante dimora, a patto che tu non incorra in qualcuna
delle sue terrificanti sanzioni. qualche esempio? 5 dollari a testa, tutte le persone della casa, ovvero circa 60 dollari in totale, tutte le volte che Pina trova una forchetta o un piatto sporchi nel lavandino. o magari anche lavati ma non asciugati e riposti negli spazi adibiti ad essi. spazio che consiste in un cazzo di scaffale di legno putrido nella già citata cucina a cielo aperto! oppure 30 dollari se, quando restituisci la coperta alla fine del salutare soggiorno, il mitico ci trova sopra una qualsivoglia macchia di qualsiasi natura possibile. non è che prova a lavarla prima! e preferisco non soffermarmi sulla puzza di cadavere che usciva rispettivamente dalla coperta stessa, dalle lenzuola gentilmente fornite sempre dallo stesso, nonchè dal materasso modello Luigi XVI. dove per modello intendo soltanto il periodo storico di provenienza! roba che, a dormire col naso tappato, rischi comunque un attacco allergico di quelli mai visti prima). siamo, a quel punto, talmente nel pallone da convincerci che 'oramai siamo qui, tantovale provare'. due giorni e soprattutto due terrificanti e gelide notti trascorse dopo, ovviamente senza lavoro e senza che lo stronzo ti dica una parola circa quello che ti era stato promessa e non mantenuto, conveniamo che forse è davvero il caso di tagliare la corda. in effetti non conveniamo. diciamo che mi sento costretto a mettere marco, che ancora dalla bolla d'acqua non è completamente uscito, alle corde. gli dico che, non so lui, ma io vado via sicuramente. lui non dice niente ma so già che mi seguirà. prima di comunicare il tutto a James, ovviamente tra le 17 e le 19, gli chiediamo delucidazioni sul lavoro per il giorno seguente. ci dice che, disgraziatamente, i camionisti sono in sciopero e che, per il giorno seguente almeno, lavoro ancora non ce n'è. forse il giorno dopo ancora. è proprio lì che gli dico che io me ne vado. e lui 'quindi quando mi telefonano per il lavoro di sabato devo dire che ci siete o che non ci siete?'. 'ma se hai detto solo 2 minuti fa che non si sa ancora se il lavoro sabato c'è o meno???'. e lui, 'no, prima ti ho detto che sabato il lavoro c'è sicuro!'. FOTTITI JAMES.
i mezzanotte e, ad accoglierci, troviamo una sottospecie di Tomas Millian che, stringendoci tristemente la mano, ci dice 'chi di voi due è francesco? io sono james. ce lo avete il sacco a pelo? no? allora vi prendo una coperta a testa. ce l'avete la patente vero? domani non lo so se lavorate. se si vengo a svegliarvi direttamente io domattina, diciamo verso le 5 e 30'. inutile aggiungere che tutto ciò ha qualcosa di angosciante! molto più di qualcosa. il nostro alloggio è composto da una struttura in alluminio e ferro, grande come la casa di pollicino, divisa in due calorose ed accoglienti camere da letto, ciascuna con tre letti a castello, ed una comoda cucina completamente all'aperto. nessun problema di giorno, dove la temperatura della cucina scopriremo essere piacevolmente calorosa, e delle camere da letto decisamente vivibile. non lo stesso si può dire della notte. decisamente fresca in cucina, assolutamente gelida in camera da letto. camera che da lì a poco, nel linguaggio mio e di marco, diventerà la stalla! roba che, di coperte, ce ne servirebbero almeno 3/4 a testa! e dove puoi comodamente svegliarti, la mattina, col naso completamente ghiacciato. come a dire che sarà davvero un'esperienza indimenticabile! il bagno è la baracca situata giusto accanto alla nostra stalla. uniche cose positive l'acqua calda, ma veramente calda, che mi regala una delle docce più lunghe e rassicuranti del periodo australiano, e la carta igienica 'resistente e morbida', come recitava una famosa reclame di qualche anno fa. vi sembreranno strane queste precisasioni ma provate a vivere sei mesi nei vari ostelli australiani e poi possiamo riparlarne! inutile dire che, a quel punto, avevo già capito che l'indomani mattina potevamo dormire fino a tardi. nessun
o sarebbe venuto a chiamarci. quindi perchè questo strano tipo ci aveva messo tutta questa fretta? qualche dubbio scompare dopo aver fatto la conoscenza della sua dolce metà, ovvero uno strano ibrido tra pina fantozzi, e la moglie preistorica dello stesso in 'Super Fantozzi'. nemmeno la mamma di lei, che la mattina seguente ci dice letteralmente 'non riesco a trovare il mio corpo', ci aiuta a fugare i nostri, crescenti, dubbi. al momento non avevamo ancora scoperto che puoi usare il termine body, letteralmente corpo, per dire qualcosa del tipo caro/cara. non stava quindi cercando il suo corpo, ma la sua cara (probabilmente la figlia) :-). errori di gioventù, linguisticamente parlando! il Boogie River Bush House puzza seriamente di caserma. arredamento spartano, cartelli che segnalano la possibilità di ricevere multe per qualsiasi stronzata possibile attaccati in tutti gli angoli dello stabilimento, orario per poter parlare col principale strettamente limitato alle due ore pomeridiane che vanno dalle 17 alle 19. perchè james non c'ha davvero un cazzo da fare per tutto il santo giorno ma, comunque vada, preferisce farlo da solo. contento lui! quando, all'interno del suddetto orario, ci rechiamo in quella che, per comodità, ci limiteremo a chiamare reception, tutti i restanti, in realtà pochi, dubbi volano via come fossero cenere. la stanza è piena di bibbie e di immagini sacre, di scritte inneggianti alla redenzione dai peccati ed al perdono, i colori sono cupi e soffocanti, l'arredamento medioevale. roba che umberto eco non avrebbe davvero saputo fare di meglio. la situazione che mi dipinge davanti agli occhi è la seguente. james, oltre ad aver ricevuto un'educazione a base di parola di dio modificata in base alle convenienze del caso e violenza domestica, deve assolutamente aver fatto qualcosa di grave in canada, talmente grave ai suoi occhi che solo l'esilio forzato e la sofferenza perenne avrebbero probabilmente potuto offuscarne il ricordo. la mia mente vola subito all'omicidio del padre o ad una storia alla Unabomber. credo seriamente di non esserci andato troppo lontano. gli si legge serenamente negli occhi la convinzione di star portando avanti un progetto che Dio gli ha personalmente chiesto di realizzare. non per creare stupide discussioni ma le fondamente del progetto, come quasi tutto quello che è stato realizzato in nome di Dio negli ultimi due mila anni di storia, sono basate sulla menzogna e sul furto di denaro altrui. siamo costretti a pagare una settimana di affitto anticipata, perchè altrimenti la notte seguente possiamo anche dormire tra i canguri e gli strani tacchini australiani, nonchè ci viene proposto di firmare un contratto, mensile, di lavoro nel quale troviamo citati solo quelli che solo i nostri doveri e niente, ma proprio niente, riguardante quelli che dovrebbero essere i nostri diritti. james non è un fattore, è soltanto un gestore di un ostello per lavoratori che, gentilmente, e per la modica cifra di 130 dollari cadauno (divisi come segue. 30 dollari soltanto per il fatto che Dio-James si sta scomodando dal suo perenne silenzio per cercare di aiutarti a trovare lavoro. anche se nessuno sa davvero per quando e per quanto tempo te lo troverà! e 100 dollari di deposito, restituibili alla fine del soggiorno nella sua elegante dimora, a patto che tu non incorra in qualcuna
delle sue terrificanti sanzioni. qualche esempio? 5 dollari a testa, tutte le persone della casa, ovvero circa 60 dollari in totale, tutte le volte che Pina trova una forchetta o un piatto sporchi nel lavandino. o magari anche lavati ma non asciugati e riposti negli spazi adibiti ad essi. spazio che consiste in un cazzo di scaffale di legno putrido nella già citata cucina a cielo aperto! oppure 30 dollari se, quando restituisci la coperta alla fine del salutare soggiorno, il mitico ci trova sopra una qualsivoglia macchia di qualsiasi natura possibile. non è che prova a lavarla prima! e preferisco non soffermarmi sulla puzza di cadavere che usciva rispettivamente dalla coperta stessa, dalle lenzuola gentilmente fornite sempre dallo stesso, nonchè dal materasso modello Luigi XVI. dove per modello intendo soltanto il periodo storico di provenienza! roba che, a dormire col naso tappato, rischi comunque un attacco allergico di quelli mai visti prima). siamo, a quel punto, talmente nel pallone da convincerci che 'oramai siamo qui, tantovale provare'. due giorni e soprattutto due terrificanti e gelide notti trascorse dopo, ovviamente senza lavoro e senza che lo stronzo ti dica una parola circa quello che ti era stato promessa e non mantenuto, conveniamo che forse è davvero il caso di tagliare la corda. in effetti non conveniamo. diciamo che mi sento costretto a mettere marco, che ancora dalla bolla d'acqua non è completamente uscito, alle corde. gli dico che, non so lui, ma io vado via sicuramente. lui non dice niente ma so già che mi seguirà. prima di comunicare il tutto a James, ovviamente tra le 17 e le 19, gli chiediamo delucidazioni sul lavoro per il giorno seguente. ci dice che, disgraziatamente, i camionisti sono in sciopero e che, per il giorno seguente almeno, lavoro ancora non ce n'è. forse il giorno dopo ancora. è proprio lì che gli dico che io me ne vado. e lui 'quindi quando mi telefonano per il lavoro di sabato devo dire che ci siete o che non ci siete?'. 'ma se hai detto solo 2 minuti fa che non si sa ancora se il lavoro sabato c'è o meno???'. e lui, 'no, prima ti ho detto che sabato il lavoro c'è sicuro!'. FOTTITI JAMES.
chiediamo come fare per raggiungere la fermata dell'autobus più vicina, il mattino seguente, e lui ci dice, serenamente, di andare a piedi o di cercare un passaggio, tra i ragazzi, alle 6 del mattino. l'autobus è alle 10! nel contratto c'era anche scritto che lui avrebbe dovuto accompagnarci alla fermata il giorno in cui noi avremmo deciso di lasciare la regal dimora. anche perchè, carichi di bagagli, non è davvero semplice percorrere i quasi 4 km di sterrato, sotto il sole e tra sali e scendi a ripetizione. ma non voglio più niente da te, james. preferisco partire alle 8 e farmela con comodo. per dirla tutta, tanto comoda, il mattino seguente, non sarà. ma la voglia di andare via è tanta, troppa. e lo stress accumulato in 3 giorni di prigionia non vede l'ora di essere smaltito. adieu james. o magari au revoir, my darlin'. tu e la tua fottuta famiglia, le tue fottute proprietà, le tue fottute, stupide, convinzioni. ed è proprio in questi momenti che mi auguro che un Dio, consapevole ed intellettualmente superiore, esista. ché, se così fosse, la mia preghiera andrebbe sicuramente esaudita. ed i miei sforzi, primo tra tutti quello per auto-convincermi a non appiccargli un super-mega incendio in loco, premiati. è una ruota che gira. una ruota che oggi ti ha detto bene ma domani chissà. il futuro è bello anche, e soprattutto, per questo. perchè non sai mai davvero cosa può riservarti. ma puoi serenamente augurarti che nessuno mi chieda mai, gentilmente o meno, di decidere per il tuo, di futuro. ché, in quel caso, saresti davvero fottuto!!!
ps
quasi dimenticavo una cosa. le multe venivano recapitate agli utenti ovviamente non per via orale. ché, come dicevo già prima, James era sempre troppo occupato a non fare un cazzo ma a farlo da solo, per poter proferire parola ad alcuno. la mattina, appena sveglio, ti trovavi un cartellino rosso, con su scritto il motivo della multa e l'ammontare, appiccicato alla parete accanto ai fornelli. non ci posso davvero credere, il secondo cartellino rosso della mia vita. sei in buona compagnia compagnia adesso, comitini-racalmuto! ;-)

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