giovedì 11 settembre 2008

bye bye Bowen

Cairns, giovedì 28 agosto 2008

dopo quasi un mese trascorso in quel di Bowen, ridente e desolata cittadina nel nord del Queensland, nonchè dopo una settimana trascorsa ad accatastare centinaia, migliaia di scatole da 10 kg di fagiolini non appena lavati e confezionati, rieccomi in viaggio. viaggio quasi obbligato questa volta. quasi obbligato e solitario. ebbene si, come magari qualcuno di voi già sapeva, mi sono trovato a dover prendere una serie di rischiose nonchè delicate decisioni, prima tra queste quella di trascorrere i prossimi due mesi in solitaria. quindi niente marco e turi, niente tentazione di parlare in italiano che almeno è più semplice e non devo affaticarmi, niente facce note che mi girano intorno. passo sofferto ma doveroso, inevitabile. lo devo a me stesso, a tutte le persone che in qualche modo mi stanno aspettando in italia. sarei rimasto volentieri ancora qualche settimana, forse anche un mese, a Bowen. sarei rimasto se solo avessi potuto mantenere il mio cazzo di umido, palloso e ripetitivo lavoro. dopo quasi due settimane di attesa per trovarlo, una settimana esatta dopo il giorno di assunzione ecco che, momento in cui sto per firmare l'uscita, ecco che mi avvicina la ragazza che lavora in ufficio. cosa strana dal momento che, in una settimana, l'avevo vista soltanto nel momento della firma del contratto. mi si avvicina e mi dice, senza giri di parole, 'francesco domani non lavori perchè questo è il tuo ultimo giorno di lavoro'. faccia tra lo sconvolto e l'incredulo. la mia, ovviamente. al ché aggiunge 'il tuo lavoro non è ABBASTANZA buono'. chi mi conosce sa che, ovviamente, non riesco a proferire parola. non un WHY?, non un IT'S NOT TRUE o un WHAT IS IT MEANS 'ENOUGH GOOD'?. solo un silenzioso OK. e dire invece che, senza falsa modestia, il mio lavoro lo svolgevo non bene ma molto bene. puntuale, veloce, mai una lamentela, ma un errore. a differenza dello stronzo pluri 70enne, probabilmente proprio la persona che mi ha messo nelle condizioni di venire silurato, che di errori ne combinava, e grossi anche, uno al giorno almeno. preso com'era a portare avanti la sua battaglia personale per dimostrare a tutti che, nonostante l'età, potesse essere in grado di lavorare come, e forse meglio, un ragazzo di quasi 27 anni circa. inutile agggiungere che la sua battaglia non mi sfiorava neanche, se non nel momento in cui i suoi cazzo di stupidi errori, nonchè la sua ossessione nel rifare minuziosamente, e più volte anche se non necessario, le medesime cose mi costringevano a lavorare quasi un'ora in più rispetto a tutti gli altri ragazzi. ragazzi che aspettavano silenziosamente sull'autobus che io finissi di mettere riparo alle stronzate che lui combinava. a velocità doppia, ovviamente, perchè i titolari, o chi per loro, dovevano chiudere uffici e struttura. ma, ripeto, mai una parola di troppo, mai uno sbuffo, mai una lamentela. e nessuno, almeno in apparenza, si era mai lamentato del mio lavoro. quindi da qui a dire che non ho tutt'ora idea del perchè mi abbiano licenziato il passo è davvero breve. doppia fregatura dal momento momento che, se vieni licenziato, nella specie di lista di collocamento presente nell'ostello riparti anche da zero, ovvero dall'ultima posizione, anche se stai in quel cazzo di posto da quasi tre settimane, come successo a me.ed è in quel preciso momento che ho messo a fuoco che dovevo cambiare aria, pensare a nuovi progetti, sgombrare la mente da domande che tanto non avrebbero mai trovato una risposta coerente. e tutto con la consapevolezza di dover abbandonare un bello ed eterogeneo gruppo di persone, qualcuno dei quali davvero in procinto di diventare amico.persone che, prima di partire, abbracciandomi mi hanno detto 'non è giusto cazzo, non è giusto'. o, con voce commossa, 'so già che mi mancherai'. frasi fatte, a pensarci bene, ma ho buone ragioni per pensare che siano anche sincere. penso a Lee, il tedesco 'marpione' più napoletano che mi sia mai capitato di incontrare. intelligenza e sensibilità superiori, come dimostrato anche dalla sua vasta, vastissima, conoscenza linguistica. intelligenza non ancora completamente maturata e consapevole, strepitoso potenziale. che cazzo ci stava a fare a lavorare a Bowen, lui che poteva ambire a qualsiasi tipo di lavoro in Australia, resterà a lungo nel capitolo dei misteri made in Oz. in bocca al lupo amico, spero davvero di poterti rivedere, prima o poi. in spagna? ;-)penso alla mia sorellina Choi, a Shelina, a Eun Ji e a tutti gli educati e chiacchieroni ragazzi koreani che mi è capitato, fortunatamente, di incontrare e conoscere. all'affetto che mi hanno saputo dimostrare. soprattutto nei momenti no. un esempio? il giorno dopo il licenziamento, quando ci stavamo ancora tutti chiedendo il come ed il perchè, nel tentativo di consolarmi Choi mi dice 'stai tranquillo che si sistema tutto. e comunque, se ti dovessero servire pannocchie, non hai che da dirmelo'. con riferimento al fatto che, nel nostro posto di lavoro, oltre ai fagiolini si lavorava anche sui corn. e, a giornata lavorativa completata, potevamo prendere e portare a casa quante pannocchie volevamo :-).penso a Toshyha, a Megumi e a tutti i ragazzi giapponesi che, anche se non capiscono un capsus di quello che gli hai chiesto, ti rispondono comunque con un 'si si' :-). sempre pronti a riempirti di complimenti e ad offrirti una assaggio, ma anche più, di quella che è decisamente l'unica cucina al mondo in grado di competere, per ricchezza ed originalità, con la cucina italiana. passata agli annali, alla voce PAUUUUURA!!!, una zuppa di zucca che, al solo pensiero, mi mette in circolo un'acquolina in bocca difficile da contenere.penso a Sabine, copia spiccicata di marina Massironi quando faceva la tedesca negli sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo. penso ad Alex, un nume una garanzia.penso a tutti i soprannomi che io e Marco, strada facendo, stavamo trovando a a tutti gli abitanti del Bowen Backpackers. a Gigetto, a Samantho e all'altro, alle tre pazze ed alle tre minnute. all'innominato, che mi salutava sempre in spagnolo nonostante la sua provenienza koreana e che, ogni tanto, mi chiedeva 'come sta?'.a Max e a Jean, sui quali è impossibile aggiungere altro. a Philippe, che magari rivedrò a Sydney in novembre. agli estoni, al vero Sven, al finto Sven e all'altro. sul finto Sven, sulle cataste di stonzate che racconta tutti i giorni, ci sarebbe da scrivere un blog lungo 675 pagine. vi dovrete accontentare di sapere che sua madre è la segretaria, o una cosa del genere, del presidente del consiglio estone (che nessuno pensi alla stagista... ;-)). ma soprattutto che, in questo periodo, sta lavorando a bowen a spaccarsi il culo per 100$ al giorno e a lavorare un giorno si e magari 4 no ma che, dal mese di novembre, andrà a lavorare su una barca dove lo pagheranno decine di migliaia di dollari al mese! gente di un certo livello :-).a tutti quelli coi quali ho parlato solo una volta o a quelli che, per me, rappresentavano solo il contorno. a scroto, soprannominato così perchè continuava a mostrare, fiero, il suo stupido e rischioso piercing.alla chitarra suonata, quasi ininterrottamente, da Lee e da David. quella melodia improvvisata sulla veranda difficilmente abbandonerà le mie orecchie.penso a Marco, che può ancora godere di tutte queste banali e ripetitive cose. si chiude una porta e si apre un portone. speriamo va... :-)

Nessun commento: