no, non sono impazzito.
non mi sono di certo messo di mia volontà a farmi pippe mentali di questo calibro. cioè, si che me ne faccio, e tante anche :-). ma non sono fortunatamente ancora diventato così ontologico e cerebrale. qualcuno obietterà che si ma questo qualcuno, per il momento almeno, lo mettiamo a tacere e basta :-).
stiamo parlando di felicità. di felicità e del perchè è così difficile trovarne una definizione adeguata. di felicità e del perchè una giovane insegnante, all'interno di un corso di inglese rivolto per lo più a ragazzi europei (quasi tutti svizzero-tedeschi, ma vabbè) di età compresa tra i 16 e i 22 anni, si decida ad assegnare un compito del genere, soprattutto se la lezione del giorno verte quasi esclusivamente su 'parole che usiamo per unire le idee in un saggio, una presentazione o qualche volta anche nei discorsi di tutti i giorni'. in breve congiunzioni, costruzioni ed avverbi che ti aiutano ad aggiungere, comparare o concludere un discorso.
questo è quello che ho scritto o, per meglio dire, ho provato a scrivere io. inutile sottolineare che ho completamente ciccato il senso dell'esercitazione... :-)
la felicità è in assoluto una delle 'cose' più importanti nella vita di ciascuno di noi. che tu sia povero, ricco, brutto meraviglioso, sordo, muto o cieco, la ricerca dela felicità sarà inevitabilmente una della delle più grandi avventure/esperienze della tua vita. ma perchè è così difficile trovare una definizione universalmente approvata di felicità? esistono tante definizioni quante sono le persone che vivono sulla terra, ciascuna apparentemente opposta all'altra.
cosa significa la parola felicità per me? provo a spiegarlo.
quando parlo di felicità penso ad un'emozione lunga un attimo, pochi secondi al massimo. un momento speciale. un momento al quale, tutte le volte che ti capiterà in futuro di ripensare, sarai costretto a sorridere, senza una ragione appartente.
la prima volta che ho visto Giada, nata meno di un'ora prima, poco dopo aver udito i suoi vagiti di bambina che grida al mondo intero la sua meravigliosa presenza. questa è felicità. quando guardo Marco e rivedo lo stesso bambino che ero io all'età sua, stessa faccia, stesse necessità, stesse passioni. stesso bisogno di protezione.
felicità è un paio di minuti prima di tornare a casa, dopo un lungo periodo di assenza. quando puoi vedere gioia ed emozione negli occhi dei tuoi cari. felicità è guardare uno specchio e vederci dentro una persona che ti piace. felicità è un regalo inaspettato. felicità è poter condividere tutto con la persona che ami. felicità è chiudere gli occhi e sentire la voce degli angeli. felicità è percepire suoni ed odori 'che riempiono l'aria' :-). felicità è ridere a crepapelle coi tuoi amici più cari, anche se non è successo niente di speciale. felicità è svegliarsi la mattina e scoprire che sei ancora vivo. felicità è sdraiarsi sulla spiaggia, di notte, a contemplare l'infinito.
felicità è giusto una parola. una parola che tutti usano, televisoni, carta stampata e cinema in testa. spesso anche inopportunamente o, peggio, in maniera gratuita. ed io proprio non lo so se sarò mai una persona felice. ma sono certo di sapere cosa questa semplice parola significa.
sono io che non le vedo o c'è proprio traccia, in questo testo, di congiunzioni, costruzioni ed avverbi che ti aiutano ad aggiungere, comparare o concludere un discorso? tutta colpa dell'insegnante! ;-) insegnante che tra l'altro si chiama Beck, proprio come il cantante, tranne che almeno lei, con la super-mitica setta di Tom Fuckin' Cruise non c'entra una benemerita minchia. o forse si? indagherò.
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1 commento:
troopo bene, ti voglio.
franci
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