Cairns, sempre giovedì 28
è questa, ufficialmente, la settimana delle novità, delle cose mai provate ma assolutamente da provare, delle spese folli. cioè, non proprio folli ma sostenute sicuramente. inizio già stasera. cena in un ristorantino giapponese, il 'Cherry Blossom', consigliato dalla Lonely Planet. ovviamente a base di Miso Soup e soprattutto di Aussie Animals, ovvero un super piatto made in Australia a base di carne di emu, canguro e, tenetevi forte, coccodrillo! eh si, proprio lo stesso animale che nella canzone di Bersani viene fuori dalla doccia. ma, si sa, in America può sempre succedere di tutto! il tutto annaffiato da una bella brocca calda di sakè. cosa chiedere di più? :-)
domani sarà invece il turno del bunjee jumping. messaggio di conferma alle 10, bus davanti all'ostello alle 11, salto presumibilmente verso mezzogiorno. non ci posso credere. e non ci posso credere soprattutto se penso che, dal giorno successivo, iniziano i due giorni di corso che mi porteranno, nei giorni successivi, ad immergermi una decina di volte in tutto nella meravigliosa flora e fauna della barriera corallina. una volta anche di notte! con tanto di pinne, tute e boccaglio. non sono proprio sicuro se la mia sia più eccitazione o fifa esagerata :-). solo il tempo saprà dare una risposta concreta alla mia domanda.
28.08.09, ore 19:58
vi dirò, neanche tutta questa gran cosa.la carne di canguro l'avevo già mangiata più volte, e questa non è sicuramente una delle migliori tra queste. intendiamoci, non era male, ma una bistecca alla piastra non ha prezzo. soprattutto se si tratta di carne saporità e gustosa come quella di canguro. giusto un filo d'olio ed un pizzico di sale ed è perfetta. appena sufficiente.
la carne di emu era sì saporita ma forse un pò troppo. si trattava giusto di due assaggini, ok, ma due assaggi in grado di ricordarmi quanto mi dia fastidio il gusto di selvaggina. e l'emu soprattutto di quello sapeva, di animale selvatico. da rivedere.
passiamo adesso a quello che doveva, ed è stata, la parte principale della mia cena, ovvero la tanto attesa carne di coccodrillo. piccola premessa. il fatto di aver letto sul menù che il coccodrillo sarebbe stato servito sotto forma di bocconcini fritti mi aveva fatto un pò cambiare idea sull'acquisto. chi mi conosce sa come la penso. a me il fritto proprio non va giù, soprattutto quando si tratta di qualcosa che non hai mai mangiato prima e sul quale nutri una certa curiosità. il fritto tende ad uniformare, ad appiattire i differenti gusti. patate, carne, verdure tendono ad avere un gusto relativamente simile. non puoi dire 'ho mangiato carne' senza aggiungere che era fritta, ecco. cambia proprio la sostanza. un pò come quando mangi qualcosa con dentro la panna. no, ok, la panna è anni luce peggio. se c'è lei di mezzo prima di tutto mangi panna, poi magari anche il resto. sono consapevole d'aver fatto storcere il naso a più di qualcuno, e me ne dispiaccio, ma io la vedo così :-). la panna puoi anche metterla nella tua pupù, e la tua tua pupù saprà subito, magicamente, di panna ;-). protagonista forzata. sarà forse proprio per questo che piace tanto ai francesi, perchè è esattamente come loro, in un certo senso li rappresenta. se c'è DEVE essere vista e sentita. ma non era la panna l'argomento di questo post, se non sbaglio. mi scuso ancora :-).
torniamo ai bocconcini fritti di carne di coccodrillo. a volerla dire tutta erano anche buoni. cioè, forse un pò troppi ma comunque gustosi. l'unica, piccolissima, obiezione che mi viene da porre è che se nessuno mi avesse detto che la carne che stavo mangiando non era di pollo io me ne sarei serenamente tornato a casa con la consapevolezza di aver mangiato qualcosa di noto. nonchè che 20 euro circa erano magari un pò troppi per un piatto che puoi comodamente ed economicamente mangiare nella maggior parte dei fast food. forse solo un attimo più viscida del pollo, ecco. giusto un pizzico. a questo punto la curiosità sulla scoperta del vero gusto della carne di coccodrillo non può che continuare a crescere in me. avrò magari modo di riprovare. e questa volta senza fritture di mezzo :-). comunque discreto.
29.08.08, ore 12:47
ho appena completato il mio salto, una figata da paura. mi ero ripromesso di non pensare al secondo precedente il salto. mi ero ripromesso di gridare prima 'ciao mamma' e poi anche 'what the fuck'. mi ero ripromesso di tenere gli occhi bene aperti per poter gustare al meglio ogni singolo attimo di quest'esperienza comunque unica. mi ero ripromesso un sacco di cose. tutte cose che si sono automaticamente volatilizzate nel momento stesso in cui ho messo entrambi i piedi a 2cm dal baratro, con una veduta su Cairn ed il mare davanti, ed un laghetto dopo oltre 50m di strapiombo sotto. mi ricordo poco o niente. ho la testa che mi gira, confusa ma non affaticata. ricordo le mani e la testa che affondano nell'acqua. ricordo tutto il verde intorno ed il mio corpo che continua a girare come una trottola, dio solo sa perchè. ricordo che un paio di volte mi sono anche scordato di tene re le mani unite, come consigliatomi dal Rastafari su in cima, pochi attimi prima del salto. ricordo di avere in effetti gridato 'what the fuck', anche se non proprio bene quando. ricordo di non essere riuscito ad afferrare le mani del tipo che doveva tirarmi sulla barca per riportarmi sulla terra ferma. ricordo l'acqua nelle orecchie, soprattutto in quella sinistra.
a conti fatti, non so se mi sia piaciuto davvero. e se si, fino a che punto. avrò bisogno forse di un pò più di tempo per capirlo. motivo per il quale non proverò il secondo salto. per quello e per un pizzico di paura che adesso, a mente fredda, mi pizzica la mente. è stato pazzesco certo, ma è stato giusto un attimo. forse troppo poco per sconvolgere i meie oramai consolidati equilibri. forse :-).
08.09.08, ore 16:57
da dove iniziare? ma soprattutto, cosa dire? è stata, senza ombra di dubbio, una delle più straordinarie esperienze della mia vita. da ripetere.
due giorni di corso, equamente divisi tra parte teorica in aula, con tanto di video nonchè di spiegazioni da parte dell'istruttore neozelandese Tristan, ed esercizi in piscina. siamo quindi passati a quella che doveva essere, e che in effetti è stata, la parte più interessante dell'esperienza. due giorni e mezzo du una cazzo di barchetta sperduta in mezzo alla barriera corallina, assieme ad un ben nutrito ed eterogeneo gruppo di persone. 12 eravamo noi, ovvero quelli che abbiamo partecipato al medesimo corso di formazione. equamente divisi in due gruppi da 6. due ragazze neozelandesi, una svizzera-francese, un biologo marino americano di LA, un ragazzo tedesco ed io in un gruppo. due ragazzi tedeschi, un canadese, una ragazza sempre made in germania e due indo-inglesine nell'altro. stupido sottolineare come i nomi erano, e sono ancora, un optional del quale faccio solitamente a meno.oltre a questi, poco più di una decina di ragazzi alla ricerca di un altro brevetto o, semplicemente, di una meravigliosa immersione, nonchè 6 o 7 persone facenti parte dell'equipaggio. equipaggio composto da una cuoca (il cibo aveva anche un bell'aspetto, ed era decisamente abbondante. ma quanto al gusto... le lasagne al sugo che ha preparato una sera per cena sapevano di tutt'altro. e di un tutt'altro non particolarmente gradevole, ecco. peccato perchè sembrava anche simpatica. la cuoca, non la lasagna :-)), il comandante nonchè esperto in macchine fotografiche subacquee, i due istruttori del mio corso, un'assistente, il mitico Timo (un ragazzone a metà strada tra Baywatch e Ken di Barbie coi capelli più lunghi, from Germany ma oramai trapiantato a Cairns da anni) ed infine il mio preferito, un ragazzo, probabilmente australiano, che volta per volta ci spiegava la cartografia dell'immersione che ci saremmo trovati a compiere da lì a poco, con tanto di tipologia di pesci o coralli che avremmo potuto vedere, profondità e tempo massimi dell'immersione, e tante altre, per lo più interessanti, cose. mi ha conquistato fin dalla prima frase. forse sarebbe meglio dire grazie alla prima frase. ok, saliamo sulla barca e qualcuno ci consiglia di sederci in sala riunioni perchè ci verranno dette un paio di cose importanti sul da farsi, ma anche e soprattutto perchè starsene in giro a gironzolare è al momento un tantino rischioso perchè, soprattutto durante le prime 3 ore di viaggio, il rischio mal di mare è generalmente alto. non appena ci siamo seduti un pò tutti prende la parola lui a nome dell'equipaggio, dice il suo nome ma io ovviamente non me lo posso ricordare :-), e chiede senza indugiare 'se ci sono inglesi tra voi che alzino la mano'. in 5 o 6, più o meno timidamente, rispondono alla sua richiesta. ed eccolo allora aggiungere 'ok, ottimo. come prima cosa giratevi tutti verso destra. lo vedete quel cerchio giallo in mezzo a quella grossa macchia azzurra? ecco, quello è il sole. mi sa che vi ci dovrete abituare!'. cioè, FANTASTICO, TI ADORO!!! assolutamente 1-0 per te e palla al centro :-).superate le tre cazzo di ore iniziali è poi stato un rapido susseguirsi di immersione, asciugarsi al sole, mangiare qualcosa, rilassarsi, ancora immersione, pranzo, qualche pagina di Rispondimi di Susanna Tamaro (primo libro interamente in italiano che mi capita di trovare in australia, captato in un ostello di Cairns e silenziosamente imboscato. dopotutto serviva sicuramente più a me...), etc etc etc. in tutto 9 immersioni. le prime 4 all'interno del programma per il rilascio del certificato di Open Water Course. ovvero ripetere in mare aperto, a 4 o 5 m di profondità, quanto precedentemente provato in piscina. ti ritrovi comunque immerso tra colori e luci che sembrano provenire da un mondo lontano ma non te li puoi godere fino in fondo. le restanti 5 immersioni sono state invece un crescendo di meraviglia e stupore. la prima in solitaria, io ed il mio buddy* Sven l'abbiamo dovuta interrompere prematuramente perchè lui continuava ad accusare fastidio ad un orecchio. qualche ora dopo è stato il monento dell'immersione in notturna. non potete capire che spettacolo! con sti cazzo di squaletti che ci continuavano a ronzare più o meno intorno, forse incuriositi dalle luci delle torce, a non più di 2 o 3 metri. che uno squalo, specie di notte, lo rinosci subito perchè, al posto degli occhi, c'ha due fanali catarifrangenti. PAIUUUUUURRRRRAAAAAA!!! :-)
prima di questa immersione mi sono trovato costretto a scegliere un altro buddy, perchè Sven ha preferito cambiare corso e continuare a studiare per ottenere il secondo brevetto, brevetto che da lì al giorno dopo gli avrebbe consentito di scendere fino ai 30m di profondità. col mio brevetto, invece, il limite è fissato attorno ai 18m. e, solo in questo speciale caso di ritorno alle immersioni di gruppo, mi sono beccato un super mitico 70enne australiano, che ovviamente manco mi ricordo se ho mai saputo come si chiama ma che, essendo un gran lupo di mare per quel che riguarda le immersioni in genere ma anche e soprattutto quelle nella barriera corallina, mi ha regalato la possibilità di poter nuotare liberamente, senza dovermi preoccupare o pensare a niente. optimus! tra l'altro, soltanto in questa occasione, l'immersione era guidata da Timo che, finalmente, ci ha portati afare un giro anche tra le pareti e le grotte. AWESOME!!!
le ultime 3 immersioni, tutte il giorno successivo, le ho effettuate all'interno di un gruppetto composto da 4 persone ovvero me medesimo, Stefan e Claudiu from Germany e Taylor from Canada. ufficialmente quest'ultimo era il mio buddy, cosa assolutamente positiva soprattutto perchè anche lui metteva sicurezza e tranquillità. però, puntualmente, io e Stefan ci ritrovavamo anche 3 o 4 metri più in profondità degli altri due. nonchè un paio di volte costretti a tornare in direzione della barca, e questo anche se nelle bombole avevamo ancora aria sufficiente, perchè, solo lui sa come, Claudiu ne aveva già consumata buona parte della sua. che dire, misteri della differente respirazione! :-) in una di queste tre immersioni, ed esattamente nella seconda, ci siamo anche portati dietro due macchine fotografiche, così da poter avere qualche ricordo concreto. ma, oltre alfatto che davvero non è semplice, le prime volte, rimanere immobili per alcuni secondi e scattare, c'è anche da da dire che abbiamo avuto la sfiga di ciccare completamente scelta perchè, se avessimo deciso di fare la stessa cosa durante l'ultima immersione, ci saremmo beccati maggiore visibilità nonchè un bordello di cose in più da fotografare. compresa una super manta, alla quale ci siamo comunque avvicinati fin quasi a toccarla. se ci penso mi vengono ancora i brividi! :-)dopo le tre solite ore di navigazione, e quindi verso le 16, ci hanno riportati, sani e salvi, sulla terra ferma. appuntamento fissato attorno alle 7pm in un irish pub, per festeggiare tutti insieme i brevetti ottenuti. inutile dire che gli ho tirato il pacco, e non credo di essere stato l'unico tra l'altro. e questo per due semplici motivi. il primo è che mi sentivo davvero stanco, e comunque il mattino seguente avevo il cazzo di autobus per Townsville alle 7:15am. e poi anche perchè mi sono continuato a sentire sulla barca per almeno altri giorni ancora, specialmente con gli occhi chiusi e sotto l'acqua calda della doccia. indi per cui il concetto di socializzare non mi riempiva certi di gioia. e poi ancora adesso le orecchie, ogni tanto, mi si continuano ad intasare e, con difficoltà, le riesco a stappare... Happy with that??? :-D
ps
quasi dimenticavo di dire che, alla fine, sono anche riuscito a trovarlo Nemo :-). che sta bene, anzi benissimo, e che mi ha pregato, anzi, di salutarvi tutti. ;-)
* buddy, letteralmente, significa compagno. la sua presenza è fondamentale per due motivi. intanto perchè, conseguito il brevetto Padi - Open Water Course, puoi immergerti soltanto in presenza di un'altra persone con almeno il tuo stesso brevetto. e poi anche e soprattutto perchè il buddy system è un sistema di mutuo soccorso tra compagni di una squadra, impossibile da realizzare se si è da soli. :-)
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