martedì 07 ottobre 2008
ancora Airlie Beach. caldo soffocante, ora di pranzo.
5 ore e poi di nuovo autobus e di nuovo Maroochydore con la sua bonaria routine fatta di corso d'inglese, cene monotone all 6 del pomeriggio e weekrmd troppo veloci ad arrivare e restii a terminare.
ancora Airlie Beach quindi. dopo due giorni, e due notti, passati in barca alla ricerca di panorami da cartolina non sempre semplici da individuare. e poi pesci, barriera corallina, sabbia bianca, mare comunque inquinato. tutto questo sono le Whitsundays Islands. gli australiani sostengono che questo piccolo arcipelago sia composto da 76 isole. 76 isole? beh, se deciamo tutti insieme di chiamare isola ogni scoglio che ci capita sott'occhio allora forse si, sono proprio 76!
la barca sulla quale abbiamo viaggiato ricordava da vicino, e non poco, uno dei traghetti della linea Villa S.Giovanni-Messina, ma di dimensioni ridotte. stanze da due o da quattro, un grande salone-cucina, un ponte sul quale poter godere sole ma soprattutto vento, 4 o 5 bagni in tutto. that's it. stanze più simili ad armadi che non a suite residenziali. divanetti sui quali inevitabilmente sedersi per godere dei pasti in loco cucinati, e per una volta almeno dal sapore assai gradevole, ricoperti da uno strato rigido di pelle rossa che mal si abbinava a corpi nudi e sudati, causa temperature non sempre sostenibili. questi, e pochi altri, i contro. senza che dimenticare che forse 50 e più persone, sulla stessa barca, non sono poi una gran trovata. meraviglie del volere, a tutti i costi, pagare qualcosa in meno. decisamente divertente, comunque. rumorosa ma divertente. non esattamente pulita ma divertente. non a vela ma divertente.
noi, 4 poveri cristi italiani, in uno stanzino. Marco, sua sorella Elena, Gianpiero ed il sottoscritto. ed oltre a questi una dozzina di irlandesi, lo stesso numero di tedeschi, due danesi, 5 tra fratelli e sorelle canadesi e qualche australiano. tante risate, alcool a fiumi, escursioni di un paio d'ore al massimo in spiagge caratteristiche e mai banali. intendiamoci, Lampedusa, giusto per dirne una, non ha proprio niente da invidiare a posti come questi. ma qua c'è la barriera corallina e per questo loro si sentono, e forse anche giustamente, i padroni del mondo. discutibile ma non deprecabile.
e poi passeggiate in riva al mare, bagni tra colori e sensazioni di rara bellezza, snorkelling, diving. ed un'ultima festa ieri sera, stavolta sulla terra ferma, a concludere una tre giorni a tutta birra. con poca energia residua in corpo ma con tanta voglia di ripartire verso nuove avventure.
ps
ma non mi vado a beccare una ragazza di Sanbuca di Sicilia, provincia di Agrigento, nella mia stessa stanza in ostello? roba da non credere! siamo rimasti che magari ci ribecchiamo a Melbourne in novembre. incredibile davvero! :-)
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