venerdì 26 settembre 2008

meglio di no?

avevo iniziato a scrivere, qualche giorno fa, un post dal titolo 'ma com'è che ancora nessuno si è rotto il cazzo?', in cui tornavo, dopo tanto tempo, a parlare di Italia, e nello specifico politica, cultura e società. ho deciso di metterci una pietra sopra, almeno per il momento. intanto perchè, rileggendola, mi sono reso conto che è più facile leggerci dentro nervosismo che non costrutto. e questa cosa non mi piace proprio. e poi anche perchè, partendo col parlare di una cosa, mi sono ritrovato, come al solito del resto, a parlare di tutt'altro, correndo il serio rischio di non essere capito o, peggio, di non riuscire a capirmi neanche da solo.
ce l'avevo e ce l'ho col Papa, lo stesso dicasi di Berlusconi e di tutta la cazzo di classe politica della mia minchia. ce l'ho con la stupidità dell'uomo medio italico che rincorre ancora il mito del macho latino, ricco, potente e pieno di donne, anche se viscido e magari con una gran troia accanto (scegliendo l'illuminante esempio di Flavio Briatore che, come fa a piacere alle donne, o ad essere invidiato dagli uomini, lo sa solo lui...).
per arrivare a questo ero partito da una breve analisi del discorso della Guzzanti, a Roma, all'interno del NoCav Day. all'immagine del potente, affascinante e pieno di donne Berlusconi che gli italiani invidiano soltanto perchè consapevoli (e rassegnati) di avercelo più piccolo. la solita invidia del fallo che noi uomini, ahimè, ci portiamo dietro da secoli. la politica del 'tu ce l'hai più grosso' quindi ci prostiamo tutti, in adorazione, davanti al tuo potere. e non ci vedo niente di male se certe cose la Carfagna le fa a te, vecchio decrepito, piuttosto che a me, giovane virgulto. ed allora giù di palestra, di Chayenne, e di risse allo stadio. o di vacanze ogni anno a Porto Cervo, con l'unica tipa che sono riuscito a rimorchiare all'Hollywood. l'insindacabile spiegazione guzzantiana del perchè Mara Carfagna Ministro delle Pari Opportunità sia un'offesa all'immagine stessa che tale Ministero dovrebbe rappresentare. chè una cosa è se ti mettono a fare la valletta, che spengo la tv e non esisti più. un'altra è se, dopo tanti anni di gavetta sulle reti mediaset, ti ritrovi un giorno, come per incanto, Ministro di governo in uno stato assolutista. negli Stati Uniti sono passate alla storia come 'stagiste', in Italia saremo costretti ad inventarci qualcosa di nuovo. tanto, per quel che riguarda la voce 'invenzioni', non siamo mai stati secondi a nessuno!
ecco che ci sono cascato di nuovo! nella fretta di voler dire tutto e subito finisce spesso che combino dei gran papocchi. avrei tante di quelle cose da dire, insulti, spiegazioni, magari anche possibili provocazioni che forse è davvero meglio se ci metto un punto và. tanto lo sanno tutti come la penso. e se non lo sanno possono serenamente immaginarlo.

ps
volevo quest'oggi rivolgere un saluto particolare a tutti i parroci pedofili, ricchioni e fedifraghi di questa terra. ovvero giusto il 99% rispetto al totale. chè tanto sempre in piedi cadono loro. sia che la chiesa sia costretta a pagare risarcimenti record a decine di ex-bambini americani stuprati e maltrattati, dopo aver provato (fortunatamente, per una volta almeno, invano) di proteggerli anche giuridicamente. sia che un vescovo non sia costretto a giustificare un parroco (sostenendo la tesi che chiunque può sbagliare, ma anche che i preti, al giorno d'oggi, sono continuamente indotti i tentazione dai fedelli... roba da matti!!!) colto in fragrante da un povero marito, nel bel mezzo di un amplesso, per una volta, non portato a termine. sia per il cazzo di Comune di Roma che sposta la sede dell'arrivo del Gay Pride, programmato ogni anno lo stesso giorno praticamente da sempre, per vinire incontro alle rischieste di una manciata di debosciati preti cattolici della mia minchia, tutti concentrati sulla realizzazione di un concertino loffio di merda. speriamo proprio che Dio esista, và...

pps
la televisione australiana ha trasmesso, qualche tempo fa, uno speciale di un'ora sul V-day del settembre scorso (se non ricordo male) e sul fenomeno Beppe Grillo. strano, cazzo, che in Italia si parli a malapena di certe cose ed in un paese a forte propensione agricola, dall'alto tasso puzzo-sopravvalutato-britannico, nonchè a più di 16mila km di distanza dal belpaese, si ritenga in qualche modo doveroso il dedicare una puntata intera di un programma di approfondimento giornalistico ad un fenomeno di massa che però, in Italia, è stato catalogato sotto la voce '4 scalmanati in piazza a gridare oscenità'. finiamola, su. se non ci scandalizza più il vedere culi e tette che pubblicizzano oramai anche le gomme da masticare, che effetto vuoi che ci faccia un sempiterno e, a pensarci bene, neanche tanto volgare VAFFANCULO gridato da un milione di persone in coro?

martedì 16 settembre 2008

happiness, why is it difficult to define?

no, non sono impazzito.
non mi sono di certo messo di mia volontà a farmi pippe mentali di questo calibro. cioè, si che me ne faccio, e tante anche :-). ma non sono fortunatamente ancora diventato così ontologico e cerebrale. qualcuno obietterà che si ma questo qualcuno, per il momento almeno, lo mettiamo a tacere e basta :-).

stiamo parlando di felicità. di felicità e del perchè è così difficile trovarne una definizione adeguata. di felicità e del perchè una giovane insegnante, all'interno di un corso di inglese rivolto per lo più a ragazzi europei (quasi tutti svizzero-tedeschi, ma vabbè) di età compresa tra i 16 e i 22 anni, si decida ad assegnare un compito del genere, soprattutto se la lezione del giorno verte quasi esclusivamente su 'parole che usiamo per unire le idee in un saggio, una presentazione o qualche volta anche nei discorsi di tutti i giorni'. in breve congiunzioni, costruzioni ed avverbi che ti aiutano ad aggiungere, comparare o concludere un discorso.

questo è quello che ho scritto o, per meglio dire, ho provato a scrivere io. inutile sottolineare che ho completamente ciccato il senso dell'esercitazione... :-)
la felicità è in assoluto una delle 'cose' più importanti nella vita di ciascuno di noi. che tu sia povero, ricco, brutto meraviglioso, sordo, muto o cieco, la ricerca dela felicità sarà inevitabilmente una della delle più grandi avventure/esperienze della tua vita. ma perchè è così difficile trovare una definizione universalmente approvata di felicità? esistono tante definizioni quante sono le persone che vivono sulla terra, ciascuna apparentemente opposta all'altra.
cosa significa la parola felicità per me? provo a spiegarlo.

quando parlo di felicità penso ad un'emozione lunga un attimo, pochi secondi al massimo. un momento speciale. un momento al quale, tutte le volte che ti capiterà in futuro di ripensare, sarai costretto a sorridere, senza una ragione appartente.
la prima volta che ho visto Giada, nata meno di un'ora prima, poco dopo aver udito i suoi vagiti di bambina che grida al mondo intero la sua meravigliosa presenza. questa è felicità. quando guardo Marco e rivedo lo stesso bambino che ero io all'età sua, stessa faccia, stesse necessità, stesse passioni. stesso bisogno di protezione.
felicità è un paio di minuti prima di tornare a casa, dopo un lungo periodo di assenza. quando puoi vedere gioia ed emozione negli occhi dei tuoi cari. felicità è guardare uno specchio e vederci dentro una persona che ti piace. felicità è un regalo inaspettato. felicità è poter condividere tutto con la persona che ami. felicità è chiudere gli occhi e sentire la voce degli angeli. felicità è percepire suoni ed odori 'che riempiono l'aria' :-). felicità è ridere a crepapelle coi tuoi amici più cari, anche se non è successo niente di speciale. felicità è svegliarsi la mattina e scoprire che sei ancora vivo. felicità è sdraiarsi sulla spiaggia, di notte, a contemplare l'infinito.
felicità è giusto una parola. una parola che tutti usano, televisoni, carta stampata e cinema in testa. spesso anche inopportunamente o, peggio, in maniera gratuita. ed io proprio non lo so se sarò mai una persona felice. ma sono certo di sapere cosa questa semplice parola significa.

sono io che non le vedo o c'è proprio traccia, in questo testo, di congiunzioni, costruzioni ed avverbi che ti aiutano ad aggiungere, comparare o concludere un discorso? tutta colpa dell'insegnante! ;-) insegnante che tra l'altro si chiama Beck, proprio come il cantante, tranne che almeno lei, con la super-mitica setta di Tom Fuckin' Cruise non c'entra una benemerita minchia. o forse si? indagherò.

domenica 14 settembre 2008

prima settimana a Maroochydore

finalmente torno a scrivere in diretta :-).
e ciò mi fa piacere soprattutto per due motivi. il primo perchè ciò significa che adesso ho evidentemente meno problemi nell'accedere ad internet. ed il secondo è che posso parlare di quello che sto facendo praticamente in diretta. :-) ovviamente esiste anche un risvolto della medaglia ovvero, come succede spesso, adesso che ho più tempo nonchè più possibilità per raccontare quello che faccio o che comunque mi succede, le cose da raccontare iniziano a latitare :-). cioè, non è che non mi succeda proprio niente, intendiamoci. ma in rapporto a quanto fatto, visto, vissuto, capitatomi nelle ultime settimane, quella che mi appresto a vivere adesso sembra proprio una gran palla di vita :-). certo, dopo 2 settimane sballonzolato da un posto all'altro dell'australia, nonchè dopo 6 mesi vissuti in ostello, questo ritorno alla vita familiare non può che farmi bene. tranne che avrò bisogno di un pò più di una settimana per abituarmici :-).

ma andiamo per ordine.
cos'è Maroochydore? che nome di merda, cazzo. sto iniziando solo adesso a memorizzarlo. Maroochydore è una cittadina come tante, a poco più di due ore in autobus dalla capitale del Queensland Brisbane. siamo in piena Sunshine Coast, a 10 minuti in autobus da quelle che sono le mete turistiche preferite nella zona, ovvero Noosa a Nord e Mooloolaba a sud. meta di molti surfisti anche, ma soprattutto di skysurfers! molto simile a quello che mi capitava di vedere a San Leone, in zona Gianco, soprattutto nel periodo delle vacanze pasquali.
e che cosa ci faccio a Maroochydore? ho appena terminato la prima settimana del corso di inglese :-). ho scelto di venire a studiare da queste parti per tutta una serie di motivi tra i quali i principali sono sicuramente il clima mite, la non eccessiva presenza di svaghi e divertimenti, la possibilità di stare un periodo da solo e soprattutto il prezzo relativamente contenuto del corso nonchè proprio della vita, in rapporto a quanto avrei dovuto spendere per tutto questo in una città come Sydney o Melbourne.
vivo con una famiglia del luogo, esattamente in località Kuluin, quartiere residenziale a non più di un paio di km circa dal centro, in Australia chiamato generalmente CBD, di Maroochydore. il clima in casa è cordiale e sereno, loro mi lasciano i miei spazi ed io mi faccio abbondantemente i cazzi miei. cosa chiedere di più? un'altro ragazzo, Simon, vive nella mia stessa casa. i signori Kilpatrick hanno sì 4 figli ma, per un motivo o per un altro, vivono tutti in giro per l'Australia. motivo per il quale si ritrovano con due belle ed accoglienti camere vuote e pronte ad essere affitate a studenti della Sea English Academy. non pago molto di più che pagherei in un ostello, col vantaggio che non devo cucinarmi nè comperare il cibo, lavare e stirare vestiti o lenzuola, perchè a questo pensa Susan, nè tantomeno sbattermi per trovare un internet point più conveniente perchè, incluso nel prezzo, ho anche libero accesso, 24 ore su 24, ad una non proprio velocissima ma comunque funzionale connessione ad internet. Simon, tra l'altro, è anche mio compagno di classe. è svizzero-tedesco, come l'80% circa dei ragazzi iscritti in accademia, ha 20 anni nonchè una parlantina che lo aiuterà di certo nel rapido apprendimento della lingua dei Lord. una delle sue espressioni più gettonate è 'ah, da voi è così. in svizzera invece...'. come dargli torto del resto. il suo metro di paragone parte generalmente da livelli più alti ed organizzati. siamo in australia del resto, mica a Tokio :-).
vado a lezione 20 ore circa alla settimana, suddivise in 4 giorni che vanno dal lunedì al giovedì. dopo aver risposto alle domande del test di ingresso sono stato inserito in una classe dove rappresento, e di gran lunga, il meno preparato tra gli studenti :-). ma non è colpa mia, cazzo, io ho anche provato a spiegare alle insegnanti come stanno le cose. una cosa è riempire un test, tra grammatica e lingua parlata, che c'hai il tuo tempo per pensare e per rispondere, riducendo quindi la possibilità di errore, ed un'altra, completamente doversa, è il dover rispondere rapidamente alle diverse questioni che, di volta in volta, ti capita di trovarti davanti. a volte mi manca proprio l'aria al cervello, inizio a farfugliare cose che non stanno nè in cielo nè in terra e, non avendo neanche il vocabolario, inizio proprio ad arrampicarmi su tutti gli specchi possibili ed immaginabili. inutile sottolineare che gli altri ragazzi invece, soprattutto uno, possiedono una proprietà linguistica, nonchè un vocabolario, 173 volte almeno più completo e corretto del mio. continuo comunque a ripetermi che questa situazione non può che farmi bene, che inevitabilmente si impara maggiormente da chi ne sa più di te piuttosto che da chi ne sa meno, e che risultati positivi si inizieranno prima o poi a vedere. per adesso sono solo stanco, stanco e confuso.
ho anche iniziato a guardarmi in giro per poter trovare un lavoretto per il fine settimana. ieri, dopo una passeggiata di più di 5 km, ho scelto un paio di posti nei quali lasciare il mio cazzo di curriculum. i criteri che mi hanno guidato nella scelta sono stati soprattutto la vicinanza dei posti con la scuola e la fermata dell'autobus, nonchè la posizione leggermente defilata rispetto ai centri prettamente turistici. spero mi chiami almeno uno di loro entro i primi giorni della prossima settimana, termine massimo dopo il quale mi muoverò nuovamente alla ricerca di altri possibili posti di lavoro. niente di complicato comunque, o aiuto in cucina o barista-cameriere. 'quante ore vorresti lavorare?', mi ha chiesto uno dei boss coi quali ho dovuto parlare. 'il maggior numero di ore possibili', credo proprio di aver riposto. speruma ben.
cos'altro dire? magari, anzi sicuramente, ci sarà qualcos'altro ma, per il momento preferisco fermarmi qui. incitando, soprattutto le persone che non sento da una vita e che, in questi giorni, proverò comunque in qualche modo a contattare, a farsi vivi.
ciau ciau belli :-)

giovedì 11 settembre 2008

futuro, in breve

Cairns, 29 agosto 2008. ora del thé.

per chi non l'avesse ancora capito o, in qualunque modo, saputo, la previsione iniziale di tornare in Italia intorno all'8 di settembre è andata miseramente tradita. con questo non voglio assolutamente dire che non tornerò a breve in italia. vuol semplicemente dire che ho bisogno di un pò più di tempo, rispetto a quello previsto inizialmente, per completare al meglio la mia esperienza australiana. con 'un pò di tempo' intendo un periodo che può andare dai 3 mesi, che significherebbero ritorno a novembre, ai 6, con annesso ritorno in italia rivniato a febbraio 2009.
la tentazione è forte, ma mi sono riservato il diritto di poter scegliere più avanti, quando le presenti prospettive potrebbero, o meno, diventare progetti reali. di progetti a breve termine ce ne sono tanti, uno in particolare.
circa 20 minuti fa ho ufficilamente pagato la retta per due mesi di corso di inglese che, salvo complicazioni sempre dietro l'angolo, dovrei iniziare lunedì 8 settembre. aspetto conferma dalla Sea Enghlish Academy. conferma che, presumibilmente, dovrebbe arrivere tra lunedì e martedì della settimana prossima. e questo è il più importante, nonchè il più concreto, tra i miei progetti in ballo in questo momento. per tutti gli altri ci sarà sicuramente tempo e modo di parlarne.

una settimana coi fiocchi

Cairns, sempre giovedì 28

è questa, ufficialmente, la settimana delle novità, delle cose mai provate ma assolutamente da provare, delle spese folli. cioè, non proprio folli ma sostenute sicuramente. inizio già stasera. cena in un ristorantino giapponese, il 'Cherry Blossom', consigliato dalla Lonely Planet. ovviamente a base di Miso Soup e soprattutto di Aussie Animals, ovvero un super piatto made in Australia a base di carne di emu, canguro e, tenetevi forte, coccodrillo! eh si, proprio lo stesso animale che nella canzone di Bersani viene fuori dalla doccia. ma, si sa, in America può sempre succedere di tutto! il tutto annaffiato da una bella brocca calda di sakè. cosa chiedere di più? :-)
domani sarà invece il turno del bunjee jumping. messaggio di conferma alle 10, bus davanti all'ostello alle 11, salto presumibilmente verso mezzogiorno. non ci posso credere. e non ci posso credere soprattutto se penso che, dal giorno successivo, iniziano i due giorni di corso che mi porteranno, nei giorni successivi, ad immergermi una decina di volte in tutto nella meravigliosa flora e fauna della barriera corallina. una volta anche di notte! con tanto di pinne, tute e boccaglio. non sono proprio sicuro se la mia sia più eccitazione o fifa esagerata :-). solo il tempo saprà dare una risposta concreta alla mia domanda.

28.08.09, ore 19:58
vi dirò, neanche tutta questa gran cosa.la carne di canguro l'avevo già mangiata più volte, e questa non è sicuramente una delle migliori tra queste. intendiamoci, non era male, ma una bistecca alla piastra non ha prezzo. soprattutto se si tratta di carne saporità e gustosa come quella di canguro. giusto un filo d'olio ed un pizzico di sale ed è perfetta. appena sufficiente.
la carne di emu era sì saporita ma forse un pò troppo. si trattava giusto di due assaggini, ok, ma due assaggi in grado di ricordarmi quanto mi dia fastidio il gusto di selvaggina. e l'emu soprattutto di quello sapeva, di animale selvatico. da rivedere.
passiamo adesso a quello che doveva, ed è stata, la parte principale della mia cena, ovvero la tanto attesa carne di coccodrillo. piccola premessa. il fatto di aver letto sul menù che il coccodrillo sarebbe stato servito sotto forma di bocconcini fritti mi aveva fatto un pò cambiare idea sull'acquisto. chi mi conosce sa come la penso. a me il fritto proprio non va giù, soprattutto quando si tratta di qualcosa che non hai mai mangiato prima e sul quale nutri una certa curiosità. il fritto tende ad uniformare, ad appiattire i differenti gusti. patate, carne, verdure tendono ad avere un gusto relativamente simile. non puoi dire 'ho mangiato carne' senza aggiungere che era fritta, ecco. cambia proprio la sostanza. un pò come quando mangi qualcosa con dentro la panna. no, ok, la panna è anni luce peggio. se c'è lei di mezzo prima di tutto mangi panna, poi magari anche il resto. sono consapevole d'aver fatto storcere il naso a più di qualcuno, e me ne dispiaccio, ma io la vedo così :-). la panna puoi anche metterla nella tua pupù, e la tua tua pupù saprà subito, magicamente, di panna ;-). protagonista forzata. sarà forse proprio per questo che piace tanto ai francesi, perchè è esattamente come loro, in un certo senso li rappresenta. se c'è DEVE essere vista e sentita. ma non era la panna l'argomento di questo post, se non sbaglio. mi scuso ancora :-).
torniamo ai bocconcini fritti di carne di coccodrillo. a volerla dire tutta erano anche buoni. cioè, forse un pò troppi ma comunque gustosi. l'unica, piccolissima, obiezione che mi viene da porre è che se nessuno mi avesse detto che la carne che stavo mangiando non era di pollo io me ne sarei serenamente tornato a casa con la consapevolezza di aver mangiato qualcosa di noto. nonchè che 20 euro circa erano magari un pò troppi per un piatto che puoi comodamente ed economicamente mangiare nella maggior parte dei fast food. forse solo un attimo più viscida del pollo, ecco. giusto un pizzico. a questo punto la curiosità sulla scoperta del vero gusto della carne di coccodrillo non può che continuare a crescere in me. avrò magari modo di riprovare. e questa volta senza fritture di mezzo :-). comunque discreto.

29.08.08, ore 12:47
ho appena completato il mio salto, una figata da paura. mi ero ripromesso di non pensare al secondo precedente il salto. mi ero ripromesso di gridare prima 'ciao mamma' e poi anche 'what the fuck'. mi ero ripromesso di tenere gli occhi bene aperti per poter gustare al meglio ogni singolo attimo di quest'esperienza comunque unica. mi ero ripromesso un sacco di cose. tutte cose che si sono automaticamente volatilizzate nel momento stesso in cui ho messo entrambi i piedi a 2cm dal baratro, con una veduta su Cairn ed il mare davanti, ed un laghetto dopo oltre 50m di strapiombo sotto. mi ricordo poco o niente. ho la testa che mi gira, confusa ma non affaticata. ricordo le mani e la testa che affondano nell'acqua. ricordo tutto il verde intorno ed il mio corpo che continua a girare come una trottola, dio solo sa perchè. ricordo che un paio di volte mi sono anche scordato di tene re le mani unite, come consigliatomi dal Rastafari su in cima, pochi attimi prima del salto. ricordo di avere in effetti gridato 'what the fuck', anche se non proprio bene quando. ricordo di non essere riuscito ad afferrare le mani del tipo che doveva tirarmi sulla barca per riportarmi sulla terra ferma. ricordo l'acqua nelle orecchie, soprattutto in quella sinistra.
a conti fatti, non so se mi sia piaciuto davvero. e se si, fino a che punto. avrò bisogno forse di un pò più di tempo per capirlo. motivo per il quale non proverò il secondo salto. per quello e per un pizzico di paura che adesso, a mente fredda, mi pizzica la mente. è stato pazzesco certo, ma è stato giusto un attimo. forse troppo poco per sconvolgere i meie oramai consolidati equilibri. forse :-).

08.09.08, ore 16:57
da dove iniziare? ma soprattutto, cosa dire? è stata, senza ombra di dubbio, una delle più straordinarie esperienze della mia vita. da ripetere.
due giorni di corso, equamente divisi tra parte teorica in aula, con tanto di video nonchè di spiegazioni da parte dell'istruttore neozelandese Tristan, ed esercizi in piscina. siamo quindi passati a quella che doveva essere, e che in effetti è stata, la parte più interessante dell'esperienza. due giorni e mezzo du una cazzo di barchetta sperduta in mezzo alla barriera corallina, assieme ad un ben nutrito ed eterogeneo gruppo di persone. 12 eravamo noi, ovvero quelli che abbiamo partecipato al medesimo corso di formazione. equamente divisi in due gruppi da 6. due ragazze neozelandesi, una svizzera-francese, un biologo marino americano di LA, un ragazzo tedesco ed io in un gruppo. due ragazzi tedeschi, un canadese, una ragazza sempre made in germania e due indo-inglesine nell'altro. stupido sottolineare come i nomi erano, e sono ancora, un optional del quale faccio solitamente a meno.oltre a questi, poco più di una decina di ragazzi alla ricerca di un altro brevetto o, semplicemente, di una meravigliosa immersione, nonchè 6 o 7 persone facenti parte dell'equipaggio. equipaggio composto da una cuoca (il cibo aveva anche un bell'aspetto, ed era decisamente abbondante. ma quanto al gusto... le lasagne al sugo che ha preparato una sera per cena sapevano di tutt'altro. e di un tutt'altro non particolarmente gradevole, ecco. peccato perchè sembrava anche simpatica. la cuoca, non la lasagna :-)), il comandante nonchè esperto in macchine fotografiche subacquee, i due istruttori del mio corso, un'assistente, il mitico Timo (un ragazzone a metà strada tra Baywatch e Ken di Barbie coi capelli più lunghi, from Germany ma oramai trapiantato a Cairns da anni) ed infine il mio preferito, un ragazzo, probabilmente australiano, che volta per volta ci spiegava la cartografia dell'immersione che ci saremmo trovati a compiere da lì a poco, con tanto di tipologia di pesci o coralli che avremmo potuto vedere, profondità e tempo massimi dell'immersione, e tante altre, per lo più interessanti, cose. mi ha conquistato fin dalla prima frase. forse sarebbe meglio dire grazie alla prima frase. ok, saliamo sulla barca e qualcuno ci consiglia di sederci in sala riunioni perchè ci verranno dette un paio di cose importanti sul da farsi, ma anche e soprattutto perchè starsene in giro a gironzolare è al momento un tantino rischioso perchè, soprattutto durante le prime 3 ore di viaggio, il rischio mal di mare è generalmente alto. non appena ci siamo seduti un pò tutti prende la parola lui a nome dell'equipaggio, dice il suo nome ma io ovviamente non me lo posso ricordare :-), e chiede senza indugiare 'se ci sono inglesi tra voi che alzino la mano'. in 5 o 6, più o meno timidamente, rispondono alla sua richiesta. ed eccolo allora aggiungere 'ok, ottimo. come prima cosa giratevi tutti verso destra. lo vedete quel cerchio giallo in mezzo a quella grossa macchia azzurra? ecco, quello è il sole. mi sa che vi ci dovrete abituare!'. cioè, FANTASTICO, TI ADORO!!! assolutamente 1-0 per te e palla al centro :-).superate le tre cazzo di ore iniziali è poi stato un rapido susseguirsi di immersione, asciugarsi al sole, mangiare qualcosa, rilassarsi, ancora immersione, pranzo, qualche pagina di Rispondimi di Susanna Tamaro (primo libro interamente in italiano che mi capita di trovare in australia, captato in un ostello di Cairns e silenziosamente imboscato. dopotutto serviva sicuramente più a me...), etc etc etc. in tutto 9 immersioni. le prime 4 all'interno del programma per il rilascio del certificato di Open Water Course. ovvero ripetere in mare aperto, a 4 o 5 m di profondità, quanto precedentemente provato in piscina. ti ritrovi comunque immerso tra colori e luci che sembrano provenire da un mondo lontano ma non te li puoi godere fino in fondo. le restanti 5 immersioni sono state invece un crescendo di meraviglia e stupore. la prima in solitaria, io ed il mio buddy* Sven l'abbiamo dovuta interrompere prematuramente perchè lui continuava ad accusare fastidio ad un orecchio. qualche ora dopo è stato il monento dell'immersione in notturna. non potete capire che spettacolo! con sti cazzo di squaletti che ci continuavano a ronzare più o meno intorno, forse incuriositi dalle luci delle torce, a non più di 2 o 3 metri. che uno squalo, specie di notte, lo rinosci subito perchè, al posto degli occhi, c'ha due fanali catarifrangenti. PAIUUUUUURRRRRAAAAAA!!! :-)
prima di questa immersione mi sono trovato costretto a scegliere un altro buddy, perchè Sven ha preferito cambiare corso e continuare a studiare per ottenere il secondo brevetto, brevetto che da lì al giorno dopo gli avrebbe consentito di scendere fino ai 30m di profondità. col mio brevetto, invece, il limite è fissato attorno ai 18m. e, solo in questo speciale caso di ritorno alle immersioni di gruppo, mi sono beccato un super mitico 70enne australiano, che ovviamente manco mi ricordo se ho mai saputo come si chiama ma che, essendo un gran lupo di mare per quel che riguarda le immersioni in genere ma anche e soprattutto quelle nella barriera corallina, mi ha regalato la possibilità di poter nuotare liberamente, senza dovermi preoccupare o pensare a niente. optimus! tra l'altro, soltanto in questa occasione, l'immersione era guidata da Timo che, finalmente, ci ha portati afare un giro anche tra le pareti e le grotte. AWESOME!!!
le ultime 3 immersioni, tutte il giorno successivo, le ho effettuate all'interno di un gruppetto composto da 4 persone ovvero me medesimo, Stefan e Claudiu from Germany e Taylor from Canada. ufficialmente quest'ultimo era il mio buddy, cosa assolutamente positiva soprattutto perchè anche lui metteva sicurezza e tranquillità. però, puntualmente, io e Stefan ci ritrovavamo anche 3 o 4 metri più in profondità degli altri due. nonchè un paio di volte costretti a tornare in direzione della barca, e questo anche se nelle bombole avevamo ancora aria sufficiente, perchè, solo lui sa come, Claudiu ne aveva già consumata buona parte della sua. che dire, misteri della differente respirazione! :-) in una di queste tre immersioni, ed esattamente nella seconda, ci siamo anche portati dietro due macchine fotografiche, così da poter avere qualche ricordo concreto. ma, oltre alfatto che davvero non è semplice, le prime volte, rimanere immobili per alcuni secondi e scattare, c'è anche da da dire che abbiamo avuto la sfiga di ciccare completamente scelta perchè, se avessimo deciso di fare la stessa cosa durante l'ultima immersione, ci saremmo beccati maggiore visibilità nonchè un bordello di cose in più da fotografare. compresa una super manta, alla quale ci siamo comunque avvicinati fin quasi a toccarla. se ci penso mi vengono ancora i brividi! :-)dopo le tre solite ore di navigazione, e quindi verso le 16, ci hanno riportati, sani e salvi, sulla terra ferma. appuntamento fissato attorno alle 7pm in un irish pub, per festeggiare tutti insieme i brevetti ottenuti. inutile dire che gli ho tirato il pacco, e non credo di essere stato l'unico tra l'altro. e questo per due semplici motivi. il primo è che mi sentivo davvero stanco, e comunque il mattino seguente avevo il cazzo di autobus per Townsville alle 7:15am. e poi anche perchè mi sono continuato a sentire sulla barca per almeno altri giorni ancora, specialmente con gli occhi chiusi e sotto l'acqua calda della doccia. indi per cui il concetto di socializzare non mi riempiva certi di gioia. e poi ancora adesso le orecchie, ogni tanto, mi si continuano ad intasare e, con difficoltà, le riesco a stappare... Happy with that??? :-D

ps
quasi dimenticavo di dire che, alla fine, sono anche riuscito a trovarlo Nemo :-). che sta bene, anzi benissimo, e che mi ha pregato, anzi, di salutarvi tutti. ;-)

* buddy, letteralmente, significa compagno. la sua presenza è fondamentale per due motivi. intanto perchè, conseguito il brevetto Padi - Open Water Course, puoi immergerti soltanto in presenza di un'altra persone con almeno il tuo stesso brevetto. e poi anche e soprattutto perchè il buddy system è un sistema di mutuo soccorso tra compagni di una squadra, impossibile da realizzare se si è da soli. :-)

bye bye Bowen

Cairns, giovedì 28 agosto 2008

dopo quasi un mese trascorso in quel di Bowen, ridente e desolata cittadina nel nord del Queensland, nonchè dopo una settimana trascorsa ad accatastare centinaia, migliaia di scatole da 10 kg di fagiolini non appena lavati e confezionati, rieccomi in viaggio. viaggio quasi obbligato questa volta. quasi obbligato e solitario. ebbene si, come magari qualcuno di voi già sapeva, mi sono trovato a dover prendere una serie di rischiose nonchè delicate decisioni, prima tra queste quella di trascorrere i prossimi due mesi in solitaria. quindi niente marco e turi, niente tentazione di parlare in italiano che almeno è più semplice e non devo affaticarmi, niente facce note che mi girano intorno. passo sofferto ma doveroso, inevitabile. lo devo a me stesso, a tutte le persone che in qualche modo mi stanno aspettando in italia. sarei rimasto volentieri ancora qualche settimana, forse anche un mese, a Bowen. sarei rimasto se solo avessi potuto mantenere il mio cazzo di umido, palloso e ripetitivo lavoro. dopo quasi due settimane di attesa per trovarlo, una settimana esatta dopo il giorno di assunzione ecco che, momento in cui sto per firmare l'uscita, ecco che mi avvicina la ragazza che lavora in ufficio. cosa strana dal momento che, in una settimana, l'avevo vista soltanto nel momento della firma del contratto. mi si avvicina e mi dice, senza giri di parole, 'francesco domani non lavori perchè questo è il tuo ultimo giorno di lavoro'. faccia tra lo sconvolto e l'incredulo. la mia, ovviamente. al ché aggiunge 'il tuo lavoro non è ABBASTANZA buono'. chi mi conosce sa che, ovviamente, non riesco a proferire parola. non un WHY?, non un IT'S NOT TRUE o un WHAT IS IT MEANS 'ENOUGH GOOD'?. solo un silenzioso OK. e dire invece che, senza falsa modestia, il mio lavoro lo svolgevo non bene ma molto bene. puntuale, veloce, mai una lamentela, ma un errore. a differenza dello stronzo pluri 70enne, probabilmente proprio la persona che mi ha messo nelle condizioni di venire silurato, che di errori ne combinava, e grossi anche, uno al giorno almeno. preso com'era a portare avanti la sua battaglia personale per dimostrare a tutti che, nonostante l'età, potesse essere in grado di lavorare come, e forse meglio, un ragazzo di quasi 27 anni circa. inutile agggiungere che la sua battaglia non mi sfiorava neanche, se non nel momento in cui i suoi cazzo di stupidi errori, nonchè la sua ossessione nel rifare minuziosamente, e più volte anche se non necessario, le medesime cose mi costringevano a lavorare quasi un'ora in più rispetto a tutti gli altri ragazzi. ragazzi che aspettavano silenziosamente sull'autobus che io finissi di mettere riparo alle stronzate che lui combinava. a velocità doppia, ovviamente, perchè i titolari, o chi per loro, dovevano chiudere uffici e struttura. ma, ripeto, mai una parola di troppo, mai uno sbuffo, mai una lamentela. e nessuno, almeno in apparenza, si era mai lamentato del mio lavoro. quindi da qui a dire che non ho tutt'ora idea del perchè mi abbiano licenziato il passo è davvero breve. doppia fregatura dal momento momento che, se vieni licenziato, nella specie di lista di collocamento presente nell'ostello riparti anche da zero, ovvero dall'ultima posizione, anche se stai in quel cazzo di posto da quasi tre settimane, come successo a me.ed è in quel preciso momento che ho messo a fuoco che dovevo cambiare aria, pensare a nuovi progetti, sgombrare la mente da domande che tanto non avrebbero mai trovato una risposta coerente. e tutto con la consapevolezza di dover abbandonare un bello ed eterogeneo gruppo di persone, qualcuno dei quali davvero in procinto di diventare amico.persone che, prima di partire, abbracciandomi mi hanno detto 'non è giusto cazzo, non è giusto'. o, con voce commossa, 'so già che mi mancherai'. frasi fatte, a pensarci bene, ma ho buone ragioni per pensare che siano anche sincere. penso a Lee, il tedesco 'marpione' più napoletano che mi sia mai capitato di incontrare. intelligenza e sensibilità superiori, come dimostrato anche dalla sua vasta, vastissima, conoscenza linguistica. intelligenza non ancora completamente maturata e consapevole, strepitoso potenziale. che cazzo ci stava a fare a lavorare a Bowen, lui che poteva ambire a qualsiasi tipo di lavoro in Australia, resterà a lungo nel capitolo dei misteri made in Oz. in bocca al lupo amico, spero davvero di poterti rivedere, prima o poi. in spagna? ;-)penso alla mia sorellina Choi, a Shelina, a Eun Ji e a tutti gli educati e chiacchieroni ragazzi koreani che mi è capitato, fortunatamente, di incontrare e conoscere. all'affetto che mi hanno saputo dimostrare. soprattutto nei momenti no. un esempio? il giorno dopo il licenziamento, quando ci stavamo ancora tutti chiedendo il come ed il perchè, nel tentativo di consolarmi Choi mi dice 'stai tranquillo che si sistema tutto. e comunque, se ti dovessero servire pannocchie, non hai che da dirmelo'. con riferimento al fatto che, nel nostro posto di lavoro, oltre ai fagiolini si lavorava anche sui corn. e, a giornata lavorativa completata, potevamo prendere e portare a casa quante pannocchie volevamo :-).penso a Toshyha, a Megumi e a tutti i ragazzi giapponesi che, anche se non capiscono un capsus di quello che gli hai chiesto, ti rispondono comunque con un 'si si' :-). sempre pronti a riempirti di complimenti e ad offrirti una assaggio, ma anche più, di quella che è decisamente l'unica cucina al mondo in grado di competere, per ricchezza ed originalità, con la cucina italiana. passata agli annali, alla voce PAUUUUURA!!!, una zuppa di zucca che, al solo pensiero, mi mette in circolo un'acquolina in bocca difficile da contenere.penso a Sabine, copia spiccicata di marina Massironi quando faceva la tedesca negli sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo. penso ad Alex, un nume una garanzia.penso a tutti i soprannomi che io e Marco, strada facendo, stavamo trovando a a tutti gli abitanti del Bowen Backpackers. a Gigetto, a Samantho e all'altro, alle tre pazze ed alle tre minnute. all'innominato, che mi salutava sempre in spagnolo nonostante la sua provenienza koreana e che, ogni tanto, mi chiedeva 'come sta?'.a Max e a Jean, sui quali è impossibile aggiungere altro. a Philippe, che magari rivedrò a Sydney in novembre. agli estoni, al vero Sven, al finto Sven e all'altro. sul finto Sven, sulle cataste di stonzate che racconta tutti i giorni, ci sarebbe da scrivere un blog lungo 675 pagine. vi dovrete accontentare di sapere che sua madre è la segretaria, o una cosa del genere, del presidente del consiglio estone (che nessuno pensi alla stagista... ;-)). ma soprattutto che, in questo periodo, sta lavorando a bowen a spaccarsi il culo per 100$ al giorno e a lavorare un giorno si e magari 4 no ma che, dal mese di novembre, andrà a lavorare su una barca dove lo pagheranno decine di migliaia di dollari al mese! gente di un certo livello :-).a tutti quelli coi quali ho parlato solo una volta o a quelli che, per me, rappresentavano solo il contorno. a scroto, soprannominato così perchè continuava a mostrare, fiero, il suo stupido e rischioso piercing.alla chitarra suonata, quasi ininterrottamente, da Lee e da David. quella melodia improvvisata sulla veranda difficilmente abbandonerà le mie orecchie.penso a Marco, che può ancora godere di tutte queste banali e ripetitive cose. si chiude una porta e si apre un portone. speriamo va... :-)