la novità sostanziale, novità che poi in realtà sono due, è che dovrei aver trovato lavoro a Perth. quindi 1. ho trovato lavoro 2. ho deciso di restare a Perth.
la sostanza dei fatti è questa. ho cercato di farmi qualche calcolo per riuscire ad impostare nel migliore dei modi gli ultimi 3 mesi che mi restano da trascorrere in terra australe. 3 mesi che non vorrei proprio fossero tristi, silenziosi, opachi. ed ecco quello che ne è uscito. programma che, come al solito secondo me, subirà inevitabilmente delle variazioni. ma, è questa è la grossa novità, questa volta non per casini che combino io ma, cosa già successa almeno un paio di volte qui in Australia, per la legge della casualità che, puntualmente, arriva a scombinare i miei piani.
dicevamo di Perth e del nuovo lavoro. dovrei fare l'aiuto cuoco in un ristorante a 20 minuti a piedi dall'ostello dove abito. l'ambiente non è dei migliori e non so ancora bene quanto mi pagheranno ma per un mese posso anche sopportarlo. cioè, se capisco che mi pagano poco ci metto nulla a sfancularli. ma, salvo novità, così non dovrebbe essere. e per quel che riguarda l'ambiente, mi riferisco al proprietario lussembughese, un pò troppo nervoso, su di giri ma soprattutto TIRCHIO per i miei gusti raffinati :-). ho già provato ieri 4 ore e penso di poterlo fare. e poi, particolare non secondario, lavoro nello stesso ristorante dove lavora marco. cioè, non ci vediamo praticamente mai perchè lui fa il cameriere, ma almeno non devo farmi il viaggio di ritorno in solitario.
l'intenzione è quella di spostarsi da Perth in direzione Melbourne poco prima di natale. mi piacerebbe andare via terra, in modo da poter visitare qualche posto nuovo lungo il percorso, ad esempio Margareth River o Adelaide, la città delle chiese sulla quale i commenti di chi c'è stato sono troppo discordanti. ma bisogna vedere bene perchè, oltre al tempo a disposizione che è comunque poco, bisogna considerare che siamo comunque in altissima stagione ed un giochetto del genere potrebbe anche costarci un bordellone di soldi. quindi natale e forse capodanno a Melbourne (io un saltino, in pieno stile 'prendi il treno il 30 notte, arrivi a Sydney giusto in tempo per festeggiare il 1° dell'anno e poi torni a Melbourne' quasi quasi me lo farei!) per poi spostarmi, la seconda settimana di febbraio, nuovamente a Maroochydore, Sunshine Coast, per seguire quel cazzo di corso per l'abilitazione all'insegnamento. dopo 4 settimane di corso intensivo Sydney, qualche giorno a Bangkok, scalo forzato a Dubai ed infine Milano Malpensa e quindi Italia.
questo è il progetto. sarà la pratica, una volta tanto, simile alla teoria? vedremo.
sabato 15 novembre 2008
martedì 11 novembre 2008
a volte succede che
a volte succede che sei confuso, indeciso, non sai che strada prendere.a volte succede che tutto ti sembra chiaro e limpido, finalmente prendi una decisione sofferta dopo un lungo periodo di riflessione, ma basta un attimo e tutto torna in discussione. a volte succede che prendi e parti, così, giusto per cambiare aria una settimana, e ti ritrovi invece catapultato in un vortice di idee, progetti, programmi che alla fine non fanno altro che renderti la vita incasinata. a volte succede che non sei proprio tu la persona che riesce a prendere la decisione giusta nel momento giusto. a volte succede spesso che non sei tu quella persona lì. a volte succede che qualcuno ti chiede se vuoi andare a lavorare da qualche parte, senza che tu glielo abbia in realtà chiesto. a volte succede che, come al solito, anche le cose che sembrano più semplici si rivelano invece un gran casino pieno di dubbi, perplessità e domande senza risposta. a volte succede che hai 27 anni e ne vorresti avere 5. a volte succede che ne hai sempre ventisette e ne vorresti avere 70. ok, quest'ultima non succede spesso. non succede spesso ma succede. a volte succede che ti senti un deficiente perchè non sei mai, ma davvero mai, quella persona in grado di prendere una decisione che sia una, una e basta. a volte succede di chiederti se davvero potrai mai fare qualcosa di serio nella vita, alla luce del fatto che anche le piccole stronzate di tutti i giorni riescono a mandarti nel pallone. a volte succede che vorresti un'amico, una persona speciale accanto, ed invece ti ritrovi solo, anche e soprattutto perchè te la sei andata a cercare. a volte succede che diventi una persona che si sente di dovere giustificare tutto a tutti, soprattutto a se stesso, anche quando queste spiegazioni non sono richieste. a volte succede di sentirsi vecchi a 27 anni, non perfettamente in grado di reagire alle 1000 e più sfide che la vita ti propone giorno per giorno. a volte succede di sentirsi fuoriluogo, fuoriforma, fuorisede, insomma fuori. ma questo fuori, stranamente, non ti aiuta più come ai vecchi tempi. a volte succede di parlare di vecchi tempi e subito dopo di sentirsi ridicoli. a volte succede che non sai proprio con chi prendertela ed alla fine finisci sempre per prendertela con te stesso. a volte succede che vorresti essere una persona completamente diversa da quella che in realtà sei, ma ti ricordi anche che per essere quella persona hai lottato, sofferto, preso delle decisioni difficili, anche se quest'ultima cosa spesso involontariamente. ed allora succede anche che ti senti uno schifo totale, col serio dubbio di aver sbagliato tutto.
a volte succede che, come nel mio caso, a volte può anche significare sempre. ma anche questo solo a volte.
ps
sono a Perth, dovrei ripartire sabato notte per Maroochydore e lunedì mattina iniziare il corso per l'abilitazione all'insegnamento della lingua inglese a stranieri. dopodomani potrei anche, però, iniziare a lavorare come giardiniere in un posto a poco più di 20 minuti da Perth. l'idea sarebbe la seguente. lavorare un mesetto e mezzo, mettere qualche soldo da parte, poi forse natale, e sicuramente capodanno a Melbourne con gli amici, con l'inizio del corso che slitterebbe alla terza settimana di gennaio. il corso dura 4 settimane. ed infine Sydney, per cercare di capire, una vota e per tutte, quale cazzo di giorno poter partire alla volta di Milano, via Bangkok.le incognite più grosse sono, al momento, sostanzialmente due. la prima riguarda tutta una serie di mail che dovrei mandare a professoresse ed amici, a Maroochydore, per comunicare lo slittamento della data del rientro, nonchè per assicurarmi che la roba che ho lasciato in giro, tanta, soprattutto libri e vestiti, non finisca miseramente nella spazzatura. è proprio inutile, dagli errori commessi in passato non imparo mai. la seconda riguarda l'alone di mistero che circonda il lavoro in questione. cioè, chiariamo una cosa. potrei anche decidere di rimanere qui a Perth a prescindere dal fatto che il progetto 'gardener' vada in porto. come ho abbastanza avuto modo di vedere coi miei occhi in questi giorni, il trovare lavoro non è davvero una missione impossibile nel west australia. ma il dover decidere di partire, domani pomeriggio, senza avere a priori un'idea precisa di quello che andrò a fare, della durata dello stesso, siano esse ore al giorno, giorni alla settimana, o settimane in totale, mi scoraggia un attimo. a conti fatti so solo che c'ha già lavorato un tipo, amico di una persona che conosco e che domani dovrebbe partire con me (la persona che conosco, non l'amico), e che si è trovato abbastanza bene. che dovrebbero pagarmi sui 16 dollari all'ora, che non è poco ma che non è neanche tanto, e che dovremmo lavorare in teoria 5 giorni alla settimana (tutte queste cose le sono venuto a sapere tramite voci di corridoio, mica me le ha dette ufficilamente qualcuno!). che potrei vivere lì ad un prezzo equilibrato, anche se nessuno si è premurato di chiarirmi se in una grotta sottoterra piuttosto che in un hotel a 5 stelle. domani mattina mi vedrò con la persona che dovrebbe partire con me, cercando di schiarire un attimo le idee. intanto inizio precauzionalmente a scrivere le mail. nonchè, dopo cena, provo a chiamare casa, michela e qualche amico, nella speranza di ricevere il consiglio illuminante. se fossi sicuro di credere in Dio spererei semplicemente che quest'ultimo potesse darmi la forza e l'astuzia per poter prendere, una volta almeno, la decisione giusta. ma dal momento che, se Dio esiste, mi auguro abbia cose più importanti alle quale dedicarsi (vedi, a proposito, quella parte della bibbia che invita a guardare in casa propria prima di rivolgere le proprie 'attenzioni' sui problemi altrui) finirò, come al solito, per fare di testa mia. sempre, e comunque, la cosa sbagliata :-).
a volte succede che, come nel mio caso, a volte può anche significare sempre. ma anche questo solo a volte.
ps
sono a Perth, dovrei ripartire sabato notte per Maroochydore e lunedì mattina iniziare il corso per l'abilitazione all'insegnamento della lingua inglese a stranieri. dopodomani potrei anche, però, iniziare a lavorare come giardiniere in un posto a poco più di 20 minuti da Perth. l'idea sarebbe la seguente. lavorare un mesetto e mezzo, mettere qualche soldo da parte, poi forse natale, e sicuramente capodanno a Melbourne con gli amici, con l'inizio del corso che slitterebbe alla terza settimana di gennaio. il corso dura 4 settimane. ed infine Sydney, per cercare di capire, una vota e per tutte, quale cazzo di giorno poter partire alla volta di Milano, via Bangkok.le incognite più grosse sono, al momento, sostanzialmente due. la prima riguarda tutta una serie di mail che dovrei mandare a professoresse ed amici, a Maroochydore, per comunicare lo slittamento della data del rientro, nonchè per assicurarmi che la roba che ho lasciato in giro, tanta, soprattutto libri e vestiti, non finisca miseramente nella spazzatura. è proprio inutile, dagli errori commessi in passato non imparo mai. la seconda riguarda l'alone di mistero che circonda il lavoro in questione. cioè, chiariamo una cosa. potrei anche decidere di rimanere qui a Perth a prescindere dal fatto che il progetto 'gardener' vada in porto. come ho abbastanza avuto modo di vedere coi miei occhi in questi giorni, il trovare lavoro non è davvero una missione impossibile nel west australia. ma il dover decidere di partire, domani pomeriggio, senza avere a priori un'idea precisa di quello che andrò a fare, della durata dello stesso, siano esse ore al giorno, giorni alla settimana, o settimane in totale, mi scoraggia un attimo. a conti fatti so solo che c'ha già lavorato un tipo, amico di una persona che conosco e che domani dovrebbe partire con me (la persona che conosco, non l'amico), e che si è trovato abbastanza bene. che dovrebbero pagarmi sui 16 dollari all'ora, che non è poco ma che non è neanche tanto, e che dovremmo lavorare in teoria 5 giorni alla settimana (tutte queste cose le sono venuto a sapere tramite voci di corridoio, mica me le ha dette ufficilamente qualcuno!). che potrei vivere lì ad un prezzo equilibrato, anche se nessuno si è premurato di chiarirmi se in una grotta sottoterra piuttosto che in un hotel a 5 stelle. domani mattina mi vedrò con la persona che dovrebbe partire con me, cercando di schiarire un attimo le idee. intanto inizio precauzionalmente a scrivere le mail. nonchè, dopo cena, provo a chiamare casa, michela e qualche amico, nella speranza di ricevere il consiglio illuminante. se fossi sicuro di credere in Dio spererei semplicemente che quest'ultimo potesse darmi la forza e l'astuzia per poter prendere, una volta almeno, la decisione giusta. ma dal momento che, se Dio esiste, mi auguro abbia cose più importanti alle quale dedicarsi (vedi, a proposito, quella parte della bibbia che invita a guardare in casa propria prima di rivolgere le proprie 'attenzioni' sui problemi altrui) finirò, come al solito, per fare di testa mia. sempre, e comunque, la cosa sbagliata :-).
giovedì 6 novembre 2008
domani parto, domenica 16 ritorno. forse
settimana da stress a mille.
come al solito ci metto del mio, combinando cazzate e riuscendo a pensare alle effettive conseguenze delle cose soltanto dopo averle già fatte. la situazione è questa, spiego velocemente. qualche settimana fa prenoto, felice e contento, un volo di sola andata per Perth, west australia, dove vive adesso marco e dove pensavo di voler stare anch'io per qualche mese, spinto dai consigli di chi ci è già stato, descrivendo la zona come meravigliosa da un punto di vista paesaggistico ma anche e soprattutto sottolineando che non è davvero troppo difficile trovare lavoro lì. subito dopo la prenotazione, però, inizio a pensare che forse l'idea del corso per l'insegnamento della lingua inglese agli stranieri non sarebbe poi così male. e questo per tutta una serie di ragioni. la prima è che l'insegnante di riferimento sarebbe una persona che già conosco, in quanto Dianne lavora nella stessa accademia linguistica dove ho frequentato, fino a ieri, il corso di inglese. poi anche che oramai conosco abbastanza bene la zona. non è tra le più interessanti d'Australia, quello è innegabile, ma il clima è meraviglioso, l'oceano immenso, il costo della vita non tra i più alti e poi anche, particolare non da poco, altre due ragazze che frequentavano il corso di lingua con me, grossomodo con la mia stessa preparazione linguistica, frequenteranno sicuramente il Tesol Course. devo decidere entro qualche ora se prenotare il biglietto di ritorno da Perth oppure mandare a puttane il biglietto già prenotato, il biglietto dell'autobus da qui, Maroochydore, all'aeroporto di Brisbane nonchè la prima notte di ostello a Perth, chiaramente già pagata. che, a dirla tutta, stamattina avevo trovato una super offerta per il volo di ritorno, ed avevo anche più volte cercato di pagarlo con la carta di credito, ma qualcosa continuava a bloccare la transazione. credo di aver capito quale fosse l'ostacolo. spegno il pc e mi faccio un giro in accademia a salutare Beck, la mia prof coetanea, che tra una settimana si trasferisce in Thailandia. giusto un paio d'ore, per intenderci. poi torno a casa, accendo il pc e, come per magia, l'offerta non c'è più! ovvero, se voglio tornare da Perth in tempo per iniziare il corso devo pagare, per lo stesso identico biglietto che avevo trovato qualche ora prima, 100 dollari in più! roba da prendersela con tutto e tutti, cazzo. magia magia!
qualche parola anche sul Tesol Course. 4 settimane di corso intensivo. le prime tre, ovviamente con frequenza obbligatoria, in sede. si tratta di lezioni che vertono principalmente sulla grammatica inglese e sul discorso, questo è almeno quello che credo di aver capito io :-). 7 ore di lezione al giorno per 5 giorni alle settimana. un vero e proprio tour de force, per dirlo in un'altra lingua. finito questo eccoci arrivati alla settimana conclusiva, che è un pò anche, a conti fatti, quella che mi spaventa di più. la settimana che va dall'8 al 14 di dicembre. i primi 4 giorni dovremo tenere delle lezioni a tema, anche se non ho ben presente come faremo a riuscirci. lezioni ad una classe di studenti, per intenderci. già mi vedo a sparare qualche cazzata o a sbagliare il più elementare dei verbi. chi vivrà vedrà. ma è questa anche la settimana dell'esame finale. vale a dire che, se non superi quello, ti attacchi serenamente al tram. come se non bastasse, magari i più attenti si saranno già accorti che questa è anche la settimana del mio compleanno. compleanno che, coincidendo con la notte prima degli esami, verrà trascorso presumibilmente tra concetti non pienamente compresi e corse furibonde al bagno.
dite che sono un pazzo a provare questo corso nonostante il comunque non sufficiente livello di preparazione linguistica? lo so bene, cazzo, lo so bene. che Barak Obama me la mandi buona...
ps
spulciando un libro sull'interpretazione dei sogni, chiaramente in inglese, mi sono imbattuto sul significato della sensazione di volare e del risveglio di soprassalto, appunto mentre si sta sognando. in linea di massima dovrebbe voler dire che hai la sensazione, e a volte anche la certezza, che i tuoi sogni stiano andando in pezzi. mi devo seriamente iniziare a preoccupare??? come se non lo fossi già preoccupato, cazzo!
come al solito ci metto del mio, combinando cazzate e riuscendo a pensare alle effettive conseguenze delle cose soltanto dopo averle già fatte. la situazione è questa, spiego velocemente. qualche settimana fa prenoto, felice e contento, un volo di sola andata per Perth, west australia, dove vive adesso marco e dove pensavo di voler stare anch'io per qualche mese, spinto dai consigli di chi ci è già stato, descrivendo la zona come meravigliosa da un punto di vista paesaggistico ma anche e soprattutto sottolineando che non è davvero troppo difficile trovare lavoro lì. subito dopo la prenotazione, però, inizio a pensare che forse l'idea del corso per l'insegnamento della lingua inglese agli stranieri non sarebbe poi così male. e questo per tutta una serie di ragioni. la prima è che l'insegnante di riferimento sarebbe una persona che già conosco, in quanto Dianne lavora nella stessa accademia linguistica dove ho frequentato, fino a ieri, il corso di inglese. poi anche che oramai conosco abbastanza bene la zona. non è tra le più interessanti d'Australia, quello è innegabile, ma il clima è meraviglioso, l'oceano immenso, il costo della vita non tra i più alti e poi anche, particolare non da poco, altre due ragazze che frequentavano il corso di lingua con me, grossomodo con la mia stessa preparazione linguistica, frequenteranno sicuramente il Tesol Course. devo decidere entro qualche ora se prenotare il biglietto di ritorno da Perth oppure mandare a puttane il biglietto già prenotato, il biglietto dell'autobus da qui, Maroochydore, all'aeroporto di Brisbane nonchè la prima notte di ostello a Perth, chiaramente già pagata. che, a dirla tutta, stamattina avevo trovato una super offerta per il volo di ritorno, ed avevo anche più volte cercato di pagarlo con la carta di credito, ma qualcosa continuava a bloccare la transazione. credo di aver capito quale fosse l'ostacolo. spegno il pc e mi faccio un giro in accademia a salutare Beck, la mia prof coetanea, che tra una settimana si trasferisce in Thailandia. giusto un paio d'ore, per intenderci. poi torno a casa, accendo il pc e, come per magia, l'offerta non c'è più! ovvero, se voglio tornare da Perth in tempo per iniziare il corso devo pagare, per lo stesso identico biglietto che avevo trovato qualche ora prima, 100 dollari in più! roba da prendersela con tutto e tutti, cazzo. magia magia!
qualche parola anche sul Tesol Course. 4 settimane di corso intensivo. le prime tre, ovviamente con frequenza obbligatoria, in sede. si tratta di lezioni che vertono principalmente sulla grammatica inglese e sul discorso, questo è almeno quello che credo di aver capito io :-). 7 ore di lezione al giorno per 5 giorni alle settimana. un vero e proprio tour de force, per dirlo in un'altra lingua. finito questo eccoci arrivati alla settimana conclusiva, che è un pò anche, a conti fatti, quella che mi spaventa di più. la settimana che va dall'8 al 14 di dicembre. i primi 4 giorni dovremo tenere delle lezioni a tema, anche se non ho ben presente come faremo a riuscirci. lezioni ad una classe di studenti, per intenderci. già mi vedo a sparare qualche cazzata o a sbagliare il più elementare dei verbi. chi vivrà vedrà. ma è questa anche la settimana dell'esame finale. vale a dire che, se non superi quello, ti attacchi serenamente al tram. come se non bastasse, magari i più attenti si saranno già accorti che questa è anche la settimana del mio compleanno. compleanno che, coincidendo con la notte prima degli esami, verrà trascorso presumibilmente tra concetti non pienamente compresi e corse furibonde al bagno.
dite che sono un pazzo a provare questo corso nonostante il comunque non sufficiente livello di preparazione linguistica? lo so bene, cazzo, lo so bene. che Barak Obama me la mandi buona...
ps
spulciando un libro sull'interpretazione dei sogni, chiaramente in inglese, mi sono imbattuto sul significato della sensazione di volare e del risveglio di soprassalto, appunto mentre si sta sognando. in linea di massima dovrebbe voler dire che hai la sensazione, e a volte anche la certezza, che i tuoi sogni stiano andando in pezzi. mi devo seriamente iniziare a preoccupare??? come se non lo fossi già preoccupato, cazzo!
ultime da berluscolandia!
da una delle ultime interviste rilasciate dal beneamato Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, (scatta l'inchino) durante la visita al Salone del ciclo e del motociclo a Rho-Pero, Milano. come al solito Berlusconi parla del futuro dell'Italia, oltre che nei soliti termini, da luoghi che ben poco hanno a che fare con la politica. una volta dall'Hollywood di Milano, una volta dal Moulin Rouge di Parigi, un'altra volta ancora direttamente dalla camera da letto di Mara Carfagna in casa Fede.
per chi volesse leggere tutto l'articolo su Repubblica.it il link è questo.
a conti fatti non c'è poi niente di nuovo in quello che dice. come al solito, del resto. ma nel giorno di quella che potrebbe significare per tutti una svolta epocale, ovvero l'elezione di Barak Obama a 44° presidente degli Stati Uniti d'America, ecco che invece in Italia le parole chiave restano sempre le stesse. garantire qualcosa, qualcosa che poi comunque non verrà portato a termine, anche con l'uso della forza. l'importante è far stanziare i soldi allo Stato e poi dividere, come sempre, in parti uguali. 100 a me, questa gran minchia a te. oppure anche i soldi a me, il cancro a te. tutte cose di attualità, insomma. e poi anche che fare opposizione va contro la democrazia, cioè contro silvio berlusconi. perchè, come risaputo, oltre che l'unto dal signore, l'immortale, il capellone ed il puttaniere il nostro caro Presidente è anche l'incarnazione perfetta del concetto di democrazia. roba che all'estero ce lo invidiano tutti. soprattutto i paesi dell'est, mi sa.
ovviamente stiamo pazentemente aspettando la smentita. smentita che tanto non tarderà ad arrivare.
ci dice anche che sta lavorando a dei provvedimenti per contenere la crisi economica ma che, per il momento, non vuole fare anticipazioni. come se l'argomento in questione fosse l'ultimo film di muccino piuttosto che il nostro futuro. dove per nostro intendo il mio e ed il tuo, mica il suo. che il suo è già bello che scritto. sono bastati 15 anni di governo bipartisan per sistemarlo a dovere. adesso ne servono soltanto un altro paio per distruggere completamente il nostro.
ci sono 16 miliardi per le infrastrutture che non servono a nessuno, vedi la tav (cioè non proprio a nessuno, ecco. rimando anche qui al concetto di ripartizione equa sopra accennato). ci sono 500 milamiliardi di tagli per l'istruzione. come a dire, meglio un imprenditore con 'l'assegno in bocca in più' che 1000 maestri elementari in meno. anche perchè se i bambini diminuiscono ed il tasso di natalità, in italia, è in progressiva discesa, a cosa servono tutti questi maestri? mica sarebbe il caso di chiedersi come mai in italia non si fanno, nessuno può permettersi più di fare, dei figli al giorno d'oggi? è vero, mica siamo il paese delle cause noi. ci piace accontentarci, e lamentarci, degli effetti. non esistono più le stagioni? si, ma che c'entra questo col protocollo di kyoto e col surriscaldamentodel pianeta, scusa? e poi, non dimentichiamo, che non siamo solo noi a non voler firmare il suddetto protocollo. all'interno dell'unione europea tutti i più importanti e democratici paesi, ovvero gli stati dell'est europa, sono per uno slittamento della sua entrata in vigore. e noi siamo ovviamente a capo di questa armata brancaleone. senza pensare monimamente al fatto che l'Italia, grazie alla sua strategica posizione geografica in mezzo al mar mediterraneo, non avrebbe che da tratte benefici da una drastica svolta verso le fonti di energia alternativa.
il cavaliere conclude il suo intervento con la solita capatina sui giornalisti rai, a suo modo di vedere 'appecoronati' sulla sinistra. due piccole consolazioni. la prima è che fortunatamente c'ha pensato la sempre presente quando non ce n'è più bisogno Giovanna Melandri a controbattere. la senconda è che la sinistra non c'è più quindi, a conti fatti, lo saprà anche berlusconi che sta parlando, a nessuno, di niente.
ps
solo una chiosa affinchè questa splendida osservazione dell'onorevolissimo Gasparri non passi inosservata, cosa che sicuramente succederà. chè uno dice 'è stupido, lo lascio parlare e ognuno per la propria strada'? no, no davvero. la soluzione migliore è 'è stupido, quasi quasi lo mando in parlamento. che tanto tra mafiosi e giudici corrotti un coglione in più non farà di certo male. è ora di cambiare. gasparri, dall'alto della sua prespicacia, lo ha già perfettamente capito. ed eccolo, fiero, nel dichiarare ai giornali dopo l'ufficialità della vittoria di Obama che 'Al Qaeda ora è forse più contenta'! Gasparri, un uomo una garanzia. lui non è così presuntuoso, lui non immagina. e ci mancherebbe altro...
per chi volesse leggere tutto l'articolo su Repubblica.it il link è questo.
a conti fatti non c'è poi niente di nuovo in quello che dice. come al solito, del resto. ma nel giorno di quella che potrebbe significare per tutti una svolta epocale, ovvero l'elezione di Barak Obama a 44° presidente degli Stati Uniti d'America, ecco che invece in Italia le parole chiave restano sempre le stesse. garantire qualcosa, qualcosa che poi comunque non verrà portato a termine, anche con l'uso della forza. l'importante è far stanziare i soldi allo Stato e poi dividere, come sempre, in parti uguali. 100 a me, questa gran minchia a te. oppure anche i soldi a me, il cancro a te. tutte cose di attualità, insomma. e poi anche che fare opposizione va contro la democrazia, cioè contro silvio berlusconi. perchè, come risaputo, oltre che l'unto dal signore, l'immortale, il capellone ed il puttaniere il nostro caro Presidente è anche l'incarnazione perfetta del concetto di democrazia. roba che all'estero ce lo invidiano tutti. soprattutto i paesi dell'est, mi sa.
ovviamente stiamo pazentemente aspettando la smentita. smentita che tanto non tarderà ad arrivare.
ci dice anche che sta lavorando a dei provvedimenti per contenere la crisi economica ma che, per il momento, non vuole fare anticipazioni. come se l'argomento in questione fosse l'ultimo film di muccino piuttosto che il nostro futuro. dove per nostro intendo il mio e ed il tuo, mica il suo. che il suo è già bello che scritto. sono bastati 15 anni di governo bipartisan per sistemarlo a dovere. adesso ne servono soltanto un altro paio per distruggere completamente il nostro.
ci sono 16 miliardi per le infrastrutture che non servono a nessuno, vedi la tav (cioè non proprio a nessuno, ecco. rimando anche qui al concetto di ripartizione equa sopra accennato). ci sono 500 milamiliardi di tagli per l'istruzione. come a dire, meglio un imprenditore con 'l'assegno in bocca in più' che 1000 maestri elementari in meno. anche perchè se i bambini diminuiscono ed il tasso di natalità, in italia, è in progressiva discesa, a cosa servono tutti questi maestri? mica sarebbe il caso di chiedersi come mai in italia non si fanno, nessuno può permettersi più di fare, dei figli al giorno d'oggi? è vero, mica siamo il paese delle cause noi. ci piace accontentarci, e lamentarci, degli effetti. non esistono più le stagioni? si, ma che c'entra questo col protocollo di kyoto e col surriscaldamentodel pianeta, scusa? e poi, non dimentichiamo, che non siamo solo noi a non voler firmare il suddetto protocollo. all'interno dell'unione europea tutti i più importanti e democratici paesi, ovvero gli stati dell'est europa, sono per uno slittamento della sua entrata in vigore. e noi siamo ovviamente a capo di questa armata brancaleone. senza pensare monimamente al fatto che l'Italia, grazie alla sua strategica posizione geografica in mezzo al mar mediterraneo, non avrebbe che da tratte benefici da una drastica svolta verso le fonti di energia alternativa.
il cavaliere conclude il suo intervento con la solita capatina sui giornalisti rai, a suo modo di vedere 'appecoronati' sulla sinistra. due piccole consolazioni. la prima è che fortunatamente c'ha pensato la sempre presente quando non ce n'è più bisogno Giovanna Melandri a controbattere. la senconda è che la sinistra non c'è più quindi, a conti fatti, lo saprà anche berlusconi che sta parlando, a nessuno, di niente.
ps
solo una chiosa affinchè questa splendida osservazione dell'onorevolissimo Gasparri non passi inosservata, cosa che sicuramente succederà. chè uno dice 'è stupido, lo lascio parlare e ognuno per la propria strada'? no, no davvero. la soluzione migliore è 'è stupido, quasi quasi lo mando in parlamento. che tanto tra mafiosi e giudici corrotti un coglione in più non farà di certo male. è ora di cambiare. gasparri, dall'alto della sua prespicacia, lo ha già perfettamente capito. ed eccolo, fiero, nel dichiarare ai giornali dopo l'ufficialità della vittoria di Obama che 'Al Qaeda ora è forse più contenta'! Gasparri, un uomo una garanzia. lui non è così presuntuoso, lui non immagina. e ci mancherebbe altro...
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